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Buon compleanno, Fidel

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Accolto in Parlamento da un lungo applauso, l’8 agosto scorso Fidel Castro è apparso di nuovo in pubblico per la prima volta da 4 anni, dopo cioè la grave malattia che il 31 luglio 2006 lo aveva costretto a cedere la presidenza al fratello. Fidel ha convocato una sessione straordinaria per scongiurare l'ipotesi di un conflitto tra Usa, Israele e Iran, durante la quale ha avvertito sul rischio di una guerra nucleare, che solo Barack Obama può evitare. Tre giorni dopo ha replicato l'appello e ha messo in guardia Obama sulla sua sicurezza: «Il fatto che non sia stato ucciso è una questione di fortuna», ha detto. A proposito di Stati Uniti, Fidel Castro ha poi elogiato Wikileaks, perché gli Usa «non possono più avere il controllo dei loro segreti», ha aggiunto. Infine, l'affaire Colombia-Venezuela: secondo lui, non esiste la benché minima possibilità che la Colombia attacchi il Venezuela. Insomma: per il suo 84esimo compleanno il Lider Maximo si regala un ritorno in grande stile?

Stefano Trincia ne parla con Gordiano Lupi, scrittore e traduttore italiano del blog di Yoani Sanchez.

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E ancora: Sarkozy all'attacco dei Rom: quaranta campi nomadi sono stati smantellati negli ultimi quindici giorni. Per riportare la legalità, dice il presidente; e il 79% dei francesi è con lui. Tuttavia le decisioni di Sarko non sono passate inosservate: il Comitato dell'Onu per l'eliminazione delle discriminazioni razziali (Cerd) ha infatti sollevato dure critiche e così come tutte le associazioni per i diritti umani. Da Bruxelles è già arrivato un invito alla prudenza e un monito al rispetto delle direttive in materia.  Il ministro Hortefeux però replica che la Francia è rigorosamente rispettosa dei diritti dell'uomo, di cui è la principale ispiratrice da due secoli. Ma può davvero ancora definirsi tale? Lo chiediamo ad Alberto Toscano, Presidente dell’Associazione Stampa europea a Parigi.

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E infine: conto alla rovescia per i militari americani a Baghdad, la cui partenza è prevista tra meno di tre settimane. Il capo di stato maggiore iracheno sostiene che il ritiro totale dell’esercito americano, che dovrebbe avvenire a fine 2011, sarebbe prematuro, ma Anthony Blinken, consigliere per la sicurezza nazionale del vicepresidente Joe Biden, garantiscono che questo ritiro ci sarà sul serio. Che paese lasciano (o non lasciano) gli Americani? Lo chiediamo a Barbara Schiavulli,  giornalista free lance in collegamento da Baghdad  e autrice del libro Guerra e Guerra (Garzanti, 2009).

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Il brano musicale di oggi: Sala Keba, eseguito da Papa Wemba

 

Credits

A CURA DI Cristiana Castellotti

CONDUTTORI Anna Maria Giordano, Marina Lalovic, Anna Mazzone, Azzurra Meringolo, Dario Fabbri, Luigi Spinola, Roberto Zichittella
REGIA
Costanza Confessore
REDAZIONE
Anna Maria Giordano, Marina Lalovic

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