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Questioni

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Credere, non credere, appartenere
con Marco Ventura, Marco Bouchard



                                                 Patti Lateranensi

 

Tante volte ci siamo detti insoddisfatti della distinzione, che tuttavia continua ad essere in uso, tra “credenti” e “non credenti”: preferiamo, abbiamo detto, parlare di “credenti” – cioè fiduciosi in un Dio o nell’umanità –,  e  “idolatri” –  cioè cultori di piccoli idoli, di se stessi, del proprio interesse, di dio stesso … Oggi ci troviamo di fronte alla proposta di un’altra distinzione: “credenti” e “creduli”. Ma la vedremo in relazione alla storia del nostro paese. Vedremo come la fede o la credulità possono incidere sulla storia. E la storia incidere sulla fede. Prendendo in considerazione due tappe importanti del rapporto tra Chiesa e Stato in Italia: il Concordato del 1929 e il Nuovo Concordato del 1984. Quali conquiste hanno rappresentato? Quali ambiguità si sono trascinati appresso? E oggi, esistono le premesse per una nuova revisione di questi rapporti? Ne parliamo con lo storico Marco Ventura e con un giurista, Marco Bouchard, che ha riflettuto sul nesso credere e appartenere.

 

Suggerimenti di lettura
Luciano Manicardi, Il Vangelo della fiducia, Qiqaion 2014
Marco Ventura, Creduli e credenti. Il declino di stato e chiesa come questione di fede, Einaudi 2014
Marco Bouchard, Credere e appartenere. Monaci, eretici, mercenari, Edizioni Gruppo Abele 2014





Parole
La vera sfida non è tra individui e tra comunità: è dentro ciascuno, dentro ogni comunità. E' la sfida tra il credulo e il credente che mi abitano e ci abitano. E' la sfida di cosa facciamo col nostro credo, di come lo verifichiamo, di come lo cambiamo.Di cosa crediamo a parole  e di cosa crediamo nei fatti.

                                                                     Marco Ventura


Nel '29 scontavo tre anni di confino, nel '30  fui arrestato per uno sciopero della fame, fui mandato in carcere, raccolsi in fretta due libri nella mia piccola biblioteca di confinato, che dovevano confortare la solitudine imposta dalle mura carcerarie. Uno di quei libri era la Bibbia. Arrivai al carcere, e il cappellano mi sequestrò immediatamente la Bibbia perchè era un'edizione protestante, e mi disse " col Trattato lateranense, art. I , la religione cattolica apostolica romana è la religione ufficiale dello Stato, e non può consentirsi ad un carcerato, per di più antifascista, di leggere la BIbbia protestante" 
                                                                                     Lelio Basso





Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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