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Lettere dal 9 al 15 aprile

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Cara redazione,
di seguito riporto quanto scritto da Rav Riccardo Di Segni in merito ai brani del Primo libro di Samuele (Capitolo 31, 2-5) e del Secondo libro di Samuele (Capitolo 1, 1-16) che affrontano la tematica del suicidio (in questo caso assistito) di Saul; questo commento illustra la posizione ebraica in merito, che, credo, sia interessante conoscere: 
 “Un caso notevole è quello della morte del re Saul, narrata al cap. 31 di 1 Samuele, e al cap. 1 di 2 Samuele. Saul muore durante una battaglia contro i filistei; accerchiato dai nemici, vede profilarsi la sconfitta, e temendo di cadere prigioniero ed essere esposto a sofferenze intollerabili, chiede allo scudiero di togliergli la vita; lo scudiero si rifiuta, e allora Saul si trafigge da sé con la sua spada. Ma questo non basta a farlo morire, e allora il re in agonia si rivolge a un giovane amalecita, chiedendogli di finirlo. L'amalecita uccide Saul, e lo va a raccontare a David, rivale di Saul e futuro re; ma David, ascoltato il racconto, condanna l'amalecita. L'episodio e' troppo complesso perché se ne possano derivare indicazioni univoche; ma emergono alcune linee tendenziali, che saranno sottolineate dalla tradizione successiva. Il tentato suicidio commesso da Saul potrebbe essere un atto illecito, ma diventa comprensibile e giustificabile per le circostanze; ciò che un uomo fa su di sé, o chiede che gli venga fatto per la realtà o il timore di sofferenze non è punibile; l'uomo che soffre non è pienamente responsabile delle sue azioni. D'altra parte non è consentito aderire alla richiesta suicida del re; lo scudiero si rifiuta, e l'amalecita che lo fa viene per questo punito. Più in generale, al di là di questo episodio, la bibbia prescrive di non uccidere e impone a chiunque il sacro rispetto della vita umana. La tradizione rabbinica sviluppa questo principio affermando che nessuno è padrone, e può liberamente decidere non solo della vita altrui, ma anche della propria. E ciò vale anche quando si tratta di un malato terminale o gravemente sofferente.” Rav Riccardo Di Segni.
Cordiali saluti Andrea Lopes Pegna
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Gentile redazione,
voglio ringraziare particolarmente la trasmissione di oggi per le bellissime cose dette nell'eterno sforzo di affrancare il concetto di Dio da ciò che è materiale.E vorrei apportare il mio granellino con una domanda: in quale dei grandi santuari ellenici stava la dedica "All'inconoscibile in noi e sopra di noi" ? Forse qui si va ancora un passo più in là : si vuole affrancare il concetto di Dio anche da qualsiasi definizione.
Cordialmente
Luca Erizzo
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Cara Redazione di Uomini e profeti,
fortunatamente ascoltandovi è ancora possibile prendere boccate d'ossigeno nell'aria pesante che ogni giorno respiriamo, sia in senso fisico, reale, vedi l'inquinamento atmosferico delle cità, che "virtuale", vedi il pressocchè totale azzeramento del senso di civiltà nella nostra politica nazionale quotidiana.  In questo contesto di spaventoso vuoto, come persona che crede ancora nel civile incontro tra le persone, ogni tanto fotografo qualcuno che rappresenti chi vive ai margini, che è ormai già stato escluso da ogni forma di società socializzante, cercando, tramite la fotografia di stabilire un dialogo, ove possibile, con le persone e di ridare una dignità, anche per quel minuto di lettura del racconto, agli esclusi.

Invio due foto di due persone, due invisibili qui a Reggio, sui quali, attraverso un quotidiano locale, ho scritto alcune brevi riflessioni sulla povertà , sulla società, sul vuoto, come dono per il vostro impegno.
Grazie.
Domenico Giannantonio
Reggio Emilia
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CON QUESTA TRASMISSIONE RADIO3 RAGGIUNGE GLI APICI DELLA BUONA PROGRAMMAZIONE. UN PROGRAMMA COLTO ED EDUCATIVO..(HO IMPARATO MOLTISSIMO)..PIENO DI SPUNTI E DI CURIOSITA'...CONDOTTO MAGISTRALMENTE..!
VIVA RADIO3 UNA CATTEDRALE NEL DESERTO RADIO-TELEVISIVO
SALUTI E CONGRATULAZIONI DA EDOARDO
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Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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