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Il sublime al tempo del contemporaneo, con Vittorio Gregotti

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«In realtà, ciò che noi, preparati dalla cultura, chiamiamo sublime, [...] è per l'uomo rozzo semplicemente terribile. Questi, in quelle manifestazioni dell'impero devastatore della natura e della sua grande potenza, di fronte a cui il suo potere si riduce a niente, non vedrà che il disagio, il pericolo, l'affanno, che colpirebbe l'uomo che vi sarebbe esposto». Immanuel Kant.


I fondamenti dei progetti di architettura di successo mediatico hanno proposto negli ultimi trent'anni un rovesciamento dell'idea di sublime come identificazione con la cultura del capitalismo finanziario globalizzato. Ciò impedisce ogni presa di coscienza di una distanza critica che permetta di leggere le contraddizioni che presiedono lo stato attuale delle cose e la costituzione di linguaggi capaci di proporre possibilità alternative. Le illusioni che hanno connesso, con straordinari risultati, razionalismo e Repubblica di Weimar, costruttivismo e prima rivoluzione sovietica, non ci sono più consentite; ma ciò non significa che le forme dell'architettura non debbano essere volte anche oggi alla ricerca della verità, che non è prima ma è nella concreta forma della nuova cosa; anche attraverso la finzione ma mai attraverso la menzogna. Forme che debbono costruire possibilità altre di conoscenza, senza rispecchiamenti di ideologie come falsa coscienza. Per Gregotti è quindi importante opporsi a qualsiasi disgiunzione dell'architettura non solo dalla politica ma anche dal contesto, dalla coscienza della storia, dall'uso, dalla regola come misura di ogni eccezione, al fine di mettere in atto, per mezzo delle forme dell'architettura, una nuova critica positiva della realtà capace di proporre una modificazione creativa dello stato delle cose.


Vittorio Gregotti, arhitetto e designer, ha progettato il quartiere ZEN di Palermo, i nuovi Dipartimenti di Scienze dell'Università di Palermo (in collaborazione con Gino Pollini) e molte altre opere di grandi dimensioni e non.

Il libro

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Credits

Carlo D'Amicis,Michele De Mieri,Lea Gemmato, Clementina Palladini, Daniela Pirastu, Laura Zanacchi, Regia di: Benedetta Annibali A cura di: Susanna Tartaro
Conduce: Loredana Lipperini

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