Radio3

Contenuti della pagina

LA MAIL DELLA SETTIMANA

slcontent

Mi chiamo Dario Patrone, ho 31 anni, forse sono ancora abbastanza giovane da poter rispondere all'imprenditrice che lavora per una multinazionale francese che chiamò martedì. Costei lamentava che i giovani di oggi fossero impreparati a lavorare per le grandi aziende multinazionali, fossero poco internazionali, non disposti a "mettersi in gioco", e con la spocchia tipica di chi fa del capitale il fine della vita, si rivolgeva a noi dandoci dei “figli suoi”: “figli miei, cosa volete, essere a casa alle 6?”. Scosso dall'indignazione, per la prima volta ho sentito l'esigenza di chiamare Prima Pagina, ma non sono riuscito a prendere la linea. Ma voglio scrivervi la mia idea, anche perché sono assai stupito del fatto che nessuno, neppure a Tutta la città ne parla, abbia sollevato le questioni essenziali che la telefonata mi ha suscitato...

Vorrei ricordare a voi e agli ascoltatori di Radio3 che quello della donna manager è un punto di vista, anche se lei lo poneva come un assoluto. Dal canto mio, mi esercito a continuare a rimanere esterrefatto di fronte ai punti di vista che mettono al centro della vita il lavoro salariato.

Al centro della mia vita ci stanno molto prima l'amore, le relazioni con le persone che ho dattorno, il rapporto con la mia terra, la ricerca intellettuale e spirituale, la ricerca di lentezza. Ho una laurea che mi dicono prestigiosa, ho ricevuto offerte di lavoro dalle multinazionali, e le ho rifiutate senza esitare. Parlo inglese e francese, ho voglia di lavorare, ma il mio lavoro non lo voglio offrire a chi mette avanti a tutto il profitto, e sradica la gente dalla propria terra, dalla propria esistenza. Io pretendo di vivere vicino a casa, con la mia gente, sulla mia terra: la mia scelta è di fare il contadino.

Bertrand Russell notava, nel dimenticatissimo “Elogio dell'ozio”, che con una buona organizzazione del lavoro potremmo lavorare tutti poche ore al giorno e per il resto del tempo dedicarci a vivere non come bruti, frettolosi, con l'ansia del reddito, ma per seguire virtù, conoscenza, amore, essere presenti ai nostri luoghi, ai nostri cari, essere presenti alla nostra vita.

Un altro saggio uomo, molto citato ma poco ascoltato, chiedeva: “chi di voi, per quanto si affanni, potrà aggiungere una sola ora alla sua vita?”

Ecco, sono questi i punti di vista che secondo me è importante tenere vivi, di cui sarebbe bene discutere per radio, non tanto, non solo, quello, assai limitato e circoscritto, della competitività sul mercato del lavoro. Perché non si pensa mai che dove si compete per uno che vince c'è almeno uno che perde? Ciò può andare bene in una gara sportiva, ma nella vita no: come possiamo accettare che qualcuno perda la “competizione” della vita?


Grazie per l'attenzione


Dario Patrone da Genova

Credits

A CURA DI Cristiana Castellotti

IN REDAZIONE Pietro Del Soldà, Cristina Faloci, Rosa Polacco, Pietro Filacchioni

IN REGIA Piero Pugliese

In conduzione
questa settimana

Pietro Del Soldà


La redazione

Le vostre e-mail

Tutta la città su Twitter

Tutta la città su Facebook

 

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key