Radio3

Contenuti della pagina

Elogio dell'errore

slcontent

di Paolo Di Stefano


Chi non ha mai commesso un errore nella sua vita alzi la mano. Errori veniali o gravi, magari senza possibilità di riparo. Poi però c’è lo specchio: ci si guarda, si capisce e ci si ravvede, perché come diceva Molière, gli arrori più brevi sono i migliori. Persino i santi sbagliano. San Francesco in gioventù si imbarcò in follie e imprudenze che tra l’altro lo condussero in prigione. Se non avesse sbandato, forse non avrebbe mai pensato di rimediare radicalmente con la conversione, e da cavaliere dedito alle armi non sarebbe mai diventato uomo di pace. Il fatto è che qualche volta, da grandi errori nascono le grandi imprese. Non che abbia molto a che fare con il poverello di Assisi, ma anche Mark Zuckerberg ha imparato dagli errori, almeno a sentire ciò che ha detto rispondendo alle domande degli utenti di Facebook: “Le persone di successo non solo imparano dai propri errori ma impiegano la maggior parte del loro tempo a sbagliare”. Un po’ esagerato. “Se hai success, significa che le cose che hai fatto in gran parte sono sbagliate”. Doppiamente esagerato. Basterebbe ripetere quel che ci dicevano i nonni: sbagliando si impara. In effetti si evolve a forza di correggersi e tutto sommato se ci si sbaglia è perché si cerca la verità. Viceversa, raggiungere gli obiettivi senza mai inciampare è quasi innaturale, al punto da farci credere onnipotenti e da precipitarci nella depressione della prima scivolata. “Solo gli imbecilli, diceva De Gaulle, non sbagliano mai”. Vero ma senza dimenticare la banalità che “perseverare è diabolico”. Tu può andare bene una volta, due, tre ma poi, anche se sei Zuckerberg, cadi irrimediabilmente. Dunque a mia figlia insegnerei sì che sbagliando si impara, però è meglio farlo con prudenza. “Prudentia” in latino significa saggezza. Leopardi lamentava il fatto che si passi la vita più a rimediare agli errori che a cercare il vero: però non diceva che questo porta al successo. Sta di fatto che l’errore aiuta a crescere specie se è figlio della curiosità cioè della voglia di conoscere quella di Ulisse. Perché non si può negare che spesso le grandi imprese, come si diceva, sono figlie di una svista, di una distrazione. In fondo ì, Dante apre la Commedia con questa ammissione. Se avesse proseguito sulla “diritta via”, niente visione celeste per lui e niente capolavoro per noi. Non c’è dubbio che.,  se avesse saputo quel che l’aspettava oltrepassando il Purgatorio, avrebbe imboccato abbastanza serenamente quella deviazione fatale. Non era un vile. Etra quel che ai suoi tempi si definiva un magnanimo: uno che essendo alquanto consapevole delle sue capacità non si sottraeva. Come certi scienziati che a forza di correggersi arrivano a scoperte sconvolgenti. Tutti sanno che l’errore è parente dell’errare, del vagabondare: il cavaliere errante, più errante di tutti è Don Chisciotte, campione di abbagli e di equivoci. Bisogna pur ammettere che ci sono anche errori fatali delle cui conseguenze è impossibile liberarsi: “Un vecchio errore vuole inseguirmi e incatenarmi e trascinarmi lì davanti ad ogni specchio per dirmi : guardati…”. E’ Paolo Conte, che spiega, con un gioco di parole e qualche rammarico, che è impossibile amare l’amore” senza mai fare neanche un errore. Di che tipo di errore parli è intuibile. Lo si paga caro ma uno specchio fa sempre bene.

sito del Corriere della Sera

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

Rassegna stampa
del 1 ottobre

Quello che Putin non dice - Franco Venturini - Corriere della Sera

Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

"Ma dopo anni si intravede uno spiraglio" - Int. a De Mistura di Massimo Gaggi - Corriere della Sera

"No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

C'è un problema tra l'Italia e la Francia - Non solo Libia e non solo Siria - Il Foglio

Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

Se questa è democrazia - Sotto attacco - Il Fatto Quotidiano 

Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

"300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



 


La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


sito de La nuova ecologia

Riascolta

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key