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Lettere gennaio - febbraio 2015

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Gent. Redazione,
da anni seguo assiduamente la vostra trasmissione che ritengo molto stimolante.
In particolare ho trovato estremamente interessanti le puntate di questo anno riguardanti altre culture, poichè ritengo che conoscere culture diverse dalla nostra sia un passo fondamentale per una convivenza pacifica a livello mondiale.
Spero vivamente che continuiate ad occuparvi di questi temi anche in futuro e vi ringrazio per il lavoro che svolgete.
Cordiali saluti.
Nuccia Abbate
Menaggio (CO)
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Buongiorno,
seguo da un po' di tempo la vostra trasmissione e vorrei complimentarmi con voi per la capacità di ideare e condurre un programma sempre stimolante ed interessante.
Non vi conoscevo e una volta, per caso, mi sono soffermata ad ascoltare il vostro programma. Pur non essendo particolarmente interessata a temi etici o religiosi, devo dire che siete stati per me una vera scoperta: ammiro la vostra capacità di affrontare i temi in maniera approfondita ma nello stesso tempo accessibile, con un atteggiamento aperto, curioso ed ed equilibrato nei confronti di tutti i punti di vista e di tutte le religioni che trattate.
Vi ascolto dal Belgio, vi ringrazio di farmi pensare all'Italia come un paese dove non va sempre tutto male: ma le cose migliori spesso le abbiamo a portata di mano e non sappiamo apprezzarle!
Buon lavoro,
Paolisa Nebbia

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Mi fa piacere che a Uomini e Profeti si parli in senso positivo delle suore e della loro opera a favore dello sviluppo degli ultimi...in una delle precedenti puntate si era parlato di colonialismo da parte della Chiesa.
Il caporalato è  diffuso nell' agricoltura anche se è  stato vietato...e non solo nell' agricoltura, basta vedere le condizioni di lavoro nei call centers, leggere il libro di Michela Murgia Tutto Il Mondo Deve Sapere.
Anche l' escissione e l' infibulazione nei confronti felle donne africane sono forme di schiavitù  praticate anche in Italia, purtroppo. Sembra impossibile che questo accada ancora nonostante l' opera di associazioni come Amnesty International.
Grazie.
Francesca da  Oristano
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Splendida puntata: sulla lentezza della domenica, lentezza che è ritmo di Dio, si innestano due voci, quella di Gabriella Caramore (una dolcezza udibile anche dai sordi di cuore), e quella di Piero Boitani, (una voce che sa di Antico, di increato di universale) che creano uno spazio, un punto in cui il suono non tradisce il Silenzio, e allora la cultura, uccisa o comunque annacquata in un mare di parole, si fa "carne", riemerge in tutta la sua forza, in tutta la sua virtù, con il suo carico di sale di nuovo a disposizione di chiunque voglia conoscere se stesso e scoprire una sua spina dorsale dentro il Reale; cultura disigillata e che torna ad affascinare dopo l’atmosfera di sonno in cui veniva somministrata al liceo (d’altronde è difficile mangiare quando non si ha appetito nonostante i cibi succulenti imposti dai programmi ministeriali: in quegli anni si è vittime non solo dei professori di mestiere, senza vocazione, ma anche di una estroversione costituzionale, caratteristica della gioventù, in cui si guarda solo all’esterno, insomma si è più specie che individuo). Sublime e disarmante il tema del “riconoscimento”, questo filo che attraversa tutte le grandi Opere, con cui l’umanità può passare all’>, quella in cui le ombre della crisi non spaventano, i mostri generati dal nostro egoismo si frantumano al sole della consapevolezza, e gli occhi, sorretti dal cuore, tornano a guardare il reale senza la distorsione della paura; senza il ”riconoscimento-agnizione” si rimane dispersi e disperati sulla via di Emmaus, si resta sulla strada tra nascita e morte senza possibilità alcuna di risurrezione e di riappropriamento di sé e del divino che è in noi.
Ringraziamenti e saluti da Enrico Avveduto (Ispica-RG)
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Gentile redazione,
sto ascoltando la vostra  interessante trasmissione e trovo che la definizione di genocidio che ha dato il Presidente del Tribunale dei popoli, Tognoni, vale anche per il Popolo palestinese, per la frammentazione del territorio e della popolazione che stanno attuando i governi israeliani. I Palestinesi vengono privati della loro identità di popolo e si attua nei loro confronti un genocidio lento.

La Shoah non ha insegnato nulla. Come si giustificano la distruzione enorme di Gaza e l'uccisione di 2200 persone, tra le quali 500 bambini palestinesi ?
Il tribunale Russel accusa i governi israeliani di crimini di guerra e contro l'umanità. 
La crescita dell'anti-semitismo é proprio legata ai crimini compiuti dai governi israeliani e dall'assenza di una presa di distanza da parte delle comunità ebraiche ufficiali,a differenza della Rete-ECO assai critica,  che sostengono ogni azione di  Israele. Come mai intelletuali come Bruno Segre o Tullio Zevi non si dissociano dai crimini israeliani ?
Cordiali saluti
Ireo Bono -Savona

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Sto sentendo la trasmissione di oggi sabato 24 gennaio, sui cristiani di Siria. Cosa possiamo fare noi da qui, Roma,  per invitarli e ospitarli'? A chi dobbiamo rivolgerci? Esistono organizzazioni che fanno da ponte fra noi e loro?
Grazie.
Roberto

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Buonasera,
l'ascolto della puntata di "Storie" di sabato scorso mi ha fatto ricordare l'incantevole città di Mardin, balcone sulla Mesopotamia, che ho visitato otto anni fa nel corso di un viaggio dall'Armenia - attraverso la Georgia - al Kurdistan turco, durante il quale il nostro gruppo - rappresentante l'ONLUS culturale comasca "Iubilantes" - aveva incontrato, tra l'altro, un vescovo siriaco nel monastero di Deir-Ul-Zafaran.
La città è talmente bella che - dicono - persino i piccioni, quando qualcuno batte le mani, fanno una capriola nell'aria per la gioia. Purtroppo Mardin, come anche la zona limitrofa di Tur Abdin, ha perduto nel corso del Novecento  gran parte delle sue comunità cristiane, che resistevano invece molto meglio nel più favorevole ambiente siriano, fino allo scoppio dell'orrenda guerra civile di questi ultimi anni. La città rimane comunque molto gradevole e vivace.............................Che questo incontro sia anche un simbolo e un augurio dell'incontro tra le "religioni del libro"; non importa se si monta su un cavallo o su un asino, l'ìmportante è incontrarsi e non scontrarsi.
Grazie per la vostra fondamentale trasmissione.
Guido Marazzi

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Gentile redazione,

Ho trovato interessante, istruttiva, questa analisi psichica del romanzo di Houellebecq messo in vetrina dalle raffiche di Parigi. Mi pare che la prima "soumission" non sia l'islam, ma il "tetro jiadismo" dell'autore, voce della decadenza rassegnata, un arrendersi a destino e morte, un istinto di morte, thanatocrazia, che crede di vedere nell'islam. Vedete voi se ho capito o no.
Invece mi interessa riprendere un momento il concetto di sottomissione. Una volta, al Gobetti, nel seminario sul problema del male, con Bobbio e il suo gruppo, nel quale ero anch'io, presenti anche alcuni di voi, Pier Cesare Bori usò incidentalmente quell'idea. Fu inteso dai bobbiani come lo scandaloso contrario della attiva responsabilità. Non conoscevano né il suo pensiero né la sua persona. Se qualcuno è stato mentalmente e moralmente un attivo coraggioso viaggiatore dello spirito, per molti territori, e vibratile registratore di ogni nuovo refolo di pneuma, è stato Pier Cesare. Per lui (intendo io per quella conoscenza di lui che mi è stata data dalla sorte) sottomissione voleva dire mitezza, paziente accoglienza, non aggressività, risposta del cuore allo spirito, vaglio aperto dei fatti e delle proposte vitali delle varie sapienze spirituali umane, con vivacissimo cammino e randagismo audace, eppure mai smarrito.

Questo voglio e devo testimoniare, per quanto ho capito di Pier Cesare: tutto all'opposto del sottomettersi a poteri materiali, o religiosi abusivamente spirituali e presuntuosamente potenti, la "sottomissione" di Pier Cesare era questa intelligente bontà.   
Chi potrebbe dire con verità (ma c'è una tradizione errata che lo dice!) che Gesù si sia sottomesso passivamente alle forze del male che lo hanno inchiodato e ucciso. Si è sottomesso, sì, ma all'amore per l'umanità nostra, che ha salvato portandola sulle sue spalle, lei debole bisognosa creatura, e lui più forte della morte. Ditemi se si possono confondere i due significati di sottomissione.  Credo che anche nell'islam ci sia, inteso generalmente male, un significato nobile, elevato, di sottomissione a Dio. Andiamo cauti nel giudicare, siamo sottomessi alla verità che ci fa liberi. 

 Grazie, Enrico
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Oggi religione di libertà nei paesi dove l’occidente continua a imporre le sue regole significa libertà per i più forti.
Corrado
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Perchè  i vertici delle grandi religioni monoteistiche non cercano di incontrarsi per confrontarsi. Non solo una volta. confrontarsi per cercare dei tratti comuni, per comunicare al mondo che le religioni non vogliono la guerra, che i profeti non profetizzavano l'annientamento dell'altro: o qualcuno si? o alla fine scopriamo che tutti i profeti, se leggiamo testualmente le antiche scritture...
Ma cos'è il fanatismo? Che radici ha l'odio?
Perché un ragazzo di seconda generazione abbraccia il terrorismo? 
Fabio
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Stupende le trasmissioni di questi giorni.
Un modo diverso di parlare di quello che sta succedendo nel mondo. Non il solito bla-bla su Islam e via dicendo.
Interessantissimo Ventura, e lo studioso dell'Islam giorni fa che parlava del salafismo.
Grazie, grazie, grazie
d
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Gentilissima e stimata  redazione, 
ho sentito purtroppo soltanto la coda dell’intervento di Vito Mancuso nella trasmissione odierna, e mi è venuto in mente quando, freschissima di laurea in filologia italiana, da cinquecentista qual ero, mi iscrissi alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale (nella allora piazza delle Crociate). Abbandonai quegli studi dopo qualche anno, per altri impegni di ricerca, e un po’ delusa dall’evasività dell’insegnamento di storia della Chiesa, peraltro forse davvero marginale all’impostazione filosofica e teologica di quel corso di studi.
Ricordo che allora c’era molto dibattito sulla linea scelta dalla Chiesa ufficiale negli accordi riguardanti l’insegnamento della religione nelle scuole, che era stato, ad avviso mio e di molti che frequentavamo quella facoltà, “svenduto” nella sua dignità culturale e peso disciplinare a favore di un insegnamento dottrinale il cui controllo restasse totalmente nelle mani della curia. Con l’ulteriore scandalosa deriva burocratica di tanti parrocchiani neo iscritti agli istituti di scienze religiose che, dopo qualche anno di insegnamento di religione, con una laurea in lettere e senza un giorno d’insegnamento in quelle discipline, scavalcavano nelle graduatorie i giovani insegnanti votati alle discipline umanistiche fin dall’inizio. Mentre i giovani baccellieri e dottori teologi che uscivano dall’Interregionale erano ignorati dalle Curie, che guardavano con diffidenza a quel corso di studi, troppo attrezzato al pensiero come nelle tradizioni d’Oltralpe.
 
Io avrei allora voluto per le scuole italiane
 
un insegnamento che potesse essere
 
a)     al servizio della comprensione delle arti plastiche, della musica, delle letterature occidentali – che erano poi il principale oggetto di studio nelle medie inferiori e superiori
 
b)     capace di veicolare l’essenza del messaggio, nella consapevolezza delle numerose tradizioni da cui scaturisce a a cui si avvicina
 
c)     storicizzato: così da essere capace di illustrare strumentalizzazioni ed estremismi avvenuti nel seno stesso della Chiesa, lasciando incorroso dagli errori umani il nucleo sostanziale del messaggio cristiano
 
d)     corredato di spazi aperti al confronto con le altre tradizioni religiose
 
 
Sono passati trent’anni, e forse la Chiesa si sta rendendo conto dell’errore commesso. Abbiamo ora un papa che parla alle masse per qualche minuto al giorno attraverso la televisione – nel flusso della televisione – ma generazioni intere sono uscite dalle scuole senza attrezzi che li rendano atti a una pur minima riflessione etica, e così sguarnite affrontano un’esistenza dove il confine tra la realtà del qui e ora e quella giocata nei media si fa sempre più labile.
 
Non so come sia in Francia, ma vedo che anche lì si finisce per uccidere gridando che Dio è Grande. Non posso sapere da dove venga in profondo quell’odio, non so cosa abbiano subito da parte dei Francesi i nonni o i bisnonni dei due ragazzi franco-algerini, ma so che sia loro, sia tanti fedeli delle moschee che esecrano le vignette, se solo capissero che la propaganda fidei per secoli in Occidente si è svolta attraverso le immagini, dalle effimere illustrazioni devozionali, alle grandi commissioni di opere d’arte, capirebbero l’origine e la ragione delle vignette satiriche, capirebbero l’allegria e l’innocenza di quel riso, per caustico e dissacrante che fosse. Capirebbero che è nostro, della nostra storia, dei nostri Pasquini, che non intende offendere nessuno, ma tenere sveglie le coscienze, esattamente come dovrebbe fare la fede. E questo avrebbero potuto capirlo e impararlo nelle scuole, se la Chiesa non si fosse rifiutata per troppo tempo alla laicità....................................................

Cordiali saluti  
Anna Maria Negri
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Buon giorno,
domenica 11 gennaio mi è capito di ascoltare la vostra trasmissione per la quale vi faccio i miei complimenti più sinceri !

Nella puntata la conduttrice ha ad un certo punto conversato e fatto ascoltare un pezzo musicale davvero straordinario  composto ed eseguito da DIMITRI GRECHI ESPINOZA dal titolo "Oreb":  io ho provato a cercarlo in qualche negozio di dischi ma senza risultato anche perché non hanno saputo  indirizzarmi a nessuna casa discografica o darmi qualche riferimento o notizia.
potete aiutarmi voi?  grazie per ogni possibile informazione che saprete darmi!
cordiali saluti

Liviana Babich

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Buongiorno a tutta la redazione del programma Uomini e Profeti ed in particolare alla bravissima e stimatissima conduttrice Gabriella Caramore.

Seguo da tempo la vostra trasmissione, ma la puntata di Questioni di questa mattina 11 gennaio mi ha mosso a scrivervi per restituirvi testimonianza del valore che attraverso la vostra proposta sempre sapiente e competente nonchè misurata, arriva a noi che vi ascoltiamo.
Devo dire che la puntata di oggi mi ha addirittura commossa, innanzitutto perchè rappresenta un contributo preziosissimo in un momento come questo dove fatti drammatici, quelli  avvenuti in Francia e purtroppo anche nel nord della Nigeria, scuotono l'animo nel fondo sino ai visceri facendo vacillare la capacità di comprendere buttandoci addosso uno schiacciante senso di impotenza che spesso altro non fa che alimentare altra rabbia ulteriormente fomentata e purtroppo a volte anche strumentalizzata da certa divulgazione.
Esprimo dunque il mio profondo apprezzamento per le sapienti parole di Gabriella Caramore nella sua introduzione alla puntata, per il competente contributo dell'esperto di diritto Islamico Dr. Parolin e per la preziosa testimonianza dell'artista Grechi rispetto a quanto un percorso di ricerca spirituale e di fede  (necessità imprescindibile per l'essere umano) nulla abbia a che fare con le guerre cosiddette sante di qualsiasi genere.
Nel niente che noi gente comune possiamo fare a fronte dei grandi eventi collegati alle lotte di potere nel mondo, di cui subiamo  in mille forme gli effetti, la vostra offerta rappresenta invece un'azione concreta possibile per ognuno di noi: conoscere per capire e comprendere, per coltivare il nostro diventare essere umani sempre più completi e complessi, perchè questa è l'unica speranza che ci resta e per la quale dobbiamo lottare (contro ignoranza e miseria d'animo).
Grazie di cuore.
Paola Carpeggiani

San Giorgio di Mantova
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Dice bene il prof. Gianluca Parolin che "il vero dialogo si basa sulla reciproca conoscenza". Tutti sono disposti a sottoscrivere questa affermazione di principio. Come superare allora l'analfabetismo religioso diffuso, problema a cui "Uomini e Profeti" ha dedicato recentemente una puntata con Alberto Melloni? E il fondamentalismo -la lettura letterale dei testi sacri- premessa della legittimazione della violenza? Sembrerebbe ragionevole pensare, in una società secolarizzata e plurale, a un insegnamento critico delle religioni per tutti. In modo che nell'aula conoscano insieme giovani cristiani e musulmani, ebrei e buddisti, agnostici ed atei, la storia delle religioni presenti nella città, sotto la guida di un insegnante "laico".  Ma questa proposta suscita da sempre obiezioni e resistenze, in alto e in basso, a livello politico ed ecclesiale (cattolico). Ho in mano il Bollettino della mia parrocchia dove una persona del consiglio parrocchiale scrive serenamente che il difetto sta oggi nel relegare l'insegnamento (confessionale) della religione cattolica in un'ora, per giunta facoltativa.  Perché la puntata di oggi sul fondamentalismo islamico non dovrebbe essere ascoltata a scuola? Vedremmo il telegiornale e leggeremmo i giornali con maggiore consapevolezza. Non è solo il Corano esposto al rischio fondamentalista. Recentemente, nel convegno di "Biblia" a Berlino: "Abitare la memoria. Bibbia e discriminazioni", Piero Stefani ha proposto alla riflessione  il passo del Deuteronomio 25,19, in cui Dio comanda al popolo d'Israele di "non dimenticare" le aggressioni subite dagli Amaleciti, un popolo che non teme il vero Dio,  e che perciò va annientato senza pietà.
Silvano Bert-Trento
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Buongiorno,
non ho potuto ascoltare il titolo e l'esecutore della musica bellissima, per sassofono, trasmessa oggi, domenica 11 gennaio 2015.
Se possibile, resto in attesa di una vostra cortese risposta e complimenti vivissimi per la trasmissione.
Cordiali saluti
Katia Ferrari
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Un augurio per un nuovo anno da trascorrere insieme.

Auguri a tutti coloro che si impegnano in questa trasmissione e un ringraziamento per lo sforzo che fate.
Buon Anno

Alberto Rusconi

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Auguri per un sereno 2015 a tutta la redazione. Vi ascolto sempre in podcast e continuerò a seguirvi con piacere ed attenzione anche durante il nuovo anno.

Gli ospiti che particolarmente gradisco sono J.L. Ska, Paolo Ricca, Piero Stefani, Paolo Sacchi e naturalmente molti altri. Da quando me li avete fatti conoscere ho iniziato a seguirli leggendo i loro libri o cercando loro documenti nel web. Spero vorrete pubblicare molte altre puntate vecchie in podcast (le scarico sull'iphone) come ad esempio avete fatto recentemente con il decalogo di P. Ricca.
Grazie e buon lavoro nel nuovo anno.
Pierangelo Magni
Carnate (mb)

 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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Appuntamenti

Leggere la Bibbia


Pablo Picasso, Ragazza che legge al tavolo Le letture bibliche di Uomini e Profeti in podcast >> Per  leggere i contenuti clicca su  archivio >>

ALTRE LETTURE


 














Medhat Shafik - Porta D'Oriente
Riascolti di Uomini e Profeti in  Podcast >>

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