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Bernardino Luini e i suoi figli

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Bernardino Luini, grande pittore del Rinascimento milanese, nasce sulle sponde del Lago Maggiore e  riceve la sua prima formazione artistica in terra veneta, in particolare a Verona. Tra le prime opere, infatti, malgrado Luini si firmi con il nome di Bernardinus Mediolanensis – proprio a voler evidenziare la sua appartenenza a Milano e alla terra lombarda – le tracce stilistiche del Nord Est restano indelebili.
Fu un pittore attivissimo che lavorò anche nei cantieri di Busto Arsizio, del Santuario di Saronno, della Certosa di Pavia e persino Oltralpe, nella vicina Lugano. Tutta Milano è disseminata di opere di Bernardino Luini: la splendida Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore ne conserva preziosi e superbi affreschi, come anche la Chiesa di Santa Maria alla Passione, l’Abbazia di Chiaravalle e la Chiesa di San Giorgio a Palazzo.
Federico Borromeo fu stregato dall’opera di Luini e ne collezionò moltissimi lavori. Grazia e bellezza contraddistinguono l’impronta stilistica di questo grande artista e sono facilmente apprezzabili nelle tantissime opere pittoriche sparse ovunque; come gli affreschi staccati della Villa della Pelucca e di Santa Maria della Pace o la Madonna del Roseto conservati alla Pinacoteca di Brera, la Sacra Famiglia con Sant’Anna della Pinacoteca Ambrosiana, la Madonna con il Bambino del Museé Jacquemart Andrè di Parigi.

Luini, unendo i punti di forza della rivoluzione leonardesca e la grazia dello stile di Raffaello Sanzio – quest’ultimo studiato durante un viaggio a Roma – accrebbe in vita la sua fama e lo rese assai richiesto e ricercato da vari committenti.  La sua bottega conobbe un lungo periodo di grande fortuna a cui contribuirono i figli, primo fra tutti Aurelio.

Bernardo Luini si spense nel 1532 lasciando numerose opere incompiute che vennero completate proprio dai suoi figli
L’artista venne praticamente dimenticato e citato solo come uno dei tanti pittori alla “maniera di Leonardo”, senza riconoscergli quella personalità così incisiva nel panorama della pittura del Cinquecento lombardo che è il motivo principe di questa bellissima mostra a Palazzo Reale.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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