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Custodie vuote - Stefano Arienti

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L'esposizione affianca e completa la collaborazione di Stefano Arienti con lo spettacolo Fenix, concepito per il Teatro La Fenice insieme al coreografo svizzero Foofwa d'Imobilité.
Per questo progetto Arienti è partito dall'idea del Piacere della conoscenza. Mentre al Teatro La Fenice il tema si esprime attraverso un'apertura verso il pubblico, nella mostra a Palazzetto Tito l'artista privilegia l'aspetto intimo e quotidiano della conoscenza.
I libri distribuiti in due stanze di Palazzetto Tito si possono toccare e sfogliare. Altrove troviamo tappeti originali persiani tinti di rosso dall'artista, che ricoprono interamente il pavimento; un grande tavolo, con ceramiche realizzate insieme ai suoi studenti dell'Università IUAV, e divani, tutti elementi che alludono a una dimensione privata e quotidiana della conoscenza, ma anche a quella che avveniva nei salotti degli antichi palazzi veneziani.
Nel salone centrale le copertine dei CD di musiche provenienti da tutto il mondo, alternate ad alcuni loro involucri vuoti, creano la visione di una geografia del mondo i cui confini sono determinati da suoni che si rincorrono. Si tratta di materiale che proviene da una costante ricerca condotta da Stefano Arienti per una infinita collezione di musiche.

Custodie Vuote è il titolo di questa installazione, dalla quale nasce la proiezione per Fenix sul sipario tagliafuoco del Teatro La Fenice dove per oltre un'ora e senza ripetizioni si vedono le scansioni digitali delle copertine dei CD in mostra a Palazzeto Tito. Sia la proiezione che l'installazione sono mute e, nel salone centrale di Palazzetto Tito, i dischi sono stati volutamente rimossi dalle custodie. Questa intenzione segnala la progressiva smaterializzazione del commercio musicale che finisce preferenzialmente nella rete. I libri manipolati e traforati creano una relazione con il Libro Fenice presente in Teatro, nel quale si alternano pagine disegnate dall'artista e pagine bianche dove i visitatori sono invitati a scrivere i loro pensieri. Un nuovo importante ciclo di lavori verrà esposto in due sale contigue: oltre trenta carte di grande formato, dipinte direttamente dall'artista, avvolgono completamente le pareti delle stanze creando "un'aerea tappezzeria" di vari colori, con forti dominanti di rosso e con toni più scuri e abbrunati. Un passaggio inedito nel lavoro di Arienti che affronta la pittura come una sequenza di luci e colori che ci rimandano alle sue innumerevoli sequenze fotografiche.
Un legame con il Teatro La Fenice ritorna anche attraverso Préparépétitions, video preparatori per la coreografia di Fenix di Foofwa d'Imobilité proiettati in una delle sale di Palazzetto Tito.Altri elementi mettono in luce l'attenzione multidisciplinare di Arienti, in particolare le stoffe, disegnate per la ditta Miroglio Textile, con le quali sono realizzati i costumi dei danzatori di Fenix, e alcuni cuscini esposti a Palazzetto Tito. Ritorna l'aspetto intimo e colloquiale della conoscenza e l'apertura creatrice con altre discipline: come dichiara Arienti "invece di parlare di una cultura intimidente, penso a elementi che portino alla conoscenza come fonte di forme e di piacere".

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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