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Troppi selfie e sms: un incidente su 5 è colpa dello smartphone

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I messaggi alla guida moltiplicano per 23 il rischio di tamponamenti

 

Gli sms moltiplicano per 23 il rischio di incidenti. È il paradosso della tecnologia e delle cattive abitudini. Le macchine più sicure e i controlli delle forze dell’ordine (2milioni all’anno solo da parte della polizia) diminuiscono il numero complessivo di morti sulle strade, ma al tempo stesso gli strumenti «hi tech» fanno crescere un nuovo settore dell’infortunistica stradale: gli incidenti dovuti alla tecno-distrazione. Una piaga. 

Attività di sfondo  

Gli sms sono la prima causa di decessi al volante. Nel giorno in cui viene presentato al Giffoni Film Festival il documentario sui pericoli alla guida, il direttore centrale della Polizia stradale, Roberto Sgalla analizza dati e cause. «Negli studi comportamentali gli psicologi dimostrano che oggi la guida è diventata “un’attività” di guida- spiega-. Spesso chi è al volante fa altro: con la vettura in movimento installa il navigatore, guarda la tv sull’ipad, legge ibook, gioca col computer, carica il lettore mp3, riceve e manda sms, parla al cellulare». Ciò abbassa il livello di attenzione e moltiplica i pericoli. La guida è considerata un’attività ripetitiva, appresa una volta per tutte così i sistemi che interagiscono col conducente diventano una costante minaccia alla sicurezza.  

 

«Velocità eccessiva, alcol, droga possono essere controllati con il tutor e i test, la distrazione provocata dalla tecnologia no». Secondo i dati Aci e Istat relativi all’ultimo anno, il 20,1% degli scontri è provocato da distrazioni dovute all’uso dello smartphone. I guidatori più imprudenti sono quelli del Nord: qui il 42% dei conducenti guida con un occhio sullo smartphone, contro il 29,3% del Centro e il 28,5% di del Sud. 

 

La maggior parte degli incidenti stradali è causata dalla distrazione alla guida. Ad auto lanciata, i due secondi necessari a leggere un messaggio ricevuto sul telefonino equivalgono a una trentina di metri senza guardare la strada, con rischio di tamponare un’altra vettura o di investire un pedone. E se per mandare un messaggio ci vogliono circa 10 secondi, il conducente perde di vista la strada per un tratto di 300 metri, in cui può succedere di tutto. 

 

Controlli a a distanza  

«Per reprimere il fenomeno, servono nuovi mezzi, tipo i varchi per accertare a distanza se il cellulare di chi guida si aggancia a una cella- precisa Sgalla-.Oggi siamo a 3400 morti all’anno sulle strada e in base agli obiettivi europei dobbiamo scendere a duemila nel l 2020». Il 12,4% dei guidatori è stato sorpreso mentre guidava con il telefonino in mano, mentre un giovane su 4 ammette di scattarsi selfie, chattare e navigare al volante. 181 mila incidenti nel 2014: la prima causa di morte e di invalidità permanente sotto i 40 anni. Costo sociale pari al 2% cento del Pil. Effetto di «mala education» al volante.

sito della Stampa

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
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