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Lettere dal 24 al 30 aprile 2010

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dal 24 al 30 aprile


Che dire? Solo grazie per questa ultima puntata sulla Genesi...poichè abbiamo bisogno di sentire il senso del limite e nello stesso tempo la speranza che le prossime generazioni saranno migliori delle attuali....Il nostro compito è quindi riconoscere l'altro che può generare da noi stessi....Inoltre non mi azzardo ad interpretare le parole del maestro Haim Baharier sulla figlia, ma io forse ho capito che volesse dire, avendo riconosciuto solo ora che problemi di handicap della mia infanzia mi hanno fatto sviluppare sensibilità "altre"....
Buon lavoro e buon 25 Aprile
Grazie per quello che fate.
Carlo Cananzi

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Santo cielo ! Quello che dice Baharier, a proposito della salvazione degli individui e della salvazione della umanità focca quell'immenso mistero che ho nella mia testa: ma esiste davvero l'individuo ? Oppure è un concetto falso (1) (e pernicioso (2) !) ?
Forse gli individui non esistono (1) 
Forse l'unica cosa che esiste è l'umanita, presente, passata e futura !Credo aver già proposto questo paragone:guardando il mare parliamo di onde, come di individui; ma chi può dire dove sta il limite fra una onda ed un'altra ? E poi, ogni onda appare solo per un breve momento, di permanente non c'è che il mare ! Le consta che qualcuno abbia detto cose simili ?
Cordialmente
Luca Erizzo

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Salve.
Le riflessioni di oggi con Zagrebelsky hanno ripreso dei miei pensieri:  io non credo alla similarità tra Fede e Ragione perché più volte nel  Vangelo viene detto (tra l'altro è proprio la lettura odierna): «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Forse è veramente vero che questo papa è l'anti-Cristo.Ancora: sulla carità come verità: non sono d'accordo sulla lettura fatta in trasmissione della carità come antitetica alla ragione: carità-passione contro ragione-razionalità: credo che l'enciclica si riferisse alla carità come agape. Comunque, e non credo di essere il solo a pensarlo, sarebbe stato più corretto il papa parlasse di "Veritas in Caritate", perché altrimenti si riconduce la virtù più grande al discorso sulla verità, verità che, come si desumeva stamani, è sempre detenzione di forza.
Grazie come sempre
Andrea Furin

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Perché la trasmissione "Uomini e profeti" ha sempre un taglio così
critico nei confronti della cosidetta "Chiesa istituzionale" (che é poi l'unica Chiesa cattolica che abbiamo?). Perché quando mi metto in  ascolto posso essere tranquillo che,  se si parla della Chiesa e della  fede, c'é sempre questo atteggiamento così sofferto, così critico, così pesante,  così difficile?  Perché affidarsi a Gustavo Zagrebelski per le interessanti riflessioni che sono state fatte, quando  vi sarebbero state centinaia di persone dello stesso livello intellettuale, che avrebbero potuto  parlare di fede e ragione con una maggiore sensibilità verso i temi religiosi? …Accettando che si tratta comunque di una persona che é stato interessante ascoltare, non potremmo avere il piacere di ascoltare anche la voce di persone un po' più vicine al pensiero della Chiesa che é in Italia, senz'altro abilitate anch'esse a parlare di filosofia, teologia e del pensiero razionale dell'uomo, pensiero che non esclude a priori la presenza della fede nella vita delle persone? Certo, di danno la trasmissione non ne fa, perché, dato il livello culturale degli italiani, immagino che la stragrandissima maggioranza degli ascoltatori preferiranno sintonizzarsi su altre reti di più semplice ascolto, ma a me, che amo sentire qualcosa di un po' più elevato, non dispiacerebbe ascoltare una radio che non spacchi il capello in quattro, cercando di convincere gli italiani che il papa e la Chiesa in buona sostanza hanno sempre torto.
Cordialmente,
Franco Eustorgio Malaspina  

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Gentile Dott.ssa Caramore,
mi fa molto piacere che oggi si parli di Ipazia.
L'ho incontrata alla conferenza alla Treccani, e vorrei sottolinearle che con alcune mie amiche abbiamo notato che in quella occasione si è parlato poco del fatto che la scienziata fosse stata perseguitata anche perchè donna.Solo un secolo prima  Zenobia aveva con molto coraggio tenuto testa alle armate romane, prima di essere sconfitta da Aureliano che aveva comunque avuto per la regina siriana grande considerazione al punto di portarla a Roma incatenata con catene d'oro. Le donne, e queste sono donne del Medio Oriente, erano donne libere e colte.
Grazie
Carla Greco

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Buongiorno a tutta la redazione
ho trovato straordinaria questa puntata di uomini e profeti con Natoli, sarà possibile riascoltarla?
Grazie per il  vostro inesauribile desiderio di comprendere i grandi ma soprattutto autentici, temi dell'animo umano. Questa è il cammino per diventare più liberi.
Melina Mulas

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Seguo la vostra trasmissione da qualche anno e mi tiene molta compagnia durante i miei frequenti viaggi nel mondo riascoltando i podcast delle vostre trasmissioni. Ho trovato molto interessante il vostro contributo sul Myanmar per una maggiore conoscenza del paese. Mi interesso come volontario di una piccola Onlus che sta operando per la costruzione di un ambulatorio pediatrico nello Shan state. Ci farà estremamente piacere se in futuro toccherete ancora questo argomento visto che del Myanmar si parla sempre troppo poco.

cordialmente
GIAMPIERO G.

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...Aver precisato che il punto di vista del credente è quello di colui che si pone in relazione ad un Tu, a cui risponde con fiducia, mi pone dei dubbi sulla forma della religiosità espressa dalle varie Chiese.  In una relazione del genere l’uomo è libero di muoversi come si sente. Può avvicinarsi dopo essersi allontanato, può fare il contrario; può alternare periodi in cui cerca l’Altro ad altri in cui tace ed è privo di iniziative. Soprattutto, quando è in relazione, è nella condizione in cui si trovano gli amici o gli innamorati, cioè quella dell’intimità. In questo tipo di relazione, mentre vedo la possibilità di spazio per gli altri simili, per esempio nella preghiera o nella prassi comune di carità e di giustizia, non vedo possibilità di mediazione esterna se si parla del cuore e della coscienza dell’uomo, intesa anche come la sede del divino. E’ territorio inviolabile a causa dell’unicità della persona, nonché del mistero relativo all’essenza di Dio. Come si fa quindi, riconoscendo la validità di questa definizione del credente, non mettere in discussione anche l’apparato istituzionale ecclesiastico che in un certo senso si è appropriato di un terreno di appartenenza dei singoli nel loro specifico rapporto con la divinità? Io penso infatti che il riferimento alla Chiesa, per esempio nel Vangelo, voglia affermare l’esistenza di una realtà superiore a quella dell’insieme dei singoli credenti che opera insieme a, e al di là di, loro stessi.

Lo ritengo un sogno utopico, ma mi piacerebbe molto che le persone nella loro vita potessero un giorno fare più liberamente passaggi da una fede ad un’altra, ritenendo questi passaggi  corrispondenti a vere e proprie tappe di crescita e che le Chiese si unificassero in una specie di federazione dove ognuno può anche mantenere le sue convinzioni ,con l’intenzione sincera di dialogo e rispetto reciproco, senza ritenersi possessore esclusivo di verità e senza voler  sempre convertire gli altri e mai se stesso.

Sono molto contenta che l’impostazione data alla lettura della Bibbia vada in questo senso. Per questo particolare motivo è d'interesse  e mi auguro possa cambiare il modo di considerare la fede di tutti quelli che si interessano all’argomento.

grazie ancora e cari saluti

Gabriella Pironi

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Gentile redazione, mi chiamo Renato Fiorito e sono autore di alcuni libri. Ho scritto un romanzo sul problema dell'emarginazione che spero di pubblicare al più presto. Sarei lieto di mettermi in contatto con Michel e Colette Collard, autori del libro che, in Italia è uscito col titolo "Clochard"...
Ringraziandovi se potrete fornirmi un loro indirizzo mail, porgo cordiali saluti
Renato Fiorito

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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