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Negli ultimi anni le aree pubbliche sono diventate luogo esclusivo delle macchine. Tale fenomeno ha costretto i bambini a occupare spazi chiusi sotto la vigilanza degli adulti, limitandone la mobilità. Non solo: la ridotta autonomia, la negazione dello spirito di avventura e l’impossibilità di condividere con altri la libertà di spostamento mettono in serio pericolo lo sviluppo del bambino. Questi non elabora strumenti di controllo dello spazio, degli ostacoli, delle proprie capacità e dei propri limiti. L’ossessiva protezione da parte dei genitori mira infatti a garantire la sicurezza dall’esterno, anziché promuovere il progressivo sviluppo di capacità attraverso il confronto con l’esterno. E la mancanza di autonomia nell’infanzia produce effetti disastrosi nell’adolescenza (bullismo, vandalismo, abuso di droghe, sessualità precoce, suicidio). I bambini che hanno aderito alle iniziative promosse in tutta Italia “A scuola c’andiamo da soli” hanno dimostrato quanto siano infondate le paure dei genitori: non un incidente s’è verificato negli spostamenti, inoltre sono state soddisfatte esigenze di scambio e di gioco altrimenti negate. “Ci piace, perché così possiamo parlare tra di noi” è la risposta più ricorrente. La puntata vorrebbe documentare l’esperienza decennale di gruppi di bambini tra i 6 e i 10 anni, che si organizzano per condividere il percorso da casa a scuola in totale autonomia rispetto agli adulti. Un’occasione preziosa per tessere relazioni sociali, creare un senso di appartenenza alla comunità e trasformare la città in un ambiente vivibile e sostenibile.
Interviste: - Francesco Tonucci, pedagogista del CNR
- Federico Marolla, pediatra infantile, membro dell’Associazione Nazionale Pediatri
- Paolo Mazzoli, dirigente scolastico della scuola "Angelo Mauri"
- Antonella Prisco, ricercatrice del CNR
- Giovanna Trapani, insegnante VII Circolo Montessori
- Paola Stolfa, mobility manager del Comune di Pesaro
- Bambini della scuola "Angelo Mauri" di Roma