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C'e' chi dice no: giovani tra posto fisso, precariato e felicita'

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Il dato forse piu’ sorprendente dell'esito del referendum alla Fiat di Pomigliano e’ che i no sono andati ben oltre la quota di lavoratori sindacalizzati che, paradossalmente, dal punto dei vista dei numeri, rappresentano ormai un residuo delle vecchie battaglie operaie. E anche rispetto alle fasce d’eta’, se – comprensibilmente - tra i 40enni ci sono stati piu’ voti favorevoli all’accordo, e’ invece tra i 30enni che si e’ riscontrato un numero consistente di rifiuti davanti alla prospettiva di un lavoro ai loro occhi troppo duro. Sono giovani che non hanno voglia di sacrificarsi, di fare i turni il sabato e la domenica notte per andare piu’ volentieri a divertirsi o sono persone alla ricerca di un’opportunita’ che non schiacci la loro dignita’? Le statistiche ci parlano sempre piu’ spesso di generazione “senza”, solo al Sud si fotografa circa un milione di giovani che si muovono, anzi, stanno impantanati in un deserto di occasioni, anche per la progressiva deindustrializzazione del Meridione di questi ultimi anni. Piu' in generale, i 30enni di oggi hanno l’amaro privilegio di essere la prima generazione a dover immaginare un futuro peggiore dei loro padri. Ci si chiede se e dove troveranno la forza e la rabbia per reagire a un destino che sembra segnato. Salvo per chi, come e’ accaduto a qualcuno, ha deciso di abbracciare, per cosi' dire, la precarieta’, di conviverci e di farne una risorsa creativa per la propria ragione di esistere.

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Gli ospiti di oggi

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Mariano Maugeri, inviato del Sole24ore, ha scritto Tutti gli uomini del vicere' (Bur, 2009) e, con Marco Rossi Doria, Napoli Centrale. L'Italia si rifà da qui (L'Ancora, 2006)

Tonia Mastrobuoni, giornalista parlamentare del Riformista, autrice (insieme a Marco Iezzi) del libro Gioventu' sprecata. Perche' in Italia si fatica a diventare grandi appena uscito per Laterza

Dario Danti, insegnante precario di filosofia, ha scritto Amici miei. Storie di trentenni in equilibrio precario (Ets, con postfazione di Fausto Bertinotti )

Ulderico Pesce, attore e regista lucano, autore di FIATo sul collo, spettacolo che narra dei 21 giorni di lotta degli operai FIAT di Melfi nel 2004

Diamante Falco, operaio di Pomigliano, ha votato no al referendum della FIAT senza essere iscritto ad alcun sindacato

Francesco Delzio, manager, autore di La scossa. Sei proposte shock per la rinascita del Sud (Rubbettino, 2010)

Fiorella Farinelli, esperta di scuola e formazione, e' responsabile scientifico della Sspal, Scuola superiore della pubblica amministrazione locale, e autrice, con Gianna Barbieri, del saggio "La soddisfazione per il lavoro di insegnante" in Gli insegnanti italiani: come cambia il modo di fare scuola,  Terza indagine dell'istituto Iard sulle condizioni di vita e di lavoro nella scuola italiana, a cura di Alessandro Cavalli e Gianluca Argentin (Il Mulino, 2010)

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VOCI DALLA CITTA' (articoli, link, bibliografia e idee di oggi)

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I ragazzi che hanno detto no. Massimiliano Amato sull'Unita'.

Strappo generazionale dopo il voto. Maugeri sul Sole

Gioventu' sprecata. Perche' in Italia si fatica a diventare grandi

Amici miei. Storie di trentenni in equilibrio precario

La scossa

Generazione tuareg

Fiat-o sul collo

Esame di Stato, boom per la "ricerca della felicita' "

Traccia numero 2, De Gregorio sull'Unita'

Il Festival del lavoro, prima edizione, Treia (Macerata) 24-26 giugno

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MUSICA DALLA CITTA' (il brano di oggi)

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Pino Daniele, Il mare

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LE VOSTRE MAIL

Credits

CONDUCE Giorgio Zanchini

A CURA DI Cristiana Castellotti

IN REDAZIONE Rosa Polacco, Cristina Faloci

IN REGIA Piero Pugliese

LE VIGNETTE DI UBER

GUARDA LE ALTRE VIGNETTE DI UBER  

"ammettiamolo ragazzi: ci siamo persi !" Saluti

 

 

 

 

 

COSE DA IMPARARE

nevicata eccezionale

non voglio entrare nelle polemiche in corso ma soltanto dare un consiglio tratto dalla mia esperienza. Abito una casa isolata in campagna nel Piemonte ed allora: ho sempre una scorta di acqua potabile e di alimentari (anche scatolette) per una settimana ho sempre anche una scorta dei medicinali salvavita che uso. Quando in inverno ho occasione di fare viaggi in automobile porto con me un paio di coperte, acqua minerale, alcuni viveri di conforto Così certamente non risolvo tutti i problemi di un evento eccezionale ma almeno attutisco il primo impatto negativo dell'evento. Domanda: perché i diversi mezzi di comunicazione non pubblicizzano un comportamento di questo tipo che, se non vado errato, è obbligatorio in Svizzera (almeno nella parte scorte domestiche)??

Norberto Tarsia

 

 

FUORI CITTA'

Carissimi, sono una signora torinese, faccio da qualche mese la volontaria nel carcere Lorusso Cutugno, affollatissimo ma gestito decentemente, compatibilmente con la sovrappopolazione davvero pesante da sopportare per tutti, polizia penitenziaria inclusa. Anche io - come la direttrice di Ristretti orizzonti - sono assai poco tenera, soprattutto con i detenuti. Parlo con loro, con i detenuti comuni, i poveracci, o i piccoli spacciatori, o i piccoli truffatori o ladri, li ascolto, li faccio ragionare "dalla parte di quelli che stanno fuori". Ci sono persone "incallite" e irredimibili ma non avete idea di quante persone vogliono fare e fare meglio, uscire per cambiare e ricominciare, quanti chiedono lavoro all'interno della struttura oppure studio, soprattutto i giovani, ma spesso la lentezza delle sentenze impedisce di applicare quel poco che c'e': scuola, attività, lavoro interno, alle quali solo i detenuti definitivi possono accedere, mentre in attesa di sentenza si sta mesi mesi mesi... Gli educatori del carcere sono attenti, ragionevi, addirittura compassionevoli nei casi piu' difficili, ma la STRUTTURA e la giustizia sono inchiodati su se' stessi, vecchi e il arcere in questo momento sembra davvero solo una VENDETTA della società verso chi ci sta dentro. Potrei scrivere per ore, vi ringrazio di questa trasmissione, non smettiamo di parlarne, la gente "di fuori" non ha idea ne' del perche' si delinque ne' del come si viene "puniti". Recentemente ho assistito ad una presentazione dell'ex magostrato Colombo del suo ultimo libro "Il perdono consapevole". Il gran bel pubblico di Torino - con mio grande sconcerto - ha espresso davvero piu' desiderio di vendetta che di ragionamento riabilitativo, Colombo parlava della prevenzione e soprattutto della dignità: se la si mortifica non si puo' che coltivare altro odio. Ma la gente ha paura e vuole "buttare in carcere" i delinquenti e possibilmente non averne piu' notizia. E' triste e sconcertante, soprattutto da un popolo civile come pretendono di essere torinesi! Grazie

geppi montanara torino

STORIE DALLA CITTA'

Sono italiana e vivo da trent`anni in Grecia.Ho ascoltato Mastrogiacomo nella vostra trasmissione e volevo fare alcune precisazioni.E`molto vero quello che dice,la situazione greca e` piu` che drammatica,ma fuori Atene non e` cosi` nera.In periferia(io vivo nella Grecia centrale)si vive ancora quasi umanamente(questo ci e` confermato dagli amici che risiedono ad Atene).Da sempre e`esistito un abisso fra Atene e la "Grecia"Vi faccio un esempio:due giorni fa c`era sciopero generale Atena paralizzata,mio figlio ha fatto normalmente lezione e mio marito e` andato all`ufficio tasse che lavorava normalmente(questa e` la regola). Il "problema" in questo caso e` che alla povera Grecia e` restato quasi solo il turismo ,visto che industria non c`e`e l`agricoltura e` in affanno fra gelo e alluvioni(e disorganizzazione cronica). Atene ridotta com`e`offre ai turisti un`immagine cosi` negativa da scoraggiarli,oltre ai vari scioperi che la paralizzano e rendono la permanenza molto difficile e problematica.Un`altra cosa verissimo che le mense sono ora afollate dai greci ma fuori dalle casse dei super market ci sono dei carrelli che possono essere riempiti con prodotti da dare in offerta e sono pieni.Ultima cosa coi politici greci che cercano solo di mantenere i loro voti e quelli europei miopi che vedono solo il loro interesse immediato, non abbiamo prospettive per l`avvenire dei nostri figli.Grazie alle trasmissioni di rai tre, teneteci sempre aggiornati 
Laura Migos Meda

INDIGNAMOCI!

Mi telefona ora da Bagnacavallo (RA) un tesista che doveva venire per impostare la sua tesi il treno annunciato come regolare è stato soppresso e pure quello seguente non sa se in giornata riuscirà a raggiungere Bologna, eppure da 2 giorni non nevica! Le linee regionali delle FS sono veramente nel caos! Saluti,
Jacopo Di Cocco

 

 

CITTA' APERTA

Io sono un europeista della prima ora. Ma l'Europa che sognavo io è ben lontana dal comitato d'affari attuale, i cui fondamenti ideologici e decisioni passano sempre sopra la testa dei cittadini.

La 'troika' che adesso si comporta come un usuraio da strada sapeva benissimo da tempo quali erano i rischi di alimentare debiti pubblici come quello greco e non solo.

Il sospetto di 'secondi fini' è legittimo.

E legittima è la rabbia della gente comune che si vede rapinare non solo il futuro, ma a questo punto anche il presente.

Un'Europa così non mi interessa.

 

Diego Romano 

BANDIERE IN CITTA'

la bandiera che ho esposto è di mio padre, che la issava sul pennone di casa per la festa della Liberazione, il 4 novembre, il 2 giugno e durante i giorni delle 5 giornate di Milano. Lui era cattolico, democristiano e antifascista e mi passato un'idea di continuità tra questi momenti che la bandiera unisce. Non capivo quando ero piccola, ho idee diverse delle sue, ma questo mi ha trasmesso e così credo che oggi avrebbe voluto riconoscere questa festa e che avremmo condiviso il desiderio di un'Italia rinnovata. La mia bandiera è grandissima, di lana, ha dei buchi e un nastrino dorato, la pioggia la fa odorare di coperta umida ed è in buona compagnia tra altre 5 bandiere che vedo dalla mia finestra. Un saluto affettuoso, grazie per il vostro lavoro

marina merlini

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CITTA' APERTA

Caro Zanchini, due considerazioni: 1) è da troppo tempo che non eravamo più governati da non-politici. Quindi non eravamo più abituati a sentir parlare chiaro. I politici dicevano solo quello che la gente voleva sentirsi dire, e il paese andava a rotoli. Quelli che ci governano ora fanno rilasciano spesso ciò che i giornalisti chiamano "battute infelici" solo perché sono abituati a dire quello che pensano, e non a nasconderlo. 2) alla Camera e al Senato ci sono ancora i parlamentari che abbiamo eletto alle ultime elezioni: cioè un governo di destra. Perché ci si aspetta da loro che facciano cose di sinistra? Tipo proteggere gli interessi dei lavoratori? Se gli italiani volevano questo, non potevano eleggere un governo di sinistra? Grazie, e continuate così, vostra affezionata,

Scilla Sonnino

 

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