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Processo a Mubarak

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L'Egitto testimonia oggi l'evento epocale di un leader arabo processato per i crimini contro il suo popolo. "Vogliamo lavorare nella calma e dateci la possibilità di fare un processo giusto e corretto", con queste parole il presidente della corte d'assise del Cairo Ahmed Rifaat ha aperto il processo contro Hosni Mubarak, l'ex presidente deposto l'11 febbraio al culmine di una protesta popolare che ha messo fine ai 30 anni del suo regime. Mubarak è arrivato al Cairo circondato da enormi misure di sicurezza per comparire davanti ai giudici e rispondere dei reati di corruzione e responsabilità per l'uccisione di decine di manifestanti nel corso delle dimostrazioni dell'inverno scorso, in cui morirono 800 persone e oltre 6mila furono i feriti. Si tratta della prima apparizione dell'ex Rais davanti a un magistrato dalla sua destituzione.

Il processo è trasmesso in diretta dalla tv egiziana, ma la televisione non ha inchiodato in casa la popolazione del Cairo, dove la tensione è altissima. Centinaia di agenti in assetto antisommossa sono dispiegati per dividere i manifestanti pro e contro Mubarak, che hanno dato vita una fitta sassaiola davanti a uno degli ingressi dell'accademia di polizia dove si tiene il processo. Sorvegliatissima anche piazza Tahrir, epicentro della protesta popolare che provocò la caduta del Rais, dove stamattina decine di soldati e agenti di polizia in assetto antisommossa si sono allineati attorno alle grandi aiuole solitamente occupate dai manifestanti, mentre blindati

dell'esercito controllano l'accesso della piazza, sgombrata appena due giorni fa di un sit-in iniziato l'8 luglio.

Da Sharm-el-Sheikh, dove da aprile era ricoverato per problemi cardiaci, Mubarak è arrivato al Cairo in elicottero, il velivolo è atterrato nel piazzale antistante l'accademia di polizia, dove era ad attenderlo un'ambulanza, sulla quale l'ex presidente è stato trasferito per essere introdotto nella struttura fino alla sala conferenze, sede del processo. Un folto schieramento di forze di sicurezza ha circondato l'ambulanza durante il tragitto, impedendo la visione del momento in cui Mubarak è stato fatto uscire dall'automezzo. Il viaggio di Mubarak si è concluso con l'ingresso nella gabbia degli imputati, dove l'ex presidente è disteso su una barella, coperto da un lenzuolo, pallido in viso e visibilmente indebolito.

Sono arrivati anche i suoi figli, Alaa e Gamal Mubarak, detenuti da mesi nel carcere di Tora e trasferiti al Cairo tra imponenti misure di sicurezza a bordo di un mezzo blindato. Immagine forte anche quella del loro ingresso nella gabbia con indosso la tuta bianca dei detenuti. Con loro, a processo anche l'ex ministro dell'Interno, Habib al-Adli, la cui tuta è invece blu, il colore dei condannati, perché su di lui si è già abbattuto un primo verdetto di condanna per malversazione di fondi pubblici. Ci sono poi sei alti ufficiali della polizia e un ex uomo d'affari vicino ai Mubarak arrestato in Spagna. Undici, in tutto, gli imputati.

Davanti all'accademia di polizia, dove anche i media sono in attesa, un gruppo di sostenitori del deposto presidente ha aggredito una troupe della tv araba 'al-Jazeera'. I fedelissimi di Mubarak hanno accusato i giornalisti dell'emittente qatariota "di aver seminato divisioni nel Paese e di essere responsabili di questo processo". I giornalisti sono stati costretti a interrompere per alcuni minuti il collegamento in diretta.
sito di Repubblica 

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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