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I miti dell’Amazzonia
con Antonino Colajanni e Sergio Botta


                              Penacho del  Vaupés




Che cosa rappresentano, per noi, gli antichi miti? Favole dimenticate o sperdute nella congestione della modernità, o racconti di modalità del pensiero, di ricerche di come stare al mondo, non così dissimili da quelle che ci costruiamo oggi? E come recuperare i miti di antiche civiltà che si stanno dissolvendo sotto l’urto della trasformazione globale del mondo? Ne parliamo con due studiosi, Antonino Colajanni e Sergio Botta, a proposito di una ricerca, compiuta nella seconda metà del secolo corso, da un antropologo di fama mondiale (anche se inquinata da una mai chiarita adesione al nazismo): Gerardo Reichel-Dolmatoff. La ricerca, svoltasi grazie alla sapiente partecipazione di Antonio Guzmàn, un nativo della tribù dei Desana, che riuscì a ricostruire e a svelare la complessa architettura del cosmo amazzonico: ricco di demoni e dei, di piante e animali, di simboli e sciamani, che per lunghi secoli regolarono la vita della comunità. E ora? Tutto perduto? O qualcosa è possibile salvare?





Suggerimenti di lettura
Gerardo Reichel-Dolmatoff, Il cosmo amazzonico, a cura di Antonino Colajanni,  Adelphi 2014







Parole
Nulla si guadagna a lamentarsi della sparizione o della profonda trasformazione delle società “primitive” che hanno costituito le riserve tanto amate dall’etnologia. Dobbiamo trovare i mezzi per salvare adesso ciò che ancora si può salvare
                                 Gerardo Reichel-Dolmatoff




 
All’inizio di tutto c’erano il Sole e la Luna. Erano fratelli gemelli. Dapprima essi esistevano da soli, ma poi il Sole ebbe una figlia e viveva con lei come se fosse sua moglie. Il fratello Luna non aveva moglie e così cercò di sedurre la figlia del Sole ... Il Sole creò l’universo e per questo egli si chiama Padre-Sole ...
               Mito della creazione dei Desana della Valle del Vaupès




Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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