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L’Età dell’Angoscia Da Commodo a Diocleziano

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La mostra L’età dell’Angoscia intende approfondire la conoscenza dei grandi cambiamenti che segnarono l’età compresa tra i regni di Commodo (180 – 192 d.C.) e Diocleziano (284 – 305 d.C.): fase definita già dagli storici del tempo come “il passaggio dall’impero d’oro (quello di Marco Aurelio) a uno di ferro arrugginito”.

In poco meno di centocinquanta anni infatti l’Impero cambiò la propria fisionomia, arrivando all’instaurazione della Tetrarchia e alla perdita del ruolo di capitale della città di Roma. In questo lasso di tempo le cronache evidenziano alcuni elementi che ancora una volta richiamano, seppur con le dovute differenze, la nostra attualità, quali: l'aumento delle pressione di popoli sui confini dell’impero, le spinte secessioniste (si pensi all'Impero delle Gallie e al Regno di Palmira), i disordini interni (che comportarono riforme strutturali della tradizionale unità militare romana, la legione), la crisi del tradizionale sistema economico, l’inflazione e la conseguente necessità di aggiornare continuamente la moneta, e soprattutto, la grave instabilità politica.
Determinante fu la fine della trasmissione del potere su base esclusivamente dinastica e il conseguente potere che andò a concentrarsi nelle mani dell’esercito, capace di imporre gli imperatori e di eliminarli. È un mondo che muta definitivamente la propria struttura sociale, con lo sfaldamento delle istituzioni e il parallelo emergere di nuove forze sociali. Le graduali tappe di queste trasformazioni si riflettono sui modelli figurativi e del linguaggio formale della scultura, che si carica di un nuovo e forte accento patetico.

Tra le opere più significative di questa epoca si segnalano il “ritratto colossale di Probo” o il “busto di Decio” dei Musei Capitolini, la straordinaria “statua bronzea di Treboniano Gallo” del Metropolitan Museum of Art di New York, le statue di privati come filosofi dalla Villa di Dioniso a Dion. Eccezionale il prestito di tre statue maschili a figura intera, dal Seicento ospitate nel Casino del Bel Respiro della Villa Doria Pamphilj a Roma ( “Statua di togato”, “Statua di cacciatore” e “Statua in nudità”).
Nella ritrattistica privata continua la moda dell’abbinamento di ritratti di privati cittadini o imperatori in corpi ideali, che ricordano divinità femminili come Venere, Demetra, Fortuna, come nella “statua di Onfale” o eroi come Ercole, che permettono una chiara esaltazione delle qualità e delle gesta del defunto grazie all’assimilazione delle loro virtù eroiche: si vedano il “busto di Commodo come Ercole” o la “statua di privato come Marte (cd. Decio)”. Semidei come Ercole, i Castori o Dioniso furono in tal senso particolarmente prediletti anche dall’imagerie imperiale, proprio per la loro natura di mortali divenuti Dei grazie alle straordinarie qualità delle imprese compiute.

L’Età dell’Angoscia, quarto appuntamento del progetto di cinque mostre “I giorni di Roma” che abbraccia un arco temporale di quattrocento anni, è un’iniziativa promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, organizzata da Zètema Progetto Cultura e MondoMostre, con la cura di Eugenio La Rocca, Claudio Parisi Presicce e Annalisa Lo Monaco.

www.museicapitolini.org

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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