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Carpaccio, Vittore e Benedetto da Venezia all'Istria

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Carpaccio. Vittore e Benedetto da Venezia all'Istria è il secondo appuntamento all'interno di un articolato programma espositivo concepito dal Comune di Conegliano in collaborazione con Civita Tre Venezie, quale occasione di comunicazione e di valorizzazione della ricca e originale identità culturale del territorio.

Questa seconda tappa del percorso, iniziato con Un Cinquecento inquieto, da Cima da Conegliano e il rogo di Riccardo Perucolo ne prosegue le linee di metodo e continua a tessere la fitta e imprescindibile trama di rapporti tra le opere d'arte in mostra e lo straordinario repertorio di materiali e segni d'arte distribuiti sul territorio.

Palazzo Sarcinelli propone un felice ritorno: l'ultimo sorprendente Carpaccio e la "scoperta" del figlio Benedetto.

Una profonda crisi culturale e poittica si registra tra la fine del XV e il primo quarto del XVI secolo: guerre, cambi di alleanze internazionali, frenetica attività diplomatica, ricerche artistiche, eresie e inquisizioni. Carpaccio partecipa di un tale clima, anzi, possiamo dire che ne sia profondamente influenzato, come la sua pittura rivela a più riprese. Ma sta anche maturando una stagione nuova, un'epoca più drammatica e concitata, più laica e spregiudicata che vede giovani protagonisti della scena artistica quali Giorgione e Tiziano, Lotto, Pordenone e Sebastiano del Piombo. Carpaccio affronta il nuovo secolo sottoponendo anche il proprio linguaggio ad una nuova sperimentazione, un affinamento, una verifica.

La mostra insegue Vittore nei suoi spostamenti tra i confini settentrionali della Repubblica e il vivace territorio Istriano, alla ricerca di un codice artistico sorprendente e ultimo.

La via dei traffici tra l'Istria e la capitale veneziana è la stessa che percorre fisicamente o idealmente Vittore con le sue idee e con le sue opere dipinte. E' una stagione di produzioni originali e di eccellenza, che vede tra le altre la pala di Pozzale di Cadore, l'Incontro di Anna e Gioacchino per il San Francesco di Treviso, il trittico di Santa Fosca, la Pala francescana di Pirano, le portelle d'organo del Duomo di Capodistria e numerose opere ancora.

Il lavoro del grande maestro verrà continuato dalla bottega con opere che si ispirano o costituiscono vere e proprie elaborazioni dei dipinti di Vittore, fino all'affermazione del figlio Benedetto, che diverrà artista a pieno titolo istriano.

Benedetto, pittore dalle evidenti cadenze naif e dalle accese policromie, costituirà un'autentica sorpresa in questo percorso, divenendo l'interprete di una progressiva mutazione del verbo carpaccesco.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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