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Lettere dal 26 febbraio al 6 marzo

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Carissima redazione,
seguo puntualmente gli appuntamenti che sono un vero alimento per la mente e l'anima. Approfondire la Bibbia (che ho sempre amato e letto) da tante prospettive, la rende molto più preziosa e amata. E' un testo sacro e l'approccio deve essere di fede, ma ciò non esclude l'approfondimento intellettuale che la rende più comprensibile e "veritiera". Tra i libri da voi indicati ho notato con piacere "I cristiani hanno un solo Dio o tre" di Fischer. L'ho letto e gustato: per me che sono credente ma non amo la religione dogmatica è esaltante! Anche il romanzo Kerbala del giornalista e reporter della France Press è tra le mie letture attuali. Provenendo da una prospettiva europea è davvero più obbiettivo.  Complimenti da tutti noi che vi seguiamo, grazie Gabriella per la sua grazia, delicatezza e garbo.
Cordiali saluti
Grazia Borellini (Modena)
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Da anni, ogni volta che torno a vivere a Roma per qualche anno, il vostro  programma UOMINI E PROFETI  rimane un pilastro del mio soggiorno. Oltre a seguire con entusiasmo ogni settimana le letture, vorrei sapere se a Roma esistono gruppi di lettura della Bibbia o Maestri ( penso a Erri de Luca ad esempio )  disposti a dare lezioni e riunire attorno a loro alcuni dilettanti ma appassionati della Bibbia .
Ringrazio per ogni informazione mi potrete fornire.
Eve Trezza
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Gentilissima redazione,
vi ringrazio per le bellissime letture della Bibbia che proponete. Vorrei chiedervi  di potere ascoltare anche Alberto Maggi il cui approfondimento dei testi biblici contribuisce, a mio avviso,  a ritornare al significato autentico e profondo della fede.
Buon lavoro. Cordialmente
Silvana Allegra
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Spettabile Caramore e ospiti,
ascoltando la vostra voce mi è sorta una riflessione... si parlava di dio e amare dio (tasmissione 9-01-2011) mi viene da pensare: ma non è ora di DIMENTICARE 'dio', lasciare questa immagine creata dalla nostra cultura e  immergersi in esso senza più pensare e dire nulla?
Grazie e un abbraccio a tutti voi per la splendida trasmissione:
Bruno
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Gentile dottoressa,
seguo da molto tempo la trasmissione Uomini e profeti e ho ascoltato con molto interesse la recente puntata su "Religioni e violenza". A mio parere, il tema del sacrificio nelle religioni semitiche non è sufficientemente discusso (a meno che non mi sia sfuggito in una precedente trasmissione). Anche nella trasmissione di oggi, domenica, il sacrificio della figlia di Iefte (assai simile a quello di Ifigenia) mi è rimasto oscuro. Non sono un antropologo, ma nel volume La violence et le sacré di R Girard viene proposta un'interpretazione unitaria e diversa da quelle tradizionali. Il sacrificio sarebbe, secondo Girard, un mezzo con cui le popolazioni arcaiche del Medio Oriente, in un'epoca in cui non esisteva ancora una giurisprudenza punitrice, sono riuscite a sfuggire all'epidemia della vendetta, che rischia di travolgere e annientare interi gruppo sociali. Il sacrificio rituale sostituisce al nemico da annientare un "bouc emissaire" che, soffrendo lui stesso violenza, compensa e addolcisce l'irresistibile istinto collerico primordiale. Ora, se il bouc emissaire fosse un carattere ereditario di certe varietà dell'homo sapiens (per esempio, quelle che sono arrivate e hanno iniziato vita sedentaria nel Medio Oriente circa 6000 - 8000 anni BC), esso darebbe loro un netto vantaggio selettivo e, quindi, si diffonderebbe rapidamente. Qual'è lo status corrente di questo scenario antropologico?
Grazie
Bruno Bertotti
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Spero che la puntata di oggi faccia cenno nel percorso  all'importanza del digiuno come atto di percorso spirituale, ma si faccia cenno anche a cosa si intende per cibo e all'esperienza degli esseni che si alimentavano escludendo la crudeltà.
Lucilla Cerretano
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Gentile redazione,
innanzitutto complimenti per la trasmissione e il personale stile di conduzione di Gabriella Caramore che sollecita sempre un ascolto attento alle interessanti tematiche trattate. Scrivo per chiedere  se fosse possibile trattare la tematica della "guerra"  nel pensiero religioso (cristiano, arabo, ebraico, etc.) e non solo in una chiave storica (crociate, guerra santa, etc.) ma comprenderne le  motivazioni "filosofiche" che possano giustificarla o meno nell'orizzonte religioso.
Vi ringrazio della vostra cortese attenzione.
Giovanni Acanfora
Salerno




                         

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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