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Paul Gauguin

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Nelle sale si possono ammirare sia i molteplici autoritratti di Gauguin sia le sue composizioni visionarie e spirituali del periodo bretone. Il fulcro della mostra è rappresentato dai quadri celeberrimi realizzati dall’artista a Tahiti. In queste tele Gauguin solennizza la sua visione di un mondo esotico intatto, fondendo natura e cultura, mistica ed erotismo, sogno e realtà in un’armonia perfetta.

Accanto ai dipinti la mostra allinea anche una selezione di enigmatiche sculture di Gauguin, che fanno rinascere l’arte dell’Oceania, già allora quasi del tutto scomparsa.

Le opere convocate a Basilea vengono dalle più importanti collezioni di Gauguin del mondo, tra cui spiccano istituzioni come il Musée d’Orsay, Parigi; l’Art Institute of Chicago; i Musées Royaux des Beaux Arts de Belgique, Bruxelles; la National Gallery of Scotland, Edimburgo; il Museum Folkwang, Essen; la Gemäldegalerie Neuer Meister der Staatlichen Kunstsammlungen, Dresda; il Wallraf-Richartz-Museum, Colonia; la Tate londinese; il Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid; il Museum of Modern Art, New York; la Galleria nazionale di Praga e altre. In particolare la Fondation Beyeler è riuscita a farsi concedere per la mostra un gruppo di opere di Gauguin dalle leggendarie collezioni russe dell’Ermitage di San Pietroburgo e dal Museo Pushkin di Mosca.


Le straordinarie creazioni di Gauguin raccontano della ricerca di un paradiso perduto, testimoniano della vita dell’artista, trascorsa tra mondi e culture e animata da passione e spirito d’avventura, come in un film.

Dopo l’infanzia trascorsa in Perù si imbarca su un mercantile, diventa agente di borsa e bohémien nella Parigi fin de siècle, amico e sostenitore degli impressionisti, membro della comunità artistica di Pont-Aven in Bretagna, coinquilino di Van Gogh ad Arles, sempre tormentato dal desiderio bruciante per un’isola dei beati che spera di trovare a Tahiti e come eremita nelle isole Marchesi

L’esposizione, di grande spessore emotivo, viene completata da un’ampia offerta di mediazione e didattica d’arte: per la prima volta la mostra comprende uno spazio multimediale pensato per tematizzare la biografia dell’artista e le sue opere principali. In aggiunta al catalogo scientifico esce una pubblicazione d’accompagnamento destinata al largo pubblico.

www.fondationbeyeler.ch/ 

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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