Radio3

Contenuti della pagina

Luca Signorelli - De ingegno et spirto pelegrino

slcontent

Luca Signorelli nato a Cortona nel 1450 è uno degli artisti più importanti del Rinascimento italiano, lungamente attivo in Italia centrale dal 1472 al 1519. “Tanto famoso… nessun altro in qual si voglia tempo sia stato giammai”, secondo la testimonianza del Vasari. La sua fondamentale presenza in Umbria è documentata da alcuni straordinari capolavori, a Perugia, nella Valtiberina e a Orvieto con il grande ciclo di affreschi della Cappella di San Brizio in Duomo.

La mostra dal titolo Luca Signorelli “de ingegno et spirto pelegrino”, come lo definì il padre di Raffaello, Giovanni Santi, presenta oltre 100 opere e si articola in tre sedi espositive: a Perugia nella Galleria Nazionale dell’Umbria, a Orvieto nel Duomo, nel Museo dell’Opera e nella chiesa dei Santi Apostoli, a Città di Castello nella Pinacoteca Comunale.

Presso la sede della Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia sarà illustrata l'intera carriera artistica di Luca Signorelli, a partire dalla sua formazione. Per sottolineare l’influenza avuta da Piero della Francesca sul giovane pittore, la mostra si apre con la “Madonna di Senigallia”, capolavoro maturo del maestro di San Sepolcro, che dialoga con il “Polittico di Sant’Antonio da Padova”, stabilmente conservato all’interno del museo perugino. Dopo l’esordio pierfrancescano, l’esposizione si sofferma sul rapporto con Verrocchio, che Signorelli incontra a Firenze.

Capolavoro giovanile di Luca Signorelli e punto di snodo del percorso espositivo, è la cosiddetta “Pala di Sant’Onofrio” del Duomo di Perugia, realizzata nel 1484 quando la diocesi di Perugia era retta dal vescovo cortonese Dionisio Vannucci, nipote e successore come vescovo del più famoso Jacopo.

Qui Signorelli, che aveva appena concluso la breve esperienza sui ponteggi della Cappella Sistina, raggiunge l’apice della sua potenza espressiva.

Il percorso si dipana, quindi, attraverso una serie di dipinti, come il “Tondo di Monaco” o la “Madonna Medici”. Nel tentativo, in parte riuscito, di riunire opere del Signorelli smembrate in antico e oggi disperse tra varie sedi museali italiane e straniere, vengono poi presentati alcuni frammenti della “Pala Bichi”, parti della “Pala di Matelica” e della “Pala Filippini di Arcevia”, mentre l’”Annunciazione di Volterra” viene ricostruita in ogni suo elemento.

foto: L.Signorelli, Vergine con il Bambino e i santi Giovanni Battista, Onofrio, Lorenzo e Ercolano. Museo del Duomo di Perugia

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

A3 su facebook




Riascolta

Riascolta

Riascolta

Riascolta

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key