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Lettere marzo

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante.
Quando gli studiosi discutono dei massimi sistemi, a volte dimenticano gli aspetti più volgari della realtà. Sono questi che alla fine impegnano maggiormente le nostre energie, non sempre ben indirizzate a contrastare efficacemente i costanti inviti a seguire falsi idoli di ogni tipo. Quindi mi piacerebbe tanto che il discorso potesse essere ripreso tenendo conto anche di questo aspetto.
Ho apprezzato molto anche la trasmissione del sabato sugli ismaeliti. Che bello l’esempio citato del canto con le mani sulla bocca! E’ cosa talmente nuova per la nostra mentalità che varrebbe la pena farla conoscere soprattutto alle scuole per un originale stimolo alle giovani generazioni.
Con gratitudine per il vostro bel lavoro, un caro saluto.
Gabriella Pironi
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Fin da bambina, le circostanze della vita mi hanno portata a identificare il bello con la fratellanza, la solidarietà e la reciprocità. E nulla è per me più bello e affascinante del cammino dell’uomo verso il riconoscimento e il rispetto dell’altro, e verso la giustizia sociale.
Quando mancano le condizioni di fratellanza, di solidarietà e di giustizia, anche le cose più belle, come per esempio le opere d’arte che giustamente si cerca di preservare, perdono senso e valore.
Che senso ha parlare di cose belle, se i bambini muoiono di fame e di stenti, come ci dicono stia accadendo in Grecia, nonostante non ci sia la guerra? Se andassi in Grecia domani, non riuscirei a godere della bellezza dei suoi monumenti.
Spesso si tende anche a identificare la verità con la bellezza. E pure nel corso della trasmissione il confine fra i due concetti era molto labile. Invece spesso, quasi sempre, la verità non ha né bellezza né splendore.
Non aveva né bellezza né splendore sul Golgota, dove la verità è stata crocifissa. Non hanno né bellezza né splendore le numerose famiglie dei lavoratori costrette a elemosinare alla Caritas per poter mangiare.
E questo non perché non ci sono risorse, ma perché un ristretto gruppo di potere ha bisogno di strafogarsi nel superfluo, e di circondarsi di luoghi e oggetti molto costosi: di opere d’arte appunto.
È una tattica degli ingordi abbruttire la verità, per tenere lontani e innocui coloro che identificano la verità con la bellezza.
I nostri politici sull’ambiguità del bello che è pure buono e vero, stanno costruendo il loro presente e il loro futuro potere. A chi chiede giustizia, lavoro ed equità, rispondono parlando della “bellezza” di cui è piena l’Italia. Ma la bellezza senza giustizia ha sempre portato povertà, distruzione, e morte.
Siamo sicuri che quell’accanirsi dei tagliatori di teste su persone inermi, e sulle opere d’arte, non sia la conseguenza dell’aver voluto seminare la menzogna nella coscienza dei giovani, spacciandola per verità e civiltà da imporre anche con le armi?
Un cordiale saluto, Teresa Mele
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La trasmissione di oggi 15 marzo 2015 di Uomini e Profeti a rai 3 è stata lodevole e chiara.Da molto tempo seguo questa trasmissione ritenendola molto buona. Qualche rara volta mi ha deluso per argomenti sofisticati che non portano a nulla. Il linguaggio dovrebbe essere comprensibile a tutti. Leggete Platone ad esempio: è chiaro, non ricercato. Noi partecipiamo veramente a qualcosa che è eterno: la bellezza, la verità, la giustizia il Bene che poi sono la stessa cosa.. Se noi riusciamo a partecipare di queste "idee" o momenti, o realtà così Belli, Validi, Eterni, vuol dire che in noi vi E' qualcosa di eterno. Cosichè l'anima è eterna o immortale. Fate bene a essere costruttivi così come credo lo siate sempre stati.Mi permetto di ricordarvi con un pò di disordine cronologico: Teilhard de Chardin. Plotino, Boezio, Spencer, William James, Spinoza. Francesco De Sanctis e Benedetto Croce, grandi critici letterari. ci spiegano cos'è la vera poesia.:sintesi perfetta di forma e contenuto; opera di verità; colloquio con Dio;riportare l'individuale all'universale. Croce afferama: anche il più umile canto popolare, se un raggio di umanità vi splende è poesia.Tutti gli esseri umani senz'altro "sentono" quando è loro permesso, la "Bellezza", la "Verita", il Bene.Non so se la persona colta abbia una sensibilità superiore: credo che alla fine questo partecipare del Bene, sia sempre personale ma nella essenza sia sempre la stessa Bellezza, Verità, Giustizia, Bene ad essere percepito, ad aver "toccato" la profondità del nostro essere.Scuola e mass-media dovrebbero collaborare.Il grande pedagogista Giuseppe Lombardo Radice (antifascista dopo il delitto Matteotti) ha ancora da insegnare oggi.Io auguro a voi  buon lavoro .

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Grazie per avermi fatto piangere dello stesso pianto che mi ha invaso quando sono entrata nella Basilica di San Francesco ad Assisi: un pianto di fronte alla Bellezza che trova una corrispondenza interiore nell'Essenza di sé.
Grazie per la ricerca di Senso che avete proposto e che è per me imprescindibile per essere e per non perdermi.
Ho sentito una grande comunione umana.
Un abbraccio
Chiara
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Gentile Gabriella,
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del suo programma sentii parlare una quindicina di anni fa dalla psicoterapeuta che mi aveva in cura, e che aveva trovato nelle religioni orientali e nella filosofia dei mezzi per comunicare in modo molto efficace con me. Non seguii il suo consiglio di ascolto però, per lo sciocco pregiudizio contro una trasmissione Rai che parlava di religione: cosa poteva essere, un "A sua immagine" via radio? Anche no, grazie.
Mi sono innamorata di Radio3 qualche anno dopo, e seguo Uomini e Profeti, come si dice, religiosamente, via podcast. .........................................................
Sono atea, lo sono sempre stata e non ho mai trovato alcuna spinta in me verso il divino. Ma se da bambina amavo tantissimo i miti e le cosmogonie, in seguito ho continuato a provare fascinazione e affetto nei confronti dei tentativi dell'umanità di trovare un senso attraverso l' 'esperienza religiosa. Posso rabbrividire davanti a certe manifestazioni, posso aspramente condannare l'ingerenza della chiesa cattolica nella vita dei cittadini italiani, posso trovare maliziosa la predicazione di certo cristianesimo nei confronti delle fasce più deboli della popolazione - ma non riesco a non commuovermi davanti alla Ricerca. Ognuno ha la sua, e se qualcuno dei miei fratelli e delle mie sorelle è giunto a una risposta, non posso che essere contenta per loro.
Le scrivo per ringraziarla quindi, di tutto quello che la sua trasmissione mi ha permesso di conoscere e capire. Le scrivo dopo averla sentita leggere nella trasmissione del 22 febbraio una lettera che vi invitava a non parlare più di Islam; quanto vorrei invece che poteste replicare il meraviglioso ciclo che avete dedicato alla Bibbia, con il Corano! Sarebbe così utile e interessante! Bisogna dotare le persone di strumenti per capire l'Islam. Ho letto un articolo dell'Atlantic che ha descritto l'Isis come il "vero Islam": ho visto le falle della costruzione del discorso, ho indovinato una volontà politica precisa nell'autore, ma non ho sufficienti conoscenze per poter ribattere in modo convincente a tale teoria.
Grazie ancora per il vostro lavoro.
Un caro saluto,

Irene
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Cara  redazione,
seguo sempre con piacere Uomini e profeti. La puntata di domenica scorsa su Giordano Bruno è stata molto stimolante. Vorrei segnalare ciò che frei Betto, domenicano brasiliano, teologo della liberazione, scrittore e giornalista, chiese a papa Francesco nel breve colloquio avuto in Piazza San Pietro il 9 aprile 2014: "Sono un domenicano e gli ho detto:  Santo Padre, le chiedo e pongo nelle sue mani la riabilitazione di Giordano Bruno e Meister Eckhart, due domenicani come me..." (Vecchi Gian Guido, Il Papa riceve Frei Betto. Per Giordano Bruno forse una riabilitazione, Corriere della Sera, 10 aprile 2014). Il giornalista, nello stesso articolo, scrive:  "Nel 1998 il cardinale Carlo Maria Martini, durante la «Cattedra dei non credenti» su scienza e fede, invitò a riconsiderarne la figura: «Potrebbe essere oggetto di uno di quei ripensamenti critici che la Chiesa intende fare per la fine di questo millennio».

L’Osservatore Romano del giovedì 10 aprile 2014 riporta al centro dell’articolo in seconda pagina la foto di Frei Betto che parla e tende la mano a Francesco. Del colloquio di frei Betto con papa Francesco e della sua richiesta su Giordano Bruno ho avuto conferma personalmente durante un incontro-dibattito presso la Comunità la Collina di Serdiana (Cagliari) organizzato insieme alla Rete Radiè Resch e all'Associazione OreUndici (12 aprile 2014).
Un caro saluto!
Pierpaolo Loi
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Ciao, Gabriella,
nella tua ultima trasmissione hai accennato alla distruzione delle statue del museo di Mosul da parte dell’Isis. L’evento ha già avuto una sua vasta eco mediatica, ma mi chiedevo se potevi dedicarci una tua conversazione, una riflessione più articolata e complessiva. La mia sensazione è che l’episodio non sia tanto uno sfregio della visione culturale dell’Occidente, quanto piuttosto la realizzazione di un’istanza  basilare della religione mussulmana; non solo l’ennesima aggressione ma soprattutto un incitamento ad unirsi al “vero” Islam, testimoniato dal Califfato anche con questa esibizione. Sarebbe interessante verificare il successo propagandistico di questa e di altre iniziative dell’Isis presso il nostro mondo islamico ed indagare come una rinnovata alleanza fra la nostra e la loro modernità possa contrastarla.

Con stima, con affetto.

Szalom Lew Korbman
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Care conduttrici, buongiorno. Apprezzo molto la vostra trasmissione che cerco di seguire regolarmente. Oggi ho sentito parlare della comunità spirituale Damanhur. Vi sarei davvero grata se poteste proporre una puntata di approfondimento su questa realtà come mi è parso di capire durante la chiaccherata con l'ospite.
Un cordiale saluto da Susanna Braga
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Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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