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La Vita, forse l’arte

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Più di venticinque articoli, pubblicati lungo poco più di un decennio – dal 2000 al 2013 – in gran parte su «Alias», l’inserto culturale de «il manifesto» e su «Domus» e «Abitare ». Recensioni di mostre personali e collettive: Salvador Dalí, Jannis Kounellis, Lucio Del Pezzo, Vanessa Beecroft, Trisha Brown, Jenny Holzer, per citarne alcuni. Ma anche di libri su artisti o fotografi: Lee Miller, Alighiero Boetti. Testi di folgorante e sagace critica che fuggono il peso della retorica e coltivano l’arte della leggerezza. Lea Vergine non risparmia frecce acuminate contro i direttori di musei, i curatori di esposizioni, ma lo fa con arguzia tagliente. E le belle citazioni che chiama a sostegno delle sue contrarietà non soffrono mai di arroganza: rientrano nella cultura come gioco della vita.

Lea Vergine è autrice di numerose pubblicazioni e mostre sui problemi dell’arte contemporanea, tra cui Il corpo come linguaggio (La Body-art e storie simili) (Prearo 1974); Attraverso l’Arte. Pratica Politica (Arcana 1976); L’altra metà dell’avanguardia, Milano, Palazzo Reale; Roma, Palazzo delle Esposizioni; Stoccolma, Kulturhuset (1980-1981) i cui cataloghi sono stati rieditati in volume da il Saggiatore (2005) e Un altro tempo. Tra Decadentismo e Modern style, Rovereto, MART (2012-2013).

Oreste Bossini ha incontrato Lea Vergine in ccasione dell'uscita di questa pubblicazione

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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