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Neon, Who’s afraid of red, yellow and blue

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Si parte dal presupposto che il neon, il noto tubo imbottito di gas nobile luminoso utilizzato per insegne commerciali o illuminazioni industriali, è stato applicato per la prima volta all’esterno di un negozio proprio a Parigi. Da qui si passa attraverso l’uso smodato che a partire dagli anni Trenta gli artisti hanno fatto di questo mezzo. Con l’obbiettivo di arrivare a dimostrare, attraverso un percorso non cronologico, ma per temi, che il neon, come qualsiasi altro medium artistico (dal pennello al video, dal suono allo scalpello) può servire per colorare, scrivere, disegnare immagini astratte e riferite al reale. Uno strumento versatile nelle mani degli artisti.
Alla Maison Rouge di Parigi sono esposti i lavori di oltre 80 artisti, dai pionieri di questo mezzo ai giovani, dagli anni Quaranta ad oggi. Da Dan Flavin ad Andrea Mastrovito, da Lucio Fontana a Monica Bonvicini, da Calzolari e Merz a Claire Fontaine, da Joseph Kosuth a Jonathan Monk.

La mostra Néon, Who’s afraid of red, yellow and blue? sarà di scena a Roma, al Macro, durante la prossima estate. Riallestita sempre dal curatore David Rosenberg assieme a Bartolomeo Pietromarchi.

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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