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Le bufale su Hollande

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“Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe”. La deliziosa battuta di Mark Twain, usata anni fa da uno studente della Cattolica, Daniele Mucci, come premessa alla tesi di laurea sul tema delle “Leggende metropolitane via internet”, è più che mai attuale. Il Web trabocca di balle spaziali. Dal gatto con le ali cinese alla serena vecchiaia di Elvis Presley (ovviamente mai morto), in  Polinesia. Dai feti in vendita a 50 dollari l’uno sugli scaffali di certi supermercati di Taiwan, all’Ufo filmato durante l’attacco alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001. La scemenza più divertente è quella che durante una partita di calcuio nelle serie minori di un paese africano, un fulmine avrebbe incenerito tutti e 11 giocatori di una squadra. E gli avversari? Tutti salvi.

Dure legnate.

Non c’è dunque da stupirsi se dilaga su internet la balla che Francois Hollande in poche settimame ha dato una serie di legnate durissime alla casta francese: “Ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’aste; il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni col più alto numero di centri urbani con periferie dissestate”. Di più: “Ha fatto inviare un documento (12 righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava l’abolizione delle “vetture aziendali” sfidando e insultando provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo “un dirigente che guadagna 650 mila euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure””. Di più ancora: “Ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito socialmente immorale) e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno. Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal compact) senza intaccare il bilancio di un euro, ha assunto 59.870 laureati disoccupati, di cui 6900 dal primo luglio del 2012, e poi altri 12.500 dal primo settembre come insegnanti nella Pubblica istruzione”. Ma non basta: “Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un piano per l costruzione di 4500 asili nido e 3700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali”. Finito? Nooooooo: “Ha decurtato del 25% lo stipendio lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali  che guadagnano più di 800 mila euro l’anno. Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo di garanzia welfare che attribuisce a donne e mamme single in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durata di cinque anni finché il bambino non va alle scuole elementari e per tre anni se il bambino è più grande”. E così via…

Da “Sette”, supplemento del venerdì del Corriere della Sera del 3 agosto 2012

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

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"No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

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Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

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Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

"300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



 


La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


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