Radio3

Contenuti della pagina

Ricercatori - Fabrizia Pratesi de Ferrariis

slcontent
Gentile redazione di Radio3,
 
nell’ambito della vostra  meritevole iniziativa dedicata alla ricerca, riteniamo importante dare spazio a un tema tanto urgente quanto di norma trascurato: quello del metodo di sperimentazione di cui larghissima parte della ricerca biomedica si avvale ancora oggi.
Tale metodo, basato sul “modello” animale, viene oggi messo in discussione in ambiti istituzionali della ricerca. In essi viene proposto un nuovo paradigma scientifico; in essi si ritiene sia urgente adottare nuovi, numerosi, ben più moderni ed affidabili metodi di sperimentazione, idonei a  rilevare preventivamente la risposta dell’uomo a farmaci e cure. In essi viene messo in evidenza come una valutazione di tossicità errata potrebbe vanificare l’importante progetto europeo REACh (per la regolamentazione delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente) dal quale dipende la salute nostra e delle generazioni future.
 



Scheda sul Comitato Scientifico EQUIVITA


 Il Comitato Scientifico EQUIVITA (già Comitato Scientifico Antivivisezionista) è organo del Fondo Imperatrice Nuda contro la Sperimentazione animale. Esso riunisce laureati in discipline medico-scientifiche che denunciano il danno recato alla salute umana e al progresso scientifico da una ricerca biomedica che si vale del “modello animale”.

 

 

Cos’è la sperimentazione animale (o vivisezione):

 

 

è un metodo di ricerca che si serve, in laboratorio, di animali vivi per lo sviluppo delle conoscenze biomediche.

 

EQUIVITA e l’intero movimento scientifico antivivisezionista, denunciano l’errore metodologico su cui si basano sia l’attuale ricerca biomedica, sia le leggi oggi esistenti, per le quali ogni nuova sostanza e ogni nuova cura deve essere testata su animali prima di essere immesse sul mercato.

 

E’ un errore metodologico considerare gli animali o le loro parti modelli attendibili dell’uomo e delle sue parti. Infatti ogni specie animale non può essere modello che di se stessa e le corrispondenze tra due specie possono essere verificate soltanto “a posteriori” (quando l’esperimento è stato ripetuto sulla seconda specie, ovvero l’uomo), mai “a priori”. Questo rende il test sull’animale inutile: questo espone l’uomo a gravi rischi per quanto riguarda il suo futuro benessere.

 


 La sperimentazione animale reca danno all’uomo in due modi:

 


1)    perché fa in modo che vengano sperimentate sull’uomo sostanze che non hanno subito alcun vaglio preventivo (poiché le prove su animali non danno risultati utili all’uomo, neanche orientativamente): ogni specie reagisce in modo diverso (perfino i ratti e i topi, specie strettamente imparentate, offrono risposte differenti tra loro nel 60% dei casi)

 

2)    perché si corre il rischio di scartare sostanze di grande aiuto per l’uomo, per il solo fatto che sono risultate tossiche per qualche specie animale.

 


 Perché esiste ancora la sperimentazione animale:

 


La legge che impone la sperimentazione animale viene oggi conservata, da un lato per l'inerzia mentale che ha sempre ritardato ogni forma di rinnovamento culturale e, dall'altro, per gli enormi interessi economici e professionali ad essa collegati, che vanno ben oltre il commercio di animali. La prova sull'animale è strumento principe per costruire curriculum e pubblicazioni "scientifiche", ma è soprattutto utile a fornire la risposta più favorevole agli interessi delle aziende produttrici. Va tenuto presente soprattutto che:

 


1)     La sperimentazione animale è l'alibi per effettuare sull’uomo una sperimentazione priva di adeguate garanzie (è l'uomo la vera cavia per ogni nuovo prodotto immesso sul mercato).

 

2)    La sperimentazione animale consente ai produttori di predeterminare la risposta di qualsiasi test (basta variare la specie animale usata).

 

3)    La sperimentazione animale fornisce alle aziende produttrici “l’incertezza della prova”: consente di dire, prima delle prove cliniche (sull’uomo), “non vi è pericolo, tutti i test su animali sono stati fatti” e, una volta avvenuto il disastro farmacologico, “si sa bene che purtroppo le prove su animali non sono sempre predittive”, permettendo alle aziende di sottrarsi alla responsabilità civile e al pagamento dei danni causati.

 

 

“Il fatto che la stessa sostanza possa essere dichiarata ‘inoffensiva’ o ‘cancerogena’ a seconda della specie animale utilizzata, fa della sperimentazione animale lo strumento ideale per commercializzare ogni tipo di prodotto, anche se pericoloso, e per mettere a tacere le vittime che osassero fare causa al produttore” (Claude Reiss, presidente di “Antidote Europe”, direttore emerito del CNRS, Parigi).

 


 
Statistiche:

 

  • Nel mondo si stima che ogni anno vengano immolati circa 500 milioni di animali nei laboratori di sperimentazione, ma è molto difficile avere dati precisi, come è pure difficile avere filmati o immagini, perché tutto avviene in un alone di segretezza, nel chiuso di laboratori, cui è estremamente difficile avere accesso.

     

  • Circa il 60% degli animali vengono usati per la farmacologia, una percentuale minore per la ricerca medica (studio delle malattie), un’altra per i test sui cosmetici, una parte per i test di psicologia e poi i test bellici e didattici … Gli esperimenti di tossicità sono trasversali a tutte queste categorie (vengono effettuati in ognuna di esse) e rappresentano il 75% circa di tutti gli esperimenti su animali. Il 60% degli esperimenti viene fatto in laboratori privati, il 33% nelle scuole di medicina e università, il resto in laboratori pubblici e dipartimenti governativi.

     

  • Gli animali vengono devocalizzati, avvelenati, ustionati, accecati, affamati, mutilati, congelati, decerebrati, sottoposti a scariche elettriche, infettati, anche con virus che non colpiscono gli animali. Il 65% senza anestesia e il 22% con anestesia soltanto parziale.

     

Al giorno d’oggi:

 


Anche coloro che accettano, dal punto di vista etico, che si facciano esperimenti su animali, mettono come condizione che questi esperimenti abbiano valore e affidabilità scientifica.

 

I medici antivivisezionisti, sempre più numerosi, hanno infinite prove per dimostrare che così non è.

 


Inoltre, l’avere sperimentato fino ad oggi su animali ha fatto in modo che molto spesso fossero commercializzate sostanze considerate sicure in base ad esperimenti fatti su animali ma che poi si sono rivelate assai dannose per l’uomo (Lipobay, Tgn1412 e numerose altre, solo negli ultimi anni); allo stesso modo è avvenuto che sostanze assai utili all’uomo siano state messe da parte per lungo tempo perché risultate dannose per qualche animale da laboratorio (esempio: il Cloroformio).

 


Statistiche degli USA e della Germania dicono che le malattie iatrogene (causate dalle cure mediche) sono la 4° causa di morte.
Va inoltre tenuto presente che il 92% delle sostanze che risultano innocue per gli animali vengono scartate nelle successive prove sull’uomo (dati Pubmed).

 


 L’Europa si trova in una situazione particolarmente paradossale:

 


Negli ultimi pochi anni il movimento antivivisezionista scientifico compie progressi straordinari, documentati da almeno 4 eventi:

 

1)  l’NCR, Consiglio Nazionale delle Ricerche degli Stati Uniti, pubblica nel 2007 un documento, commissionato dall’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente, intitolato “Tossicologia del XXI secolo: una visione e una strategia”, che annuncia un cambiamento epocale” con la scomparsa graduale dei test su animali, considerati poco affidabili, e la scelta di valutazioni di tossicità in vitro, su cellule possibilmente umane, con metodi moderni ben più affidabili, più veloci e più economici;

 

2) il governo degli Stati Uniti adotta un piano quinquennale di tossicologia cellulare che dà applicazione alle indicazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche;

 

3) sulle riviste scientifiche più accreditate, compaiono numerosi articoli che contestato il valore scientifico della sperimentazione animale;

 

4) nel documento finale del “VII Congresso Mondiale sui metodi alternativi e la sperimentazione animale” (Roma, 2009) si annuncia ugualmente la prossima fine dei test su animali, e si elogiano i nuovi metodi a disposizione, che forniscono prestazioni di gran lunga superiori sotto ogni profilo.

 


Mentre tutto ciò avviene a livello globale, l’Unione Europea approva, il 8/09/2010, una nuova direttiva sulla sperimentazione animale (2010/63, revisione della direttiva 86/609) che evita ogni apertura ai metodi sostitutivi e arriva fino a recare significativi peggioramenti alla legge precedente, ufficializzando sempre più il metodo di sperimentazione animale.

 

L’Europa, in altre parole, insensibile ai “cambiamenti epocali” annunciati da oltreoceano, compie un grande passo indietro su tre fronti:

 

- quello dei diritti (sia umani che degli animali),

 

- quello della tutela della salute e dell’ambiente

 

- quello del progresso scientifico.

 

 

L’approvazione della nuova direttiva europea causa un grosso sollevamento popolare. In Italia la manifestazione, largamente spontanea, che si svolge a Roma lo scorso 25 settembre registra la partecipazione di circa 15.000 persone.

 

I vari movimenti antivivisezionisti, uniti nella protesta, cavalcando oggi l’onda dello sdegno generale, si accingono ad agire tutti insieme presso l’UE perché segua l’esempio degli Stati Uniti e non divenga il fanalino di coda nella ricerca biomedica.

 

Credits

A cura di Loredana Rotundo
Regia di Diego Marras

IL CHIODO FISSO DI GIUGNO E'

Rifiuti

Per tutto il mese di giugno, dal cassonetto all’inceneritore, dalla discarica al compostaggio e al riciclo, le storie dei nostri scarti quotidiani intorno a cui ruotano le preoccupazioni ma anche l'impegno di chimici, educatori ambientali, naturalisti e semplici cittadini organizzati in difesa del territorio....E qualche incursione nei mondi
dell'arte e della narrativa

rifiuti
Dal 1°giugno alle 10.50 su Radio 3
Scrivete le vostre storie a chiodofisso@rai.it

il chiodo fisso di maggio è

Librai

Dal 1° maggio i librai raccontano le loro vite trascorse tra i libri  inventando mille modi per promuovere la lettura: dalla storica Libreria delle Donne di Milano alla libreria più lunga del mondo di Rocco Pinto a Torino fino  alle vivaci librerie di provincia.


Dal  1° maggio alle 10.50 su radio3
scrivete le vostre storie a chiodofisso@rai.it

Link



PROVA

Cosimo Semeraro. Associazione 12 giugno

Jabil

Riascolta

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key