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Archivio Storico della Rai

Elisabeth Schwarzkopf

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Elisabeth SchwarzkopfOlga Maria Elisabeth Frederike Schwarzkopf, considerata come una della più grandi cantanti nel campo della musica vocale da camera, nasce il 9 dicembre 1915 a Jarocin, Polonia. Fin da bambina dimostra un forte interesse per la musica. Canta la sua prima opera nel 1928 come Euridice in una produzione della scuola di "Orfeo ed Euridice" di Gluck in Magdeburg, Germania.

Nel 1934 viene ammessa all'Hochschule di Berlino, sotto la guida di Lula Mysz-Gmeiner inizialmente come mezzo soprano; segue anche corsi di pianoforte, viola, armonia e contrappunto. Elisabeth è una musicista completa e dalla grande cultura, qualità non sempre riferibile alla categoria dei cantanti lirici.

Successivamente, sempre a Berlino, studia con il Dott. Egonolf come soprano di coloratura.
Nel 1938 arriva il primo debutto ufficiale nello scomodo "Parsifal", poi viene scritturata per più stagioni presso l'Opera di Stato di Vienna. Nel 1946 Elisabeth Schwarzkopf firma un contratto esclusivo con la casa discografica EMI, una collaborazione voluta dal mitico Walter Legge "deus ex machina" dell'etichetta e uomo dalla profonda cultura e sensibilità. I due stabiliranno un leggendario sodalizio artistico-produttivo ma anche sentimentale, diventando marito e moglie.

Il contributo di Legge per la maturazione espressiva della cantante sarà fondamentale, così come lo sarà per molti altri grandi artisti, che Legge sapeva sempre ben consigliare e indirizzare. A lui si devono bellissimi dischi entrati nella storia.

Eccelsa interprete di ogni genere di repertorio, la Schwarzkopf si è segnalata in particolare come stupenda interprete mozartiana. Al genio salisburghese ha donato la malìa del suo timbro vellutato e cristallino, sorretto da un'attenzione spasmodica per le parole e il testo.

Nel 1955 è stata premiata personalmente da Toscanini con l'Orfeo d'oro, prestigioso riconoscimento tanto più importante perchè difeso dal Maestro parmense, in genere così avaro di giudizi favorevoli.

In questi anni si esibisce nei maggiori Teatri europei imponendosi anche nel repertorio di Strauss, plasmando un'indimenticabile Marescialla, personaggio chiave del "Cavaliere della Rosa". Ma anche nel repertorio Liederistico i risultati conseguiti sono a dir poco vertiginosi: resta memorabile, a questo proposito, un'affermazione di Mario Bortolotto quando, nell'introdurre un libro di scritti di Glenn Gould, parlando di un'incisione dei Lieder di Strauss del pianista con la Schwarzkopf, afferma che il disco "[...] andrebbe ascoltato in ginocchio".

Con il passare degli anni la grande artista ha inevitabilmente diradato la sua attività, ritirandosi gradatamente in un glorioso crepuscolo e dedicandosi all'insegnamento. Nel 1992 riceve dalla regina Elisabetta II°, il DBE (Dama dell'Ordine dell'Impero), la più alta onorificenza britannica.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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