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Palma il vecchio, lo sguardo della bellezza

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Lo sguardo della bellezza” di Palma il Vecchio dominante alla GAMeC di Bergamo per una mostra assolutamente unica: cronologicamente completa, filologicamente perfetta, studiata e assemblata pezzo per pezzo, sala per sala (e trasposta nell’esauriente catalogo pubblicato per l’occasione) per essere raccolta sui due piani espositivi del museo evocanti l’atmosfera di una dimora signorile veneziana.

Prima rassegna monografica dell’artista a cinque secoli di distanza dalla sua vita mortale. Defilato rispetto alle più energiche personalità dei fautori della rivoluzione coloristica in atto, Palma raccoglie l’eredità tecnica di Bellini, Cima e Carpaccio portandola nel secondo e terzo decennio del Cinquecento al massimo livello espressivo, con una raffinatezza di velature magistrale con cui costruisce volti ideali e contemporaneamente tesse e ricama sete, velluti e lini sui busti delle Belle, meraviglie in bilico tra il ritratto e l’allegoria. Abiti e stoffe di cui Venezia è orgogliosa produttrice, e di cui sono imprenditori e commercianti gli amici di origine bergamasca, e gli stessi parenti di Jacopo. Boschini parlò di un “tocco di pennello d’esquisita finitezza, unito a morbidezza di colorito, di vera carne naturale, che si può dire con verità che niuno abbia unita la diligenza e la tenerezza com’egli che fu unico Maestro. Di una perfezione non ordinaria“.



Precursore della poetica dei Bassano e interprete intelligente delle innovazioni tizianesche, Palma costruisce un modello di pittura nel segno della più rassicurante, serena e intima bellezza, con elementi legati al lombardismo quattrocentesco e in mente (e in mano) la lezione di Giorgione, con il quale a detta di Cavalcaselle ebbe l’onore con Tiziano di “modernizzare e rigenerare l’arte veneziana” (Boschini neLa Carta del Navegar Pitoresco del 1660 immaginò sulla nave metaforica nel Gran Mare della Pittura l’”assistente” Palma a fianco dell’”ammiraglio” Tiziano). Quel canone di bellezza femminile che sapientemente inventò a suon di velature, crogiolo di delicatezza e sensualità, presente tanto nei ritratti ideali e poetici, quanto nelle sue sante, che offrì ad una committenza privata attenta al piacere della contemplazione artistica più che alla devozione.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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