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Natura morta e arte giapponese alla GNAM

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La mostra Il fascino discreto dell’oggetto, che abbraccia sapientemente tutta la prima metà del Novecento, rappresenta un caleidoscopico omaggio al genere della natura morta, ormai non più considerato “minore”, ma anzi divenuto riflesso ed emblema dell’innovazione dei linguaggi e delle poetiche.
Quasi tutti gli artisti italiani del XX secolo, dai più celebri ai meno noti, si sono cimentati con la natura morta, concependo questo genere come un campo di sperimentazione in cui l’oggetto si pone alternativamente come veicolo di espressione lirica o come tema di ricerca formale.
Ed ecco che il “fascino discreto dell’oggetto” e la sua “messa in posa” diventano la chiave di lettura dell’individualità degli artisti, fra riferimenti autobiografici e motivi palesemente metaforici.
Dalle le più significative sperimentazioni delle avanguardie (Futurismo – Metafisica – Astrattismo,ecc.) che destrutturano e stravolgono l'oggetto, rifiutando la rappresentazione realistica e ricercando nuove relazioni spazio-temporali, fino al “ritorno all’ordine” e al figurativismo degli anni ’30, la natura morta diventa scelta linguistica ed espressiva, riflessione sulla memoria e dialogo con la propria interiorità. Da De Chirico a Vedova (vedi foto), un posto speciale è riservato a coloro che di questo genere hanno fatto il loro cavallo di battaglia, come Morandi, de Pisis e Pirandello. Si è stabilita così un’intesa sommessa e poetica con quel che viene raffigurato, al punto che i semplici oggetti quotidiani sono arrivati a trascendere il concetto stesso di Natura Morta.
La mostra è accompagnata da una scelta di haiku, componimenti poetici giapponesi formati da tre versi per un totale di diciassette sillabe. Come la pittura, l’haiku è una poesia caratterizzata da intime profondità, dai toni apparentemente semplici che, proprio come i dipinti di nature morte, fissa uno stato d’animo attraverso un’immagine, dalla quale trae la sua forza di suggestione.

Un parallelismo non casuale, questo fra natura morta e cultura giapponese, considerando l’imminente inaugurazione, sempre alla GNAM, il prossimo 26 febbraio, della mostra Arte in Giappone, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma, in collaborazione con il Museo Nazionale di Arte Moderna di Kyoto.
Per la prima volta in Italia, la Galleria Nazionale d'Arte
Moderna dedica un’ampia mostra all’arte giapponese del Novecento, un periodo ancora poco esplorato di intense trasformazioni, che va dalla restaurazione dell’Imperatore Meiji nel 1868 fino alla fine della seconda guerra mondiale. In quest’arco di tempo il Giappone si confronta da un lato con un rapido processo di modernizzazione secondo modelli occidentali, dall’altro con un movimento di rinascita dell’arte tradizionale, di consapevole ritorno ad una visione estetica in cui si riconosce l’antica identità del popolo giapponese.
Alla pittura nihonga (la pittura in stile giapponese, in opposizione alla pittura yoga in stile occidentale) e alle arti applicate è dedicata la mostra, con una selezione di alto livello qualitativo di opere che reinterpretano lo spirito della tradizione.

http://www.gnam.beniculturali.it/

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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