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TRA/BETWEEN Arte e Architettura. Roma interrotta e Piero Sartogo e gli artisti

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Due mostre in una, Roma Interrotta e Piero Sartogo e gli artisti, unite da un titolo che le accomuna e ne sintetizza lo spirito: Tra/Between Arte e Architettura. E' la mostra che ha luogo al MAXXI (fino al 21 settembre 2014), nelle sale Carlo Scarpa e Claudia Gian Ferrari.

La mostra nata dalla collaborazione tra il MAXXI Arte diretto da Anna Mattirolo, il MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione e Incontri Internazionali d'Arte, presenta due percorsi in cui arte e architettura dialogano tra loro.

Tra/Between Arte e Architettura 

A cura di Achille Bonito Oliva, la mostra ripercorre la stagione felice caratterizzata da una nuova attenzione alla cultura architettonica e artistica contemporanea innescata, a partire dagli anni Settanta, dal lavoro dell'Associazione Incontri Internazionale d'Arte di Graziella Lonardi Buontempo. Il titolo pone l'accento sulla commistione operata in quegli anni tra temi critici e modalità espositive, quando mostre come Roma Interrotta e l'attività di architetti come Piero Sartogo ci raccontano un'epoca coraggiosa di esplorazione e di scambio tra diversi linguaggi artistici. Sartogo fu capace in quegli anni di produrre una vera interpretazione spaziale di temi critici, tanto che Achille Bonito Oliva curatore della mostra lo definisce: «un artitetto, artefice di un dialogo tra macrospazio e i microspazi delle opere esposte. Segno di una visione interdisciplinare del progettare e del fare».

Roma Interrotta

E' una riedizione della storica mostra presentata nel 1978 ai Mercati di Traiano, ideata da Piero Sartogo e organizzata da Incontri Internazionali d'Arte, caratterizzata da un approccio interdisciplinare alle arti. In quell'occasione 12 architetti di fama internazionali furono chiamati a "immaginare Roma" come se non fossero avvenute le metamorfosi urbanistiche dall'Unità d'Italia in poi. Punto di partenza, la Pianta di Roma di Giambattista Nolli, del 1748, ultimo grande disegno urbano della città.

Il risultato fu un corpus di 118 disegni originali di Costantino Dardi, Romaldo Giurgola, Michael Graves, Antoine Grumbach, Leon Krier, Robert Krier, Paolo Portoghesi, Aldo Rossi, Colin Rowe, Piero Sartogo, James Stirling e Robert Venturi, che hanno dato vita a una "Nuova Roma": fantastica, irreale e suggestiva.

Questa mostra divenuta negli anni un'icona, dopo essere stata presentata in prestigiosi musei e centri di ricerca nazionali e internazionali come il Congresso Internazionale dell'UIA di Città del Messico, il Centre Georges Pompidou di Parigi, l'Architectural Association di Londra e la Columbia University di New York, la Biennale di San Paolo e la Biennale di Venezia, arriva al MAXXI con un riallestimento arricchito che espone le 122 tavole degli elaborati dei progetti esposti nel 1978. Le 122 tavole sono state donate da Gabriella Buontempo e da Piero Sartogo al museo e sono ora parte della collezione del MAXXI Architettura, completando la già ricca donazione (oltre 100.000 tra lettere, disegni, progetti, appunti, cataloghi) fatta dall'archivio degli Incontri Internazionali d'Arte al MAXXI nel 2012.

Piero Sartogo e gli artisti

 Il dialogo tra Arte e Architettura è stato al centro dell'attività di Sartogo con il "coordinamento dell'immagine" di grandi mostre di arte contemporanea come Amore Mio, Vitalità del Negativo (1970), Contemporanea (1973 - 1974), la personale all'INARCH (1977) - fino al Padiglione Italiano della Biennale di Venezia (1978). Il dialogo si manifesta anche nei progetti d'architettura con alcuni dei più significativi artisti degli Anni Settanta come Daniel Buren, Gianni Colombo, Joseph Kosuth, Fabio Mauri e Giulio Paolini.

E' proprio nel segno del rapporto e del confronto creativo tra le arti di cui l'Associzione Incontri Internazionali d'Arte fu promotrice, che per Piero Sartogo e gli artisti al MAXXI sono stati scelti i progetti di architettura di Sartogo in dialogo con l'Arte, gli interventi degli artisti, documenti, disegni, modelli in cui rivive il dialogo tra gli autori.

Questo rapporto è dimostrato da opere come i due progetti di Daniel Buren dal titolo To Place e To transgress che dialogano con il progetto dell'ICE di New York attraverso gigantografie a confronto e schizzi ideativi degli autori. Il grande ambiente Spazio elastico di Gianni Colombo, artista che collabora al progetto urbanistico di Sartogo composto da 27 torri del quartiere di edilizia popolare Gescal a Sesto San Giovanni. Le opere di Fabio Mauri, come l'installazione Luna, presentata a Vitalità del Negativo nel 1970, e Schermo Leo Castelli in dialogo con il progetto di Piero Sartogo, Fabio Mauri, Gino Marotta, Antonio Malavasi e Furio Colombo, dal titolo Autre Nave, per la Triennale di Milano del 1968.

La collaborazione con Giulio Paolini e Joseph Kosuth è raccontata da una abitazione a Park Avenue, New York. In mostra la ricostruzione concettuale dell'appartamento, progettato da Sartogo secondo il principio della sezione aurea, sintetizzata da una griglia al suolo che rappresenta la crescente progressione dimensionale codificata dal principio matematico, e accompagnata dalla riproposizione delle sette colonne progettate per la casa da Paolini, parte della serie Early Dynastic. La documentazione è completata dalla riproduzione dell'opera Door di Joseph Kosuth costituita dalla porta invisibile e dalla sua definizione.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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