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Presenza storica di Luigi Nono

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Tra gli aspetti del complesso iter creativo di Luigi Nono che ancora oggi promettono ricchi margini di approfondimento vi è quello relativo alla problematica dell’impegno e del ruolo della musica intesa come testimonianza – artistica e sociale – del proprio presente. Il periodo più ricco e immediatamente riconducibile a questa problematica è quello relativo agli anni
’60-’70, in cui i dati biografici formano con quelli artistici un tutt’uno indivisibile. Sono anni, questi, in cui la musica è viepiù intesa comnonoe «parte integrante della vita», nella consapevolezza che se da un lato «una partitura può dare vita a una rivoluzione tanto poco quanto un quadro, una poesia o un libro», dall’altro è comunque «in grado, esattamente come un quadro, una poesia o un libro, di fornire informazioni sullo stato di desolazione della società», di «fondare una coscienza se le sue qualità tecniche si mantengono allo stesso livello di quelle ideologiche». Questi ideali, maturati nel corso degli anni Cinquanta-Sessanta, giungono al loro culmine nella prima metà degli anni Settanta per prendere in seguito un corso più intimistico e sotterraneo nell’ultima fase creativa degli anni Ottanta. Come dimostrano alcuni saggi raccolti nel volume, contrariamente alla vulgata comune l’ultimo Nono è un artista non certo apolitico, bensì un uomo in cui rimane viva una profonda adesione all’ideale di un’arte tanto umana quanto impegnata. Lo spirito rivoluzionario lascia nell’ultimo decennio il posto a una sorta di saggia consapevolezza che non abdica alla realtà del suo ‘presente’, ma la radica ancora più profondamente nelle sfere interiori dell’‘indicibile’.
I saggi raccolti nel volume Presenza Storica di Luigi Nono permettono di giungere a una nuova comprensione o, in alcuni casi, a una rilettura critica del poliedrico concetto di impegno nell’opera di Luigi Nono. Con metodi ermeneutici e approcci analitici differenti, i singoli interventi sviluppano la tematica del ruolo della politica tanto nella genesi delle opere musicali, quanto nella loro realizzazione e ricezione. La riflessione procede da una dimensione più propriamente storica verso una prospettiva più propriamente musicologica
e interdisciplinare.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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