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3/10/2014
Occupy Central: la protesta di Hong Kong contro il gigante cinese

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Dopo l'ultimatum dei manifestanti e l'ennesima notte di tensione il governatore cinese di Hong Kong apre al dialogo col movimento Occupy Central: tra i suoi leader il cardinale Joseph Zen, che racconta il ruolo cruciale della Chiesa Cattolica nel dilagare della protesta contro il gigante cinese che punta a controllare il ruolo strategico economico-finanziario di Hong Kong:  ci sarà un'altra Tienanmen?





Gli ospiti di oggi:


Ilaria Maria Sala
giornalista italiana che vive ad Hong Kong dove scrive per La Stampa
 e il Wall Street Joournal. Ha scritto Il Dio dell’Asia: Religione e Politica in Oriente: Un Reportage (Saggiatore, 2006) vincitore del Bruce Chatwin Award for Travel Literature) e Lettere dalla Cina (Una Città, 2011)

Alessandra Cappelletti, sinologa che ha vissuto a lungo a Pechino, oggi cura il sito Cinaforum.it

Paola Subacchi, economista italiana a Londra, dirige il dipartimento di Economia Internazionale di Chatham House, è stata a Hong Kong poche settimane fa, si è occupata di recente in sul FT  dei rapporti finanziari e monetari tra Pechino e Hong Kong vista centro finanziario e mercato offshore del renminbi - la moneta cinese su cui sta finendo di scrivere un libro.

Ugo Tramballi, inviato Sole 24 Ore, esperto di Medio Oriente

card. Joseph Zen,  vescovo di Hong Kong dal 2002 al 2009, è considerato tra i principali leader della protesta di Occupy Central. Il cardinale Zen è stato membro della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, dell’XI Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi e del Consiglio Speciale per l’Asia della Segreteria Generale delSinodo dei Vescovi. Papa Benedetto XVI lo ha creato cardinale nel Concistoro del 24 marzo 2006.  Il 13 gennaio 2012 ha compiuto ottant'anni, perdendo il diritto di partecipare ai futuri conclavi.

Romeo Orlandi, sinologo ed economista, è tra i fondatori del think tank "Osservatorio Asia". Studia la globalizzazione e immagina scenari strategici. Ha studiato a Siena, è docente all'Università di Bologna, ha vissuto a Los Angeles, Singapore, Shanghai e Pechino. Ha firmato ieri su Europa il pezzo "Hong Kong, perché la Cina non vuole una nuova Tien An Men". Tra i suoi libri ricordiamo, con Giorgio Prodi, A volte producono. Le imprese italiane in Cina (Il Mulino) 

Riccardo Staglianò, giornalista a Repubblica, ha iniziato la sua carriera come corrispondente da New York per il mensile Reset, ha poi lavorato al Corriere della Sera e oggi scrive inchieste e reportage per Il Venerdì dall’Italia e dall’estero. Da quasi dieci anni insegna nuovi media alla Terza università di Roma. Nel 2001 ha vinto il Premio Ischia di Giornalismo, sezione giovani. Del 2009 il testo scritto con Raffaele Oriani Miss Little China. Sudano, piangono, sognano. L'Italia dei cinesi (Chiarelettere). Nel 2012 esce ancora per Chiarelettere un reportage sui movimenti di protesta contro le oligarchie finanziarie che hanno catalizzato l'attenzione dei media sotto la sigla Occupy Wall Street.

Credits

A CURA DI Cristiana Castellotti

IN REDAZIONE Pietro Del Soldà, Cristina Faloci, Rosa Polacco, Pietro Filacchioni

IN REGIA Piero Pugliese

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Pietro Del Soldà


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