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Sotto la lente: La struttura formale delle canzoni dei Beatles, con riferimento alle matrici classiche

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Ci sono canzoni che non si riescono a dimenticare. Canzoni che vengono continuamente rivisitate o riproposte nella loro versione originale. Le canzoni dei Beatles sono tra queste.
A quali stili attinsero i “quattro di Liverpool” prima di approdare al proprio inconfondibile sound? La loro fu innovazione, sicuramente, ma nel solco della tradizione, una tradizione fondamentalmente personale alla quale nessuno dei quattro, nel bene e nel male, ha mai rinunciato. Il fenomeno Beatles è stato uno dei rari episodi di eclettismo musicale autenticamente proficui della più recente storia della cultura e buona parte della produzione del gruppo ripropone moduli tipici della tradizione europea, colta e folklorica (quest’ultima soprattutto di derivazione inglese), unitamente ad un ricorrente occhieggiare a certa musica da ballo in gran voga in Inghilterra durante gli anni ’30 e ‘40 che ha nel “two step” corrispondente europeo dell’americano “ragtime”, il motivo ritmico più utilizzato. I Beatles in ogni caso ascoltavano di tutto, senza il minimo pregiudizio, dal rock’n roll americano del quale i giovani di Liverpool si nutrivano, alla musica colta europea rinascimentale e barocca e persino più tardi musica indiana e chissà quant’altra.
Tutto questo e molto altro ancora è “sotto la lente” di Nicola Campogrande e Franco Fabbri.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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