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Lettere dal 16 al 21 gennaio

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Gentile redazione,
3 capitoli di Deuteronomio in 3 (bellissime) puntate ... per cortesia non correte troppo !
Alessandro
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Gentilissima Gabriella Cararamore,
seguo da anni la vostra bella trasmissione. Sento oggi la necessità di comunicare con voi in quanto lettore assiduo e modesto conoscitore della grande Cristina Campo. Non mancherò di acquistare "Nell'oro e nell'azzurro" di Giovanna Scarca, poichè il tema della liturgia, come ben esposto durante la trasmissione, non fu marginale nel pensiero e nella poetica della Campo. Ma non solo nella riflessione sullo spirito della liturgia. Anche nell'azione. E' ormai storicamente provato che essa, fondatrice di "Una Voce - Italia" per la savaguardia della liturgia latino- gregoriana, fu uno dei redattori del "Breve esame critico del Novus Ordo Missae", il documento più radicalmente critico sul piano anche e soprattutto teologico, del Messale riformato dal Concilio Vaticano II. Per quanto poco comprenda, mi sembra che l'attaccamento di Cristina Campo al'antico rito non nascesse soltanto da un suo profondo amore del bello, non fosse ciè una questione di estetica, ma avesse radici più profonde. Non so se esse possono qualificarsi come "ideologiche". Penso nascessero  invece da una conoscenza eologica non superficiale. E' stato pubblicato qualche anno fa il carteggio con Maria Zambrano . La domenica terza di avvento del 1965, a pochi giorni dalla chiusura del Concilio, così scriveva all'amica : " Padre Mayer (abate  benedettino di Sant' Anselmo e poi cardinale) mi disse un giorno di scrivergli  tutte le cose che mi turbano nello svolgersi del Concilio; e io
gli risposi: "ma non sono che due, sempre le stesse: la negazione della Comunione dei Santi (potenza della prehiera, ruolo sovrano della contemplazione, reversibilità e trasferimento delle colpe e delle pene) e il rifiuto dell croce (l'uomo "non deve più soffrire", restare un'ora sola inchiodato alla croce della propria coscienza o alla porta chiusa di un irrevocabile non licet".
Grazie.
Claudio ANSELMO
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Mi sconcerta che vengano giustificate le crudelta' della Bibbia in base ad altre parti " delicate".
Tutte queste cose mi confortano nel rifiuto di testi piu' o meno storici considetati libri "religiosi". Fate bene a leggerli, mi confortano nel rifiuto.
Grazie
Annamaria Lelli
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Gentile Signora Caramore,  
molto suggestiva mi è parsa oggi la Sua osservazione " Molto forte (in Cristina Campo) la fede nei simboli". Io a volte mi domando se ci sia dato conoscere qualcosa al di la dei simboli. Non è forse, tutto ciò di cui abbiamo esperienza, un simbolo ?  
Così dice il Chorus Mysticus nei primi due degli otto versi che concludono il Faust di Goethe: 
Alles vergaengliches Ist nur ein Gleichniss  "Tutto ciò che passa vale solo come simbolo"  
Non sono forse dei simboli tutte le parole con cui comunichiamo ?  E con cui pensiamo, se (come io so di me) pensiamo in parole.E come posso verificare che una certa parola desti in me un pensiero eguale a quello che desta nel mio prossimo ? Impossibile, assolutamente impossibile. Impossibile confrontare un pensiero mio con un pensiero altrui: non posso mica estrarre i due pensieri dalle teste in cui stanno, e posarli su di un tavolo, uno a fianco dell'altro, per confrontarli. 
In ultima analisi le uniche cose, mie e altrui,  che possiamo confrontare sono la condotta mia (sotto l'influsso del pensiero mio), e la condotta dell'altro (sotto l'influsso del pensiero suo). Cosa che, mi pare, non pensiamo mai abbastanza quando diciamo qualche parola particolare, come la parola "Dio"; e di qui la bellezza del versetto 48 della sura V, "La tavola imbandita". 
 
Un devoto saluto  
Luca Erizzo
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Gentile redazione,

sono un giovane che da tempo segue le vostre trasmissioni, sebbene in modo saltuario a volte. Vi scrivo per ringraziarvi. Grazie al vostro programma, infatti, argomenti dall'alto contenuto spirituale trovano spazio in un mondo secolarizzato dominato da scientismo e materialismo, dischiudendo possibili vie da percorrere a quanti cercano la Verità. Devo notare però, con mio dispiacere, che spesso in alcune trasmissioni mi è sembrato di percepire una certa ostilità nei confronti del Cattolicesimo/Ortodossia (clero, liturgia, tradizione, magistero, mariologia) in nome di un presunto Cristianesimo delle origini, privo di apparati e riti e di una tolleranza "a senso unico". Ciò è forse l'unico aspetto che può turbare il grande equilibrio con cui di solito affrontate ogni argomento. Vi invito a guardare con maggiore serenità alla grande tradizione spirituale e liturgica dell'Occidente latino e dell'Oriente ortodosso e ad attingere ad essa per arricchire i vostri dialoghi settimanali!
Buon anno
Luca
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Gent.ma Sig. Caramore
ho  seguito con molto interesse la puntata di questa mattina largamente dedicata a Cristina Campo.E' stato interessante rievocare il suo amore per la liturgia nel linguaggio trasmesso dalla tradizione. Naturalmente, come Lei ha osservato, le argomentazioni della Campo non sono oggi più proponibili nella stessa forma. La riforma liturgica avviata con il Concilio e fortemente voluta da Papa Paolo VI ha cambiato la situazione. Quel che tuttavia non può non soprendere è come quella riforma abbia segnato l'esplosione di un vero e proprio odio per la tradizione che è certamente fuori dallo spirito e dalle lettera del Concilio.Si ha oggi quasi paura di cantare il gregoriano per timore che vi s'insinui qualche espressione latina.  Nella formazione cattolica, specie nella formazione del clero cattolico, lo studio del latino è stato abbandonato così come trascurata è la musica sacra e il canto. In generale, nella mia città per esempio, per sentire una liturgia cattolica secondo la tradizione, occorre andare alla Scala. Tutto questo è contrario a quanto il Concilio, specie con la costituzione 'Sacrosanctum Concilium', ha affermato. Il rinnovo e l'arriccchimento della tradizione si è avuto altre volte nella storia.  Gran parte della grandezza di Bach è dovuta alla sua capacità di valorizzare ed elaborare ritmi popolari nelle composizioni dette 'sacre'.  Tuttavia in tempi passati questi e simili sviluppi hanno arricchito la liturgia e la pietà popolare e hanno contribuito potentemente alla formazione della musica occidentale, senza essere vissute in conflitto con la tradizione del canto monodico.Perchè dunque questo abbandono nel presente?
Oggi abbiamo un Sommo Pontefice che cerca timidamente di porre rimedio a questa situazione, ma non sembra raccogliere molto frutto nè ridestare gli animi a quelle nuove aperture che sarebbero necessarie e certamente possibili proprio attraverso la rilettura della tradizione liturgica nella sua interezza.La ringrazio per l'attenzione e le faccio i migliori auguri per il nuovo anno.  Il suo lavoro è sempre vivo e fecondo: grazie!
Pier Luigi Porta
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Gentile redazione, grazie per il lavoro che svolgete con amore e competenza: le vostre trasmissioni sono davvero imperdibili!
Il nuovo profilo (all'insegna della TENEREZZA) di Cristina Campo a cura di Giovanna Scarca e di Gianfranco Draghi è stato un bel dono...
Grazie ancora e buo lavoro.
Teresa Ciliberti 
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Gentile redazione e, in particolare, Gabriella Caramore,
so, anche perché vi seguo da tanti, tanti anni con interesse e grande piacere, che non vi avventurate quasi mai, giustamente, in inutili polemiche con le Chiese e di questo vi ringrazio perché così si privilegia la spiritualità, la pluralità dei messaggi, la necessità del dialogo e la ricerca di una verità molto più alta e molto più profonda dell'inutile, faziosa dogmatica delle chiese, delle religioni e dei loro pericolosi fondamentalismi.
Tuttavia mi farebbe piacere che in una puntata di "Uomini e profeti", nel suo modo usuale e serio, ci si occupasse della "strategia santificante" della Chiesa cattolica in questo ultimo ventennio; è stato Woytila a reintrodurre santificazioni e beatificazioni a raffica, ...E' una strategia chiara e, secondo me, fondamentalista, in tutti i sensi.
Ancora più preoccupante è l'"ansia" di far santi Papi che non mi pare abbiano mostrato segni di santità particolari...Ora mi sembra particolarmente grave che si voglia fare santo per forza Pio XII e che tutta la prudenza tradizionale sia stata azzerata per la beatificazione e successiva rapida santificazione di Woytila, mentre per Giovanni XXIII non solo è tutto fermo ad una faticosa e controversa beatificazione, ma si butta fango sul Concilio Vaticano II, ormai ridotto all'ombra di se stesso e contraddetto nella sua forza spirituale giorno dopo giorno, con uno strapotere controriformistico, di quella CEI, che è diventata un partito politico di tutto rispetto, stracarico di potere temporale, del tutto privo di reale valore spirituale, almeno secondo chi alla spiritualità crede  e diffida invece delle chiese, spesso faziose.
Sarebbe utile, credo, fare il punto della situazione, cercando di non essere faziosi, almeno noi, ma mettendo in luce questa "deriva" imbarazzante... Capisco la difficoltà ad affrontare in modo serio e rigoroso questi problemi, ma almeno nella ristretta cerchia di "uomini e donne di buona volontà"  sarebbe il caso di parlarne apertamente e con cognizione di causa, per una maggiore consapevolezza collettiva di ciò che sta davvero accadendo...  ritengo che il silenzio, riguardo a questo aspetto sia colpevole, complice del disastro e della deriva che abbiamo davanti agli occhi, ogni giorno più cruenta, folle e indiscriminata...
Conserviamo la nostra "oasi" di pensiero, di scambio e di esperienze "alte" condivise e sentite di uomini e donne di buona volontà, di qualsiasi etnia, di qualsiasi religione e di qualsiasi provenienza, di chiunque desideri che la religione non sia "l'oppio dei popoli", ma un aspetto della crescita e della formazione della persona,  credente o non credente che sia.
Daniela (Perugia)
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Complimenti per questa bella iniziativa che spero non si esaurisca al termine della lettura biblica, ma prosegua con altre letture e in modo particolare con un programma analogo sulla filosofia, magari intitolato “leggere la storia della filosofia”.
Grazie 
Carlo
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Gentili Gabriella Caramore e collaboratori,
seguo da tanti anni la vostra trasmissione, che spesso è stata ed è tuttora per me fonte di conoscenza del mondo e a volte anche fonte di ispirazione per i miei quadri.
Vi mando un caro saluto da questo paese bianco e grazie per il grande lavoro che fate per noi.
Elide Cabassi
P.S. Solo da pochi mesi posso seguirvi anche qui da Mosca, città in cui vivo da tanti anni, e ne sono felicissima! Con la possibilità di ascoltarvi finalmente anche qui, mi sembra di essermi riconquistata la mia pienezza !

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Il 9 gennaio scorso, all'età di 94 anni, a Las Vegas negli Stati Uniti si è spenta Suor Rosemary Lynch, splendida suora "francescana e pacifista". Era nata a Phoenix, in Arizona nel 1917; aveva fatto la sua professione religiosa 76 anni fa. Aveva vissuto a Roma tutta la stagione conciliare. Poi era tornata negli Stati Uniti, a Las Vegas vivendo francescanamente l'amore per i poveri e per la pace. Maestra di pace e di nonviolenza era stata per noi in Italia dal 1982. Poi era tornata parecchie volte fino all'aprile 2005 quando al Cipax era venuta a parlare di Dorothy Day. L'ultima volta l'incontrai nell'agosto 2008, nelle manifestazioni pacifiste nel deserto del Nevada, di fronte alle basi nucleari. Mi disse: "ringrazio Dio per la salute e la gioia di vivere in questo tempo. Sono immensamente grata a Dio che nei miei novantun anni mi concede di fare ancora qualcosa di utile. So che i malanni verranno anche se non ho idea di come e quando dirò addio a questo bello ma tragico mondo". Ora questo addio è arrivato. Nel darne l'annuncio la sua comunità mi  ha scritto: "Celebriamo la vita di suor Rosemary Lynch:  la sua vita fu un intreccio di tenerezza, di luce e di spirito francescano; si accostò e visse con riconoscenza la sua avanzata età".Mi aveva detto: "E' una grande gioia per me salutarvi tutti. Sono grata all'amico Gianni Novelli perchè mi ravviva il ricordo di tantissimi amici ed associazioni visitate in quella bella Italia che rimane sempre nel mio cuore come 'il bel paese'". Quanti (e sono tanti in Italia e fuori) hanno avuto la grazia di conoscerla anche solo indirettamente attestano che il suo ricordo resta sempre vivo nel proprio cuore.
Gianni Novelli


 




 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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