Radio3

Contenuti della pagina

E i "patrioti" abbandonarono Alitalia

slcontent

di Sergio Rizzo

Per capire che sarebbe andata così, è purtroppo, non ci voleva la palla di vetro. La storia dell’Alitalia è costellata di incredibili errori manageriali, spesso conseguenza delle spregiudicate incursioni di una politica  totalmente disinteressata all’azienda e al Paese. Ma di tutti gli infortuni, l’ultimo è senza alcun dubbio il più clamoroso. Nel 2008, la nostra compagnia di bandiera, reduce dai trattamenti cui abbiamo accennato, era sull’orlo del fallimento. Air France-KLM si offrì di rilevarla pagando lo Stato italiano in azioni, con una quota di minoranza del grande gruppo nel quale sarebbe confluita, per un controvalore di 140 milioni. Avrebbe quindi investito un miliardi di euro nell’azienda, accollandosi pure 1,4 miliardi di debiti. Si sarebbero per giunta evitati il fallimento e la liquidazione, presumibilmente infinita, dell’Alitalia, con costi forse altrettanto infiniti per le pubbliche casse. Il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schippa, dopo aver inutilmente fatto il giro delle sette chiese per trovare qualche imprenditore italiano disposto a rilevare la compagnia, s’era rassegnato alla soluzione francese. Da italiano, senza fare salti di gioia. Confessò di sentirsi “come il guidatore di un’ambulanza che sta correndo per portare il malato nell’unica clinica disposta ad accettarlo”.

La campagna elettorale però infuriava e a Silvio Berlusconi non sembrò vero che gli venisse consegnata su un piatto d’argento un’arma tanto affilata per la sua offensiva propagandistica contro la sinistra accusata di voler “svendere” l’Alitalia a i francesi.

Sappiamo come è andata: il cento destra vinse le elezioni, la vendita sfumò, la compagnia fu messa in liquidazione e si diede vita ad un’Alitalia bis guidata da Roberto Colaninno. Berlusconi non poteva venir meno alle promesse fatte prima delle elezioni e impegnò a fondo l’apparato (e il portafoglio) pubblico. Niente debiti, cassa integrazione per ben 5 anni, bonus per le assunzioni, deroghe alla concorrenza…Il disegno però non sarebbe andato a buon fine senza l’appoggio determinante del futuro ministro Corrado Passera, che collocò la sua Banca Intesa-San Paolo in prima fila tra gli azionisti. Alcuni dei quali, perfino concessionari dello Stato.

A 5 anni distanza, ecco l’invitabile resa dei conti. Magra consolazione per chi fin dall’inizio avvertiva (e temeva) che il conto dell’operazione “patrioti” lo avrebbero pagato gli italiani. Su questo giornale, Antonella Baccaro ha calcolato che il presunto salvataggio dell’Alitalia ci sia già costato 3,2 miliardi. Senza considerare il mancato incasso per ola vendita, la liquidazione della vecchia compagnia, i maggiori oneri per gli utenti causati dal monopolio triennale sulla tratta Milano-Roma, gli scioperi del personale… E la bolletta per i contribuenti sarebbe stata ancora più salata se l’a.d. di Invitalia Domenico Arcuri, e l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non avessero resistito alle pressioni di Palazzo Chigi che voleva far intervenire accanto ai “patrioti” la società pubblica. Ma anche senza quel supplemento, s’è arrivati ad un cifra non troppo lontana dai 5 miliardi. Somma ben superiore, va ricordato, al gettito IMU per la prima casa.

Noi ce ne ricordiamo. Però vorremmo che  se ne ricordassero anche i responsabili dell’immane spreco. E magari chiedessero scusa, prima di pretendere l’abolizione dell’imposta su tutte le case di residenza e il blocco dell’aumento IVA. Perché ad appesantire il macigno di quelle tasse c’è una pietruzza che hanno messo loro.


sito del Corriere della Sera

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

Rassegna stampa
del 1 ottobre

Quello che Putin non dice - Franco Venturini - Corriere della Sera

Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

"Ma dopo anni si intravede uno spiraglio" - Int. a De Mistura di Massimo Gaggi - Corriere della Sera

"No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

C'è un problema tra l'Italia e la Francia - Non solo Libia e non solo Siria - Il Foglio

Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

Se questa è democrazia - Sotto attacco - Il Fatto Quotidiano 

Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

"300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



 


La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


sito de La nuova ecologia

Riascolta

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key