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La verità vi prego sull'aborto, con Chiara Lalli

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Di aborto non si parla quasi mai. Quando succede si abbassa lo sguardo e il tono della voce. A meno che non ci si trovi di fronte a un dibattito politico e allora i toni sono infuocati e i termini apocalittici: strage degli innocenti, genocidio legalizzato, donne assassine. Anche chi è a favore della legalità dell’aborto e della possibilità di scelta della donna difficilmente è a proprio agio. Spesso ci si affretta a compilare un elenco di attenuanti per giustificare la scelta di abortire, per poi aggiungere: “Tutti sanno che è un trauma”. Ma lo è davvero? E lo è necessariamente? Chi sceglie di abortire subisce, nella maggioranza dei casi, un giudizio morale negativo. Abortire è sempre sbagliato. Il non soffrire, poi, è inconcepibile: sarebbe una forma di negazione e di rifiuto per un dolore troppo grande da essere intollerabile. È stata perfino inventata una nuova patologia per questa sofferenza: la sindrome post-abortiva (SPA) che colpirebbe tutte le donne che decidono di interrompere la gravidanza. A. racconta come la vergogna, il silenzio, la paura intorno all’aborto vengano quotidianamente costruiti attraverso un potente sistema culturale e con la complicità della religione, del cinema e della tv. Se il dolore dell’aborto è esasperato, la depressione post-partum, il rifiuto nei confronti di un figlio o i vissuti conflittuali materni sono spesso taciuti, nascosti dietro a una retorica della maternità concentrata unicamente sul miracolo della riproduzione. Chiara Lalli indaga lo stigma dell’aborto in un paese dove, nonostante ci sia una legge che prevede l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78), è sempre più difficile abortire a causa dell’aumento vertiginoso del personale obiettore e del peso di una condanna opprimente.



http://a-come-aborto.tumblr.com/


Riascolta l'intervista a Fahrenheit di Chiara Lalli sull'obiezione di coscienza

Credits

Carlo D'Amicis,Michele De Mieri,Lea Gemmato, Clementina Palladini, Daniela Pirastu, Laura Zanacchi, Regia di: Benedetta Annibali A cura di: Susanna Tartaro
Conduce: Loredana Lipperini

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