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Leggere la Bibbia

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I Libro di Samuele cap. 4-8
Monarchia rapace
con Moni Ovadia
Domenica 13 marzo 2011

 

È possibile una monarchia che non sia rapace? Che non espropri il popolo dei suoi beni, della sua libertà, del suo lavoro? Questo si chiede il capitolo 8 del I Libro di Samuele, quando, interpretando evidentemente le tensioni esistenti tra le tribù di Israele nell’XI secolo a. e. v.,  viene meno l’antica fiducia tribale nella guida di un Dio che salva e si afferma la nuova ideologia della monarchia, che è il sistema che hanno “tutte le altre nazioni”. Samuele si fa portavoce presso il Signore delle richieste del suo popolo di avere un re, e il Signore, dopo averli avvertiti dei pericoli a cui andranno incontro, a malincuore lo concede.Ma il tema della monarchia evidentemente comporta interrogativi che interpellano anche oggi le comunità religiose: può una comunità religiosa costruire la sua forza “come tutte le nazioni”? Quali pericoli si annidano nel nesso tra fede e potere? A parlarne per noi sarà Moni Ovadia, appassionato interprete della Bibbia e della sua tradizione, con la libertà e l’ironia che lo caratterizzano. Prima però di arrivare alla richiesta della monarchia vi sono altri capitoli, con racconti molto movimentati che comportano però interessanti riflessioni politiche e teologiche.

 

 

Suggerimenti di lettura
Moni Ovadia, Difendere Dio ,Morcelliana 2009 Collana Uomini e Profeti
Walter Brueggemann, I e II Samuele, Claudiana 2005
Giuseppe Crocetti, 1-2 Samuele; 1-2 Re, Queriniana 1987

 

 

Ascolto Musicale
Zogt nit kain mol , (Inno della resistenza nel ghetto di Vilna) - Dal cd Moni Ovadia -  Dybbuk etichetta ARPA

 

Parole
E la patria, in cui la vita di un popolo del mondo prende dimora e scava il suo solco nella terra, fin quasi a dimenticare che essere un popolo vuol dire anche qualcos'altro che non il semplice essere insediati in un paese, per il popolo eterno la patria non diviene mai sua in tal senso; a lui non è concesso incanaglirsi a casa propria, ma mantiene sempre l'indipendenza di un viaggiatore [...] La terra è sua, nel senso più profondo, proprio soltanto come terra della sua nostalgia, come terra santa. E per questo, diversamente da quanto accade agli altri popoli della terra, la piena proprietà della sua terra gli viene contestata, egli stesso è soltanto uno straniero ed un meteco sulla sua terra. «Mia è la terra», Dio gli dice, e la santità della terra sottrae il paese alla sua spregiudicata presa di possesso.

                                                                                                 Franz Rosenzweig

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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