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Giovanni Simone Mayr a 250 anni dalla nascita

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Nel diluvio di iniziative dedicate quest’anno a Verdi e a Wagner, il Bergamo Musica Festival e la Fondazione Donizetti hanno voluto ritagliare uno spazio a Giovanni Simone Mayr, figura se non altrettanto universalmente nota, ugualmente decisiva per la cultura musicale italiana ed europea.

Di Mayr ricorrono i duecentocinquant’anni dalla nascita. Nato il 14 giugno 1763 in Baviera, a Mendorf, località non distante da Ingolstadt e da Monaco, Mayr si trasferì molto presto in Italia dove operò come compositore e didatta.

La sua statura di musicista e intellettuale è assai rilevante per almeno tre motivi. In primo luogo, Mayr fu senz’altro il più influente compositore pre-rossiniano: nei primi venti anni dell’Ottocento le sue opere circolarono in alcune delle grandi capitali della musica europea, a Vienna (1802-1803) e Napoli (1813-1815 e 1817), oltre che a Trieste, Roma, Milano, Venezia.

In secondo luogo, la vocazione didattica del maestro bavarese produsse un’importante e duratura realtà di formazione musicale, le Lezioni caritatevoli di musica. Nel 1805 Napoleone aveva provato a chiamarlo alla corte imperiale come «maestro e direttore del teatro e de' concerti», ma senza esito: Mayr aveva già deciso di radicarsi a Bergamo e di dar corpo nella nostra città al suo progetto educativo e filantropico (le Lezioni furono istituite con un decreto dell’Opera Pia della Misericordia Maggiore il 12 marzo 1805). Le Lezioni caritatevoli, dalle quali deriva per discendenza diretta l’attuale Istituto Superiore di Studi Musicali Gaetano Donizetti, costituirono un grande esperimento formativo, una vera e propria esperienza d’avanguardia, se si considera che il Conservatorio di Milano nacque soltanto tre anni più tardi, nel 1808.

Presso le Lezioni si formò Gaetano Donizetti. Mayr non solo ne individuò rapidamente l’immenso talento, ma continuò a indirizzarlo e sostenerlo anche quando per l’allievo giunsero le prime affermazioni artistiche. Lo si può riscontrare nell’affettuosa e ammirata riconoscenza che Donizetti tributò sempre al maestro nelle sue lettere, e anche in quelle dello stesso Mayr, di cui la Fondazione Donizetti sta pubblicando il vasto epistolario.



Nicola Pedone ha intervistato: Claudio Toscani, musicologo - Francesco Bellotto, direttore artistico del festival, Livio Aragona, membro della direzione scientifica della Fondazione Donizetti di Bergamo.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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