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Lettere di settembre

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Cara redazione,
due sentiti ringraziamenti: Il primo non solo perché avete voluto citare la mia lettera (addirittura per due volte con la replica estiva) riguardo alla vecchiaia nella trasmissione con Enzo Bianchi; tra l’altro ho riascoltato in questi giorni la trasmissione di leggere la Bibbia su Qohelet con Salvatore Natoli e Amos Luzzatto che insegnava che dalla parola hevel (alito fuggente), che ho riportato nella mia mail, deriva il nome di Abele a simbolizzare la breve durata della sua esistenza. Il secondo ringraziamento riguarda la trasmissione di questa mattina “Islam, questo sconosciuto” perché ci ha aiutato a capire la rinascita del califfato. In quanto medico sono convinto che per combattere il cancro per prima cosa bisogna conoscere la malattia, poi viene la prevenzione primaria (prevenire la sua insorgenza agendo sui fattori di rischio), poi la prevenzione secondaria (fare una diagnosi precoce) e infine curare la malattia, che, quando è diffusa può essere solo tenuta sotto controllo dai farmaci, e, alla fine, quando la malattia non risponde più a questi, gli stessi farmaci possono addirittura diventare accanimento terapeutico e quindi non essere solamente  più efficaci ma addirittura accelerare la morte. Questo penso nei riguardi dell’ISIS, che considero come un cancro: nessuno ha aiutato a farci capire come mai sia rinato, né sono stati fatti interventi per prevenirne il suo sviluppo o sono stati fatti interventi per distruggerlo sul nascere; vedo l’intervento armato attuale dei vari Paesi come la chemioterapia per il cancro già metastatizzato, sperando che in futuro non diventi accanimento terapeutico. Infine grazie per l’immagine dei Paesi sciiti e sunniti, che anche io avevo ritrovato in forma analoga, ma forse più chiara su wikipedia.
A presto.
Andrea Lopes Pegna
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Buongiorno, mi chiamo Antonio Talarico e vi seguo sempre. Nel complimentarmi con Voi per la vostra bella trasmissione, desidererei sapere chi sia l'interprete e il nome del cd in cui si esegue il REIS GLORIOS di Girault de Bornelh, andata in onda ad inizio trasmissione sabato 27 settembre. É un pezzo veramente cantato bene e, da cultore di musica medioevale, ci terrei ad averlo. Un caro saluto ed un ringraziamento.
ANTONIO
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Le religioni dividono, la ricerca scientifica unisce
(appare come l' unica esperienza umana che unisce, a livello mondiale, adesso e nel passato).

Saluti Roberto

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Fa bene al cuore ascoltare Enzo Bianchi condannare le guerre, in sintonia con papa Francesco. Però non costa molto indignarsi, dal piedistallo del Cristianesimo (di oggi), contro la politica, cioè l'umanità, immersa nel pantano della storia, e dichiararla colpevole, connivente, indifferente. Più difficile è contribuire a capire, mettendo a frutto la propria storia, contraddittoria, per prevenire le guerre. Non mi convince la parola "follia" come spiegazione. Qualcuno smetterà di sparare perché è definito pazzo dal pulpito? Urbano II a suo tempo, convocò di persona una crociata. Era un pazzo, o da quali ragioni, che parevano ragionevoli allora, era mosso? Nel 1914, mentre Benedetto XV pensava a un'"inutile strage", i vescovi benedicevano le armi delle nazioni cristiane (sacralizzate) in conflitto fra loro. Quando il cardinale Lercaro a Bologna condannava i bombardamenti americani in Vietnam, e Paolo VI tentava (e falliva) una tregua diplomatica, il cardinale Spellman proclamava che quella era una guerra di civiltà, da vincere.

Perché invece, durante la "guerra fredda", in occasione delle numerose crisi a Berlino (1949, 1953, 1961, 1989), non si fece ricorso alle armi, a quella nucleare, che pure era lì, a disposizione? Hanno dato le Chiese un contributo perché quella guerra si concludesse senza una catastrofe?
Dove pare follia c'è piuttosto un groviglio di ragioni, economiche, etniche, politiche, che vengono da lontano e vanno analizzate una ad una, e districate e mediate, per prevenire il ricorso alle armi. I cristiani, e i credenti in generale, sono una porzione di umanità, hanno interessi diversi, e sono coinvolti nei conflitti storici come gli altri uomini: non sono solo cattolici e ortodossi, sono anche russi ed ucraini. Non solo ebrei, musulmani, cristiani, sono anche israeliani e palestinesi. Non solo sunniti e sciiti, ma anche siriani, iraniani, irakeni, ed...europei. Io, quando mi fermo al distributore, ho interesse che sprizzi benzina, che qualcuno lì dietro ci abbia pensato. Qual è il modo eticamente e politicamente corretto per farlo? Siamo tutti d'accordo su questo? Da italiano non voglio restare indifferente, nel caldo della mia casa, ma cosa deve fare il mio governo perché l'Onu cresca in autorità ed efficacia? E' un'educazione alla politica , come voleva il Concilio Vaticano II, a cui ci siamo troppo spesso sottratti, e che non può essere compensato con le invettive.
Hanno i cristiani un contributo specifico da dare in questo lavorio lungo e paziente, per costruire la pace? Scendere umilmente dal pulpito, innanzi tutto. Dialogare con le altre religioni, e desacralizzare insieme il ricorso alla violenza. Insieme, conoscendoci in profondità: quanti sono a Trento i cristiani che, dopo essersi opposti alla moschea, non hanno mai messo piede nel "centro islamico", finalmente ottenuto? Con quale ardire, infine, invitiamo i popoli a riconciliarsi senza riuscire, come Chiese cristiane, a celebrare insieme l'Eucaristia? E sarà possibile evitare le guerre se non riusciamo ad abrogare, ancora, la pena di morte, in tutti gli Stati?
Silvano Bert-Trento



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Giusta l'intemerata di Enzo Bianchi sui mercanti d'armi. Dovrebbe però non omettere di parlare della tentazione di chiudere un occhio sui successi di aziende come Finmeccanica nel piazzare le armi, quando tutto il resto della grande industria è andato a catafascio. Parliamo di pane e guerra.

Piero Mattirolo
da Tortona

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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