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Lettere dal 19 al 25 novembre

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Cari redattori della trasmissione,
ho ascoltato con molta attenzione l'informazione che avete dato sul progetto del Centro Peres che permette ai bambini palestinesi di essere curati in Israele. La questione e' in effetti molto controversa, come avete anche accennato voi, ma il punto cruciale della critica e' non si mette in discussione la qualita' eccellente dell'azione di solidarieta' da parte dei medici e degli ospedali israeliani, ma non si capisce perche' debbano pagare istituzioni pubbliche italiane...
Israele e' un paese ricco, ed ha sicuramente gravi responsabilita' politiche sulla situazione attuale dei palestinesi e quindi anche sul loro disagio... sarebbe sicuramente piu' solidale se assumesse direttamente anche i costi dell'attivita' di solidarieta'. In effetti trovo scandaloso che ospedali israeliani ottengano fondi dalle Regioni italiane per curare i piccoli pazienti che Israele stessa, con la sua politica di occupazione decennale, obbliga a vivere in condizioni miserevoli.
Carla Benelli
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Gentile redazione,
ho ascoltato, questa mattina, la conversazione con la pacifista Manuela Dviri di cui ho letto il libro " La guerra negli occhi". Anche in quanto medico, ho grande stima per associazioni israeliane come 'Medici per i diritti umani' (PHR-I) e tante associazioni di amicizia israelo-palestinesi, ma nessuna stima per il Presidente Shimon Peres, corresponsabile dell'attuale situazione drammatica del Popolo palestinese, del bombardamento di Gaza 2008-2009 che ha determinato la morte di 1400 palestinesi, fra cui oltre trecento bambini, e che è favorevole ad una eventuale guerra preventiva contro l'Iran. Proprio il Presidente Shimon Peres, ha giustificato la distruzione e le stragi nella Striscia di Gaza dicendo che ciò avrebbe insegnato al Popolo palestinese a non alzare più le armi contro Israele.
Per questo il Centro Shimon Peres per la Pace quando si presenta  come benefattore dei bambini palestinesi ammalati o feriti dai militari israeliani mi pare come il massimo dell'ipocrisia : le vittime che devono ringraziare l'oppressore, ed il Presidente israeliano mi ricorda quel pilota israeliano, di professione pediatra, che dopo aver sganciato le bombe sulle case dei palestinesi, curava i bimbi gravemente feriti nel suo ben attrezzato ospedale.
Certamente i genitori dei bimbi curati con i fondi del Centro Peres saranno grati per le cure ai loro bambini, ma come potrrebbe essere diversamente, se vengono  loro negate le medicine e le strutture per le cure  dall'oppressione ed occupazione israeliana? A me pare che Manuela Dviri, forse involontariamente, sia usata dalla propaganda israeliana e ritengo che sarebbe molto più giusto che i fondi della solidarietà italiana andassero direttamente agli ospedali palestinesi e che chi si dichiara pacifista si impegnasse per il rispetto dei diritti del Popolo palestinese, compreso il principio del diritto al ritorno, e per la fine dell'occupazione.
Cordiali saluti
Ireo Bono
Savona
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Gentile redazione,
ascolto la puntata in differita e resto esterrefatto dall'atteggiamento dello studioso sul problema della collocazione del versetto di Isaia nella lirurgia. In qualsiasi modo si traduca, quel versetto mi sembra fuorviante se viene letto nel tempo liturgico del Natale. L'osservazione dell'ascoltatore, citata in trasmissione, mi sembra pertinente e anch'io preferirei che le letture bibliche della liturgia fossero scelte con maggior attenzione. Apprezzo molto il garbo e la competenza con cui la signora Caramore  si pone in dialettica con gli ospiti: mi conforta sentire che i miei dubbi sulla rigidità di certi studiosi sono condivisi ed espressi.
Un cordiale saluto,
Dario Castellano.

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

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