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Centro coscienza di Milano. Il lavoro incessante della formazione di sé
Con Gian Carlo Calza, Elena Rigotti, Luigi Vigevano, Cesare Fagetti



                                         Tullio Castellani con GIuseppe Ungaretti



Nel 1938 Tullio Castellani, avvocato dalla mente aperta e uomo di grande sensibilità spirituale, fondava a Milano il Centro Coscienza, unione per lo sviluppo di valori morali che cercava di promuovere la cultura come via di formazione del pensiero e della persona. Oggi incontriamo Gian Carlo Calza, storico dell’arte dell’Asia, presidente dell’Associazione dal 1990 e a lui chiederemo di ritracciarne la storia, di parlarci la figura del fondatore e della sua personale esperienza all’interno dell’universo del Centro che ha frequentato fin da bambino. In studio da Milano, alcuni altri soci del Centro: Elena Rigotti, docente di storia e filosofia in un liceo milanese, Luigi Vigevano, ingegnere aereospaziale, e Cesare Fagetti, avvocato, racconteranno i diversi percorsi che li hanno condotti fino al Centro Coscienza, le attività e i corsi e seminari che animano. Per tutti, uno stesso principio guida: lavorare sulla formazione di sé per la creazione di un mondo umano.




Link:
 www.centrocoscienza.it


www.nuovaeducazione.it





Suggerimenti di lettura
T.Castellani, La ricerca spirituale, Edizioni di Maieutica 1957
T.Castellani, L’esperienza umana Edizioni di Maieutica 1949


Musica
Robert Schumann, Abegg variations - pf. Eugene Kissin 






Parole
Coscienza è conoscenza interiore e manifestazione ed è capacità di stabilire rapporti non solo intellettuali, ma anche religiosi, morali, estetici… con l’universo che ci circonda, e questi formano l’elemento culturale di cui viene intessuta la nostra vita. Quindi l’uomo in quanto coscienza è coscienza che si sviluppa, che si espande dinamicamente in un mondo di altre coscienze con le quali crea rapporti  
                                                                             Tullio Castellani



Il dialogo va trattato con questa profondità e questo rispetto. Dialogo che, per me, è trinitario: dia ton logon – non mi fermo, ma attraverso il logos – arrivo al di là del logos, a quello che il logos rivela. Devo distinguere, ma non posso separare, Tutto ciò è contenuto nella semplice asserzione: nel dialogo vedo la religiosità come dimensione dell’uomo
Raimond Panikkar (in Quaderni di Maieutica, 2002 a cura del Centro Coscienza)

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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