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Salvatore Accardo, Il miracolo della musica. La mia storia

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In occasione dell'uscita di questa pubblicazione della Mondadori, intervista a Salvatore Accardo, uno dei più grandi violinisti del mondo, con un repertorio vastissimo, dai concerti da solista agli amati ensemble da camera, da Paganini a Vivaldi e a Braghms.
Suona due Stradivari, l’Hart del 1727 cedutogli da Zino Francescatti, e il Firebird appartenuto a Saint Exupery, ma anche un Guarneri del Gesù del 1733 e Pertini lo ha insignito della Gran Croce, la più alta onorificenza italiana. Passati i 70 anni, ha deciso di scrivere un’autobiografia, leggera, senza eccessi, come è l’uomo Accardo.
E allora ecco il papà, raffinato incisore di cammei, che a tre anni gli regala il primo violino da studio, e il primomaestro importante, D’Ambrosio, che ne plasma le qualità; il Premio Paganini a 17 anni e l’inizio delle tournée, gli amici in tutto il mondo: Claudio Abbado e Riccardo Muti ma anche l’oncologo Veronesi e l’architetto Renzo Piano, Forattini e il pianista Bruno Canino, per citare solo i più famosi.
I ricordi si rincorrono, ordinatamente: Astor Piazzola, ancora noto solo in Argentina, scrive per lui la Milonga in Re; una sera, mentre si esercita in una stanza d’albergo, bussa alla sua porta Norbert Brainin, leader del leggendario Amadeus quartet. E vengono fuori le sue passioni: il calcio da bambino, quando stava per diventare portiere nelle giovanili del Napoli; il tifo per la Juventus; lo scopone, dove ha per compagno addirittura Maurizio Pollini; la barca a vela, con Renzo Piano, che le barche se le costruisce ovviamente da solo. I bagni, ma solo nel mare. Il buon cibo campano, anche ora che abita a Milano.
Il violinista non fa un bilancio della sua vita: ricorda pacatamente. Anche le cose spiacevoli. Le promesse non mantenute della politica, i premier libertini, le istituzioni musicali ormai allo sbando. La separazione dalla moglie, un triste ritorno alla sua Napoli, fantasma della città che fu, ormai ostaggio di paurosi incubi criminali che lo allontanano con violenza. E poi la nuova compagna Laura Gorna, violinista, conosciuta da allieva.
È la nuova vita di un artista che non smette mai di insegnare e di suonare. Le bambine ora hanno quattro anni. E hanno chiesto a papà e mamma due violini. “Per ora è solo un gioco”, dice orgoglioso Accardo “la musica – conclude – è fondamentale nella vita di ogni essere umano: non si può vivere senza”.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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