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Mai all'asta: occuperemo Suvignano

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Intervista al sindaco di Monteroni di Augusto Mattioli

Il sindaco di Monteroni spiega all’Unità perché si ribella al decreto che mette in vendita la tenuta senese di Suvignano, sequestrata 19 anni fa alla mafia e che potrebbe in tal modo tornare nelle mani delle cosche. Contro l’asta anche la Regione Toscana che ricorre al Tar.

“Per comprare un trattore da impiegare nella tenuta di Suvignano è stata necessaria l’autorizzazione del tribunale di Palermo. E’ arrivata dopo 2 anni dalla richiesta…”. L’episodio di cui parla il sindaco di Monteroni, Jacopo Armini è un piccolo segnale di quali siano le difficoltà della tenuta che dopo anni di gestione burocratica ha la necessità di uno scatto in avanti.

Sul piatto due proposte antitetiche. C’è chi pensa che sia meglio vendere la tenuta al migliore offerente , fare cassa (magari correndo il rischio che cada nuovamente in mano alla mafia, pronta a riciclare i suoi profitti). E chi cerca invece altre strade che valorizzino dal punto di vista economico, sociale e culturale questa ricchezza. (…)

Armini, 37 anni, sindaco di Monteroni dal 2004 non ci sta proprio a piegare la testa e accettare la decisione di vendere all’asta, partendo da una base di 22 milioni. Percui non mancheranno iniziative anche eclatanti.

Quali?

“Una mobilitazione con l’occupazione simbolica dell’azienda”.

Ci pare di intuire un suo coinvolgimento emotivo forte in questa vicenda.

“Ho iniziato a occuparmene nel 2007, in prima persona, essendo Monteroni un comune piccolo. (…). Già nel 2009 con la Finanziaria di Tremonti c’era stato il tentativo di mettere all’asta tutta l’azienda. Ora ci riprovano. Prima di me aveva dovuto occuparsene il precedente sindaco Fabio Pacenti: doveva dare l’autorizzazione ad aprire una cava per ottenere del brecciolino da utilizzare per la statale Cassia. Preparò la richiesta al proprietario Vincenzo Piazza (arrestato come mafioso nel 1994) ma non fu concessa su consiglio dell’autorità giudiziaria”.

Suvignano è un caso che va oltre la provincia di Siena : riguarda il rapporto tra Stato e legalità “In questi giorni ho ricevuto tantissime telefonate, da varie associazioni, dalla Cgil, dalla Coop (intenzionata ad organizzare una marcia verso Suvignano). Molta gente ci chiede di mobilitarci perché si rende conto di quanto sia importante, in questo particolare momento che sta vivendo il nostro Paese, il rispetto della legalità. E’ la risposta migliore che ora si possa dare”.

sito dell'Unità

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
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