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Grave lutto nel mondo del precariato siciliano

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Grave lutto nel mondo del "Precariato Forestale Siciliano", oggi un nostro collega di Castronovo di Sicilia è morto mentre spegneva un incendio, si chiamava Francesco Pizzuto. Alla famiglia esprimiamo un sincero e sentito cordoglio. A quei politici e giornalisti che continuano a sospettare  sui di noi Precari  Forestali, chiediamo cortesemente in questo momento il MASSIMO SILENZIO, e se avete qualcosa da denunciare recatevi alla Magistratura. Non fatelo tramite i giornali.
Oggi intorno alle 19.00 sono stato avvisato telefonicamente della morte di un nostro collega, mentre adempiva il proprio dovere, in un’operazione di spegnimento incendi su Monte Vitale. Era originario di Castronovo di Sicilia e lascia moglie e tre bambini. Ho telefonato a una collega, che lavora nella stessa squadra per accertarmi meglio della situazione trovandola chiaramente sconvolta. Ancora una volta ci tocca aggiornare l'elenco maledetto dei caduti. I dettagli, non li conosco ancora e non li ho voluti chiedere per il momento, ma di sacrificio nell'adempimento del proprio dovere si tratta con certezza.
Adesso qualche soggetto che ha l'obbligo di vigilare, tra le altre cose, sulle misure di sicurezza verserà lacrime di coccodrillo per dimenticarsene al momento istituzionalmente opportuno. Non conosciamo ancora la dinamica degli eventi e quindi lasciamo il beneficio del dubbio, ma troppo in fretta mi pare si vogliono dimenticare queste vittime, ma noi di ALFA le vogliamo invece ricordare ogni giorno. Ai criminali che si rendono responsabili di un reato, sicuramente inteso come di poco conto, dico che oggi non avete solo distrutto una risorsa naturale importante ma anche la vita di una famiglia. In questi giorni c'è stata anche un’altra vittima indiretta causata sempre dagli incendi che ci sono stati nelle nostre zone, un ragazzo che trovatosi in difficoltà con il proprio trattore mentre cercava di fare un parafuoco è capottato ed è morto. Nei giorni scorsi la nostra categoria senza fare distinzioni è stata attaccata in vari modi e qualcuno ci ha chiesto come mai non c’eravamo ufficialmente pronunciati come associazione. Ebbene la tentazione e la voglia c'è stata fin da subito. Pensandoci però la risposta la diamo ogni giorno, concretamente, quando salviamo dalle fiamme il patrimonio boschivo che abbiamo ma non solo. Ormai s’interviene quasi dappertutto, perfino sulla spazzatura che brucia o sugli incendi d’interfaccia che minacciano civili abitazioni.
Quindi invece di intervenire a difesa di una categoria intera non sempre difendibile tranne che per partito preso, vorremmo che le forze buone e positive presenti tra di noi contribuissero a documentare quello che facciamo. Noi ci proviamo con questo sito a documentare e non far dimenticare, a denunciare le carenze e le inadempienze.
E' un modo concreto per valorizzare il nostro mestiere, la giusta risposta.

Onore e merito al nostro collega Francesco Pizzuto che è morto per tenere alto il senso del dovere di tutta la categoria dei forestali antincendio.

Le nostre sincere condoglianze alla famiglia e non escludiamo un atto concreto anche in questo caso, ma questo è il momento del dolore.

Antonio Giambrone
Presidente ALFA (Lavoratori Forestali e Addetto Spegnimento incendi)

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


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