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Prassi esecutive nella musica pianistica dell´epoca classica

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È evidente come il movimento che propugna l’uso degli strumenti storici stia iniziando ad influenzare l’esecuzione di questo repertorio sugli strumenti moderni. Nessuno negherà l’influenza avuta dalla riscoperta del clavicembalo sull’esecuzione pianistica della musica di Bach, nemmeno coloro che non amano il clavicembalo. 

Un simile tipo di influenza comincia ad avvertirsi per questo repertorio successivo, avendo i pianoforti di fine Settecento ed inizio Ottocento risorse espressive diverse rispetto a quelli di epoche posteriori (ad esempio, il più rapido decadimento del suono dopo l’attacco iniziale comporta un più sensibile diminuendo in un’appoggiatura, e quanto più grande è la diff

È mio fermo convincimento che un’approfondita conoscenza delle prassi esecutive del periodo Classico viennese possa produrre una nuova generazione di interpreti, le cui esecuzioni di questo repertorio risulteranno molto più varie e ricche di drammaticità, spirito e passione, rispetto a quelle cui siamo abituati. Abbiamo le edizioni urtext, abbiamo gli strumenti originali, e qui infine, grazie a questo dettagliato e approfondito studio di Sandra Rosenblum, abbiamo informazioni sul linguaggio stesso; ognuna di queste cose è indispensabile e correlata alle altre. erenza d’intensità tra prima e seconda nota di un’appoggiatura, tanto più grande è l’espressività). 


(Dalla Prefazione di Malcolm Bilson) 

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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