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Islam, questo sconosciuto
con Paolo Branca e Gianluca Parolin





Conoscere l’islam, provare a leggere la nuova geografia politica e religiosa che si sta delineando nei territori musulmani dei paesi che si affacciano al Mediterraneo è l’unico modo che abbiamo per analizzare questa crisi, che a noi osservatori si rivela molto confusa, con schieramenti che si sfaldano e si ricompongono, con alleanze che si formano e si disfano, con nuovi soggetti che si affermano sulla scena: i curdi che stanno assumendo un ruolo chiave, i peshmerga con le loro donne combattenti, sunniti e sciiti che disegnano un nuovo scacchiere. Con l'islamista Paolo Branca iniziamo  dal  considerare il fatto che tradizioni antropologiche molto arcaiche continuano a sopravvivere anche negli stati nazione che si sono formati dopo lo sfaldamento dell’impero ottomano; mentre Gianluca Parolin, che insegna alla American University of Cairo, ed è in particolare uno studioso di califfato storico e contemporaneo, ci aiuterà a capire anche storicamente il sogno di un nuovo califfato che sta attraversando il Medio Oriente, che somiglia a tanti sogni pericolosi e perversi di rinascite degli imperi e dei grandi domini.




Suggerimenti di lettura
Paolo Branca, Introduzione all'Islam, S. Paolo ed. 2011 
Gianluca Parolin, Dimensioni dell'appartenenza e cittadinanza nel mondo arabo, Jovene 2007



Link
http://temi.repubblica.it/limes/




Musica
Lena Chamamyan, Sham





Parole
Ogni dramma e ogni bellezza, ogni terra e ogni mare, ogni numero, sia di morte che di vita, ha un valore intrinseco espresso da ogni singola persona. Anche in questa terra di mezzo dell’Est della Turchia ci troviamo insieme a persone che sono chiuse al passato, bloccate nel presente, aggrappate a scivolosi sogni di futuro. Le loro vite insieme a quelle di ognuno di noi sono un infinitamente piccolo per affrontare un infinitamente grande. Ma quanto è grande un embrione che diventerà essere umano? Un seme, che poi sarà pianta, albero, cibo? 
                                                                        Roberto e Gabriella Ugolini


Difficile immaginare, adesso, quali scenari potrebbero aprirsi nelle nostre zone in conseguenza di quanto accade in Irak.
Come ci ha scritto un amico che abita nel Sud della Turchia, in diverse zone del sud-est stanno arrivando tante famiglie di profughi dall’Irak. Anche qui a Van si cominciano a contare delle presenze di famiglie irakene. Alcune le abbiamo incontrate nell’ufficio stranieri, loro cercavano di conoscere le pratiche da seguire, alla luce delle nuove leggi sull’immigrazione, noi per il rinnovo del permesso di soggiorno. 

                                                                                         Roberto e Gabriella Ugolini




Al termine del mese sacro di Ramadan, prima della festa, moschee e privati cittadini si organizzano per portare alle famiglie che sono in difficoltà pacchi contenenti generi alimentari e altre cose di prima necessità. Negli anni scorsi avevamo partecipato, per dare un segno di vicinanza, rivolgendoci ad alcuni amici musulmani perché facessero per noi da ponte. Quest’anno siamo andati direttamente a trovare un Imam che conosciamo. E’ stata questa una bella occasione per approfondire con lui alcuni argomenti in un momento di difficoltà tra musulmani e cristiani in vari paesi del mondo. Nei giorni della festa lui stesso, con un gruppo di persone, di sera, si sono recati dalle famiglie che sapevano essere nel bisogno. Bussavano, lasciavano un pacco davanti alla porta, poi se ne andavano senza farsi vedere. Un unico biglietto di accompagnamento: Dio ha dato! 
                                                                                                Roberto e Gabriella Ugolini



Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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