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Giappone 1
Ogni cosa è illuminata
con Massimo Raveri


 

            Korin Ogata, dipinto su paravento



Si può parlare delle religioni nel Giappone antico non solo per conoscere la complessità e la varietà di un mondo ricchissimo di intuizioni spirituali, di elaborazioni del pensiero, di invenzioni nell’ambito del divino e dell’umano, ma anche per comprendere quanto il mondo delle religioni, in generale, sia portatore di una tensione alla ricerca, alla conoscenza, al significato che sarà poi la stessa assunta nella modernità dal sapere scientifico e dall’interrogazione sulla condotta umana.
In particolare, entrando nel periodo “classico” del pensiero giapponese, incontreremo dèi e semidei, monaci e eremiti, santi e pensatori, ma soprattutto una raffinatissima speculazione filosofica che, al convergere di correnti come gli antichi culti shinto, le scuole confuciane, la via del Dao, gli insegnamenti del buddhismo, rivela l’anelito a comprendere che cosa regoli le armonie dei mondi e i comportamenti degli umani. A guidarci Massimo Raveri, che insegna religioni e filosofie dell’Asia Orientale all’Università di Venezia.

 

 

 

Suggerimenti di lettura
Massimo Raveri, Il pensiero giapponese classico, Einaudi 2014
Antologia del buddhismo giapponese a cura di Aldo Tollini  2009 - Piccola Biblioteca Einaudi 2009



Parole 
La creazione è un'azione fondante in quanto essenzialmente ordinatrice : la vita viene in essere solo quando gli dei dominano l'indistinto, lo strutturano in modo coerente e armonico, conferiscono nomi e lo rendono comprensibile.
                                                                    Massimo Raveri

Con l'ideogramma si piomba per mezzo della vista nel cuore stesso del significato. L'occhio addestrato inghiotte, con l'ideogramma, un grumo esplosivo di valori e di significati; gli appare un panorama a fuoco, ricco di colori e di rilievo. 
                                                                                      Fosco Maraini

Così l'uomo, ombra sospinta da un vento impetuoso che instancabilmente ne riunisce e dissocia le diverse componenti, disperdendo il desiderio, potrà interrompere il corso del fiume dell'esistenza. Comprendendo la fine di tutto ciò che è destinato a perire, potrà riconoscere ciò che non è mai stato creato.
                                                                                  Dhammapada 

Se non sai onorare gli uomini, come puoi pensare di onorare divinità e spiriti?
                                                                      Confucio

Se ancora non hai compreso la vita, come puoi pensare di comprendere la morte?
                                                                      
Confucio

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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