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Infanzie e valigie
con Haim Baharier


                                  Emilio Tadini, Profughi





Nella Parigi del dopoguerra, ebrei da tutta Europa cercano un senso alla loro sopravvivenza, in parte mimetizzandosi, in parte cercando di ritrovare la loro storia. Tra essi compare uno strano personaggio, chiamato Chouchani, con l’aspetto di un clochard, ma con la sapienza di un antico maestro. Il suo passaggio parigino si incrocia con l’esistenza di quello che sarà un maestro dell’ebraismo contemporaneo, Haim Baharier, nostro ospite oggi, che a Parigi è nato e ha trascorso appunto la sua infanzia. Che cosa ha nutrito l’infanzia di Baharier? Quali insegnamenti ha ricavato dal singolare sapiente, che si trascinava dietro una valigia semivuota? Forse solo la fragilità di ogni essere umano – la “claudicanza”, come dice Baharier – e forse l’eterno interrogativo sulla risposta da dare alla violenza dei malvagi: rispondere con altra violenza o accettare sapendo di soccombere?





Suggerimenti di lettura 
Haim Baharier, La valigia quasi vuota, Garzanti 2014
Friedrich Torberg, Mia è la vendetta, Zandonai 2010
André  Schwarz - Bart, L'ultimo dei Giusti, Feltrinelli 2002




Parole
Abramo, e noi con lui superammo per sempre la tentazione nella quale ogni vittima scivola: trasformarsi in carnefice assoluto, addirittura della propria carne. E la superammo passando dalla compassione, il luogo della virtù ma anche dell' insidia: non è un amore sconfinato verso un popolo, verso una religione, che ti spinge subdolamente al martirio dei figli?
                                                                                                    Haim  Baharier

 

E così questa storia finirà su una tomba che un giorno andremo memori a visitare. Perchè il fumo che sale dai forni crematori obbedisce come ogni altro fumo alle leggi fisiche: le particelle s'accumulano e si disperdono al vento che le sospinge. L'unico pellegrinaggio possibile sarebbe, stimato lettore, contemplare di tanto in tanto con malinconia un cielo di temporale.
                                                                                                    André Schwarz - Bart                                                                   Haim Baharier  

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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