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Poeti - Gabriele Frasca

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frascaGabriele Frasca, scrittore, poeta, saggista e traduttore napoletano sceglie Dylan Thomas come maestro, una delle voci più note della BBC a partire dal ‘44 e legge Cerimonia dopo un’incursione incendiaria scritta nei primi mesi del ’44 durante i bombardamenti tedeschi  per chiudere poi con una sua composizione  non dichiarata.

 

Brano musicale:  Wanderlied, Lied per voce e pf op.57 n.6 eseguito da Wolfgang Holzmair




Dove m’hanno condotto le vecchie parole

 

 

Ciò che hanno fatto di me le vecchie parole,

Spiccare il sole via dal midollo dell’osso

Come s’essicca un frutto del proprio liquore,

Spargere il senso assoluto d’un sasso

Al debole grido che ha scosso

Questo ordigno di sensi che è tutto un motore

Muto e cocciuto in attesa d’un suono;

 

Dove m’hanno condotto col loro fracasso,

Lavorando d’intarsio lungo l’abbandono

Che ho visto crescere mentre affrettavo il passo

Per tener dietro a chi restò lontano,

Ma sempre con l’eco del tuono

Per dettare nel buio che resta qui in basso

L’ombra che s’allucina il cielo al lampo;

 

Ciò che hanno fatto di me malgrado sapessi

Che con gli echi dispersi si forgia lo stampo

Che mantiene compatto fra sessi e decessi

Almeno un fine alla miccia del tempo,

Sebbene non resti mai scampo

Alla lenta erosione che intacca gli stessi

Semplici lacci che annodano il senso;

 

Dove m’hanno condotto malgrado lo scempio

Che fecero di me quando col loro incenso

Affumicarono l’unico vuoto tempio

Dove, dimesso il verbo, si fa a stento

La carne che chiede il suo censo,

Non c’è verso nemmeno per trarne un esempio

Di provare a ripeterlo in un verso.

 

Eppure quanta giusta inconsistenza resta

Mentre la testa impasta da ciò che s’è perso

Quel tanto di sostanza come cartapesta.

Vi si tenne la vita in quel rimorso

Andarsene via di traverso

Alla vegeta morte che ancora protesta

S’aprì una ferita che duole,

Cui non rimane chi rimi in soccorso,

Dove m’hanno condotto le vecchie parole.

Credits

A cura di Loredana Rotundo
Regia di Diego Marras

IL CHIODO FISSO DI GIUGNO E'

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Per tutto il mese di giugno, dal cassonetto all’inceneritore, dalla discarica al compostaggio e al riciclo, le storie dei nostri scarti quotidiani intorno a cui ruotano le preoccupazioni ma anche l'impegno di chimici, educatori ambientali, naturalisti e semplici cittadini organizzati in difesa del territorio....E qualche incursione nei mondi
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