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"Contratti a tempo indeterminato ma non possiamo più permetterci alcune tutele dell'articolo 18"

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Il giudizio sulle parole del premier? Molto positivo, ha lanciato messaggi importanti. Vuole andare avanti rapidamente sulla riforma del mercato del lavoro, è disposto a superare eventuali resistenze con un decreto legge, è intenzionato a intervenire sul cuneo fiscale. E in generale sembra ascoltare le esigenze che vengono dal mondo degli imprenditori. A partire dalla necessità di intervenire sulle regole del lavoro».

 

 Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, Renzi ha aperto all’eliminazione del reintegro per chi è licenziato e ha parlato di apartheid tra lavoratori con zero diritti e altri con troppi. Musica per le vostre orecchie…

 

“Che questo apartheid esista è una verità innegabile. Viviamo in un sistema che non ci possiamo più permettere, che prevede tutele rigorose e forti per una classe di lavoratori – essenzialmente quelli con età maggiore – e un sistema di quasi totale assenza di garanzie per i più giovani. Il tema non è estendere le tutele degli anziani ai più giovani o eliminarle per gli anziani. Il problema è trovare un punto di equilibrio tra questi estremi, agendo sui nodi che rendono vetusto il nostro diritto del lavoro, e riequilibrare le tutele. Vuol dire toccare l’articolo 18? E’ un passaggio ineludibile. L’art. 18 , in alcune sue parti, non possiamo più permettercelo. Non sto dicendo che bisogna abolirlo, ma modificarlo.”

 

Volete che un lavoratore possa essere licenziato liberamente, per motivi economici, pagandogli un’indennità

 

“Guardi, gli imprenditori non sono dei pazzi che assumono le persone, le formano, gli insegnano il lavoro e poi se ne liberano alla prima occasione. Licenziare non è uno sport: se gli imprenditori lo fanno è perché hanno motivi seri . Bisogna pensare all’ occupabilità: stabilire tutele per il lavoratore che perde l’impiego, con un sostegno economico nelle prime fasi, formazione, assistenza al reimpiego. Interventi che diano la possibilità al lavoratore di ricollocarsi nuovamente. L’articolo 18 deve essere il punto di arrivo di una riforma che passi per una modernizzazione delle tutele e degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive che da noi sono quasi totalmente assenti”.

 

Dunque, cosa chiedete contenga la delega o il decreto?

 

“Occorrono misure per garantire la flexsecurity, cioè politiche attive e passive per chi perde il lavoro, e un contratto a tempo indeterminato del tutto nuovo. Deve essere il contratto standard, ma va reso più flessibile, più rispondente alle esigenze delle imprese, cambiando alcune norme sul demansionamento, sugli orari e sui permessi. Devono anche cambiare le regole in uscita, attraverso la modifica dell’art.18, lasciando le tutele contro la discriminazione, ma sostituendo il reintegro con un indennizzo per tutti gli altri casi. Per essere davvero efficace, la riforma deve essere a 360 gradi e prevedere tutte queste misure”.

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
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