Radio3

Contenuti della pagina

Lettere dal 4 al 10 giugno

slcontent

Gentili curatori di "Leggere la Bibbia",
intanto rivolgo a tutti voi un sentito ringraziamento per l'ottimo lavoro che state svolgendo, specialmente la domenica. Grazie a voi mi sono avvicinato alla Bibbia, e sono molto contento.
Vi scrivo per sapere se, dopo la pausa estiva, riprenderete dai libri delle Cronache oppure, come mi sembra di avere capito dalle parole di Caramore, dai grandi profeti (Isaia, Geremia, Ezechiele....). Insomma, salterete delle parti oppure ricomincerete da dove avrete terminato (se non sbaglio, i libri dei Re)?
Grazie
Jacopo
________________________________________________________________________________________________________
Gentile Signora Caramore,
seguo, tutte le volte che posso, le Sue trasmissioni domenicali, e spesso mi viene il desiderio di far avere qualche osservazione a Lei, che - mi pare - non di rado svolge la funzione di "pungolo" con domande che possono sembrare imbarazzanti nei riguardi dell'interlocutore di turno (affinché non si adagi troppo su risposte stereotipate), domande che riflettono molto spesso i nostri interrogativi. Domenica 5 giugno Lei e Enzo Bianchi avete parlato di Elia e di Eliseo e dei loro miracoli. Avete riconosciuto che oggi abbiamo difficoltà a considerare questi episodi come miracoli e come realmente avvenuti. Bianchi ha suggerito di leggere, al di là del miracolo, la bontà di Dio. Ora, per un credente, l'amore di Dio verso la realtà può essere letto anche nella contemplazione di un panorama o nell'ascolto di una musica, o in un detto autentico (alla luce dei risultati della critica storica) di Gesù; meno può essere letto, come accennato sopra, nel racconto di un miracolo, specialmente se è il racconto di un fatto non avvenuto.
Ma il punto non è questo. La mia osservazione è la seguente: non mi è mai capitato di imbattermi in qualcuno che abbia risposto (o tentato di rispondere) a questo interrogativo: colui che ha raccontato il miracolo (e questo vale anche per i miracoli di Gesù) credeva veramente in ciò che diceva o suggeriva una metafora (vedi Enzo Bianchi) e come tale veniva accolta dal lettore o dall'ascoltatore, oppure suggeriva la propria personale visione teologica o qualcos'altro ancora? Lo stesso discorso vale anche per molti episodi dell'Antico Testamento (visto che questo è il tema delle trasmissioni domenicali): il peccato originale, il sacrificio di Isacco, il passaggio del Mar Rosso, ecc. Certo non è facile rispondere a questo interrogativo, ma mi pare che almeno dovrebbe essere sempre posto.
Qual'è il Suo pensiero al riguardo? Invece, a chi partecipa alla messa (ed è questa per molti l'unica occasione per accostarsi a pagine dell'Antico e del Nuovo Testamento), qualunque fatto o detto della Bibbia viene presentato come realmente avvenuto (Parola di Dio!) e l'omelia il più delle volte non chiarisce nulla. Non occorre qui considerarne le conseguenze.
Se mi risponderà Le sarò grato. In ogni caso La saluto molto cordialmente e Le dico "brava!" per il Suo programma.
Antonio Fanna
________________________________________________________________________________________________________
Gentilissima Gabriella Caramore,
....sole del mio sabato e domenica mattina...grazie per quanto fa per le anime assetate di laicità,ma anche di alta spiritualità..... MA..........mi spiace chiederglielo per la seconda volta, Lei dovrebbe essere così generosa da pensare anche a noi che non conosciamo a memoria la bibbia,come Lei ed i suoi magnifici ospiti...perciò ricordarsi di citare capitolo e n° dei passi che andate leggendo. Non è sufficiente che mi diciate  "oggi leggeremo secondo dei RE"  ... poi partite con una lettura non identificata dal numero che la contraddistingue...hai voglia di fare le corse avanti e indietro per arrivare a caso,a quello che le nostre orecchie stanno ascoltando...!A volte Le capita di annunciarcelo,ma abitualmente lei ci pensa più addestrati di quanto siamo per cui,a noi resta soltanto di brancolare nel formicolio dei minuscoli caratteri di una bibbia,in cerca di una parola amica simile a quella appena udita alla radio. Se Lei lo fa perchè poi,quelli come noi,ignoranti,ma di buona volontà,finita la trasmissione,si mettano a leggere  integralmente ciò su cui si è svolta la conversazione,è comunque esaudita,perchè questo lo faccio sempre.............ma mi piace molto seguirvi in contemporanea mettendo a confronto la traduzione della mia bibbia con la vostra.Ho acquistato tramite l'Espresso i tre volumi a cura della conferenza episcopale italiana,ma seguo la vostra lettura su di un testo,arrivatomi in casa nei 1983 tramite i testimoni di geova,poichè sostituito geova con il signore,trovo più conforme questa rispetto alla vostra lettura che non quella dei tre volumi della C.E.I.
La bibbia dei testimoni di geova è intitolata "Traduzione  del nuovo mondo delle sacre scritture,rese dalla versione inglese 1961,ma con la fedele consultazione degli antichi testi ebraico e greco.1967.
Con gratitudine,saluti cordialissimi.
Maria SERENA  Angeri
_______________________________________________________________________________________________________
Gentile Gabriella,
la domanda che ha rivolto oggi a Nissim è particolarmente intensa, e mi sembra che la risposta (se solo la trovassimo) potrebbe contenere… il nocciolo della questione.
Perché il bene non fa notizia? Percepiamo la sua straordinaria potenza come infitamente superiore al male, ma è come se ci mancassero i mezzi adeguati per esprimere tanta “straordinarietà” e “infinitezza”.
Il male è sperimentabile ogni giorno, in noi, nelle nostre parole, nei nostri atti aggressivi e nelle nostre intenzioni scellerate, e nelle parole, negli atti e nelle intenzioni degli altri. Il male sembra appartenere al conosciuto: lo soffriamo, o, praticandolo,sappiamo persino dominarlo e indirizzarlo per trarne beneficio e piacere. Il male esiste, è tangibile, appartiene alla natura, e attanaglia la carne e la volontà. Abbiamo perciò parole per narrarlo, per sguazzarvi o per irretire altri. Il male sa abitare ogni realtà, dalle più raffinate ai bassi istinti. E anche per la raffinatezza e i bassi istinti abbiamo a disposizione immagini e parole.
Ma che espressioni abbiamo per il bene? Appena cerchiamo di tradurlo in parole stilliamo melassa e ci impantaniamo in quella che Magris chiama “la pappa del cuore”. Il bene, che è già un infinito, perché si declina in bello, amore, felicità, è forse inesprimibile. Appena la prima parola che vuole narrarlo esce dalla bocca, ci si rende conto che non va, non è all’altezza, e, quel che è peggio, è come se lo involgarisse, tanto il bene è lontano da qualsiasi possibilità di trasposizione.
Invece, il male è reso perfettamente, e perfino esaltato dalla parola. Anzi, la parola stessa può essere male, e non solo esprimerlo. 
Qualsiasi cosa sia stata detta o scritta sul bene non è il bene e, perciò, non soddisfa appieno. Quello che si può dire del male, in tutte le sue declinazioni, è, invece, pienamente compiuto e “soddisfacente”.
Il Paradiso di Dante non piace come l’Inferno. Ma è “solo” perché il bene non può essere compiuto nella parola. Nemmeno Dante ce la fa. Il silenzio è molto più vicino a narrarlo, perché il silenzio è uno spazio che lo può contenere, e impregnarsi di esso.
Sappiamo cos’è il bene. È in noi, percepibile in alcuni, intensi, momenti. È un seme che attende compimento, un’intuizione cui aneliamo, senza la quale non possiamo vivere. Mi sembra che qualsiasi cosa, anche la peggiore, possa essere fatta per il bene, o meglio: per l’assenza del bene che vorremmo ci abitasse definitivamente. Qualsiasi cattiveria o insoddisfazione potrebbe derivare dal suo desiderio inappagato. Potrebbe, perché anche questa è solo una domanda, o forse il nostro dramma.
La ringrazio molto delle domande che sa suscitare e condividere e Le auguro davvero “ogni bene”. Che non è una frase fatta.
Erica Zane, Milano
________________________________________________________________________________________________________
Carissima redazione,
seguo con assiduita' le puntate relative alla lettura della Bibbia ed inoltre le altre trasmissioni e quindi ne discuto con altre amiche. Il problema e' riascoltare le puntate, non per me ma per alcune amiche che per eta' non sono avvezze all'uso di pc o mp3. Sono quindi a chiedervi  la produzione di CD di tutte le puntate da poter acquistare come avviene con le lezioni del  Monastero di Bose. Comunque interesserebbero molto anche a me perche' l'mp3 non ha archivio infinito! Spero tanto che la mia proposta venga accolta.
Un caro saluto da una fedele estimatrice.
Caprara Maria Vittoria Varese
_______________________________________________________________________________________________________
Cara redazione,
ho ascoltato in podcast la puntata sul monastero in Siria, e le parole di Paolo Dall'Oglio.T
utto in me ha risuonato mi sono sentita piccola e grande allo stesso tempo mi sono emozionata sono andata sul sito del monastero, ma non ho trovato riferimenti mail.Mi  piacerebbe scrivergli, soprattutto in un momento come questo. Potete aiutarmi?
Grazie e salute.
Flavia, Palermo





 


Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

Guarda la fotogallery >>

Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

Calendario interreligioso

Appuntamenti

Leggere la Bibbia


Pablo Picasso, Ragazza che legge al tavolo Le letture bibliche di Uomini e Profeti in podcast >> Per  leggere i contenuti clicca su  archivio >>

ALTRE LETTURE


 














Medhat Shafik - Porta D'Oriente
Riascolti di Uomini e Profeti in  Podcast >>

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key